Rassegna storica del Risorgimento

SISMONDI JEAN CHARLES LEONARD SIMONDE DE
anno <1981>   pagina <141>
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Sul pensiero del Sismondi
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In un gouvernement mixte tutto ciò era molto più facile, perché il popolo era parte attiva della costituzione, godendo della pienezza dei suoi diritti. Il cittadino che delibera sugli affari comuni alla propria cinta urbana era garanzia di libertà, nerezza repubblicana, amor patrio.4,)
Questi vantaggi scomparivano invece in un regime rappresentativo: se­guendo Rousseau, Sismondi nega una meccanica identità del popolo con i suoi rappresentanti: la liberti démocratique avrebbe deboli basi se fosse basata unicamente su una delega.42' Eppure, anche i governi rappresentativi pote­vano godere dei bienfauts de la li berte ; e ciò era possibile attraverso la più completa libertà di stampa, testimonianza di un'autonoma esistenza della società civile, che rendeva sovrana un'opinione realmente nazionale, ossia dai" rement prononcéc, mùrement réfléchie et universellement recne . Ma al momento di redigere queste Rcherches, gli insegnamenti della meccanica costi-tuzionale del Settecento, da Montesquieu o Delolme, per Sismondi continuavano ad essere attuali. Così, la balance tra gli organi istituzionali continua ad eserci­tare un ruolo fondamentale nel suo pensiero, determinando molte delle propo­ste contenute in questa parte teorica. Il bicameralismo, il diritto di veto riservato all'esecutivo, l'indipendenza del potere giudiziario costituiscono an­cora la base dell'equilibrio all'interno delle istituzioni nei regimi rappresenta­ti vi.44* Sismondi, però, cosciente della finzione giuridica della rappresentanza, avverte quell'enorme potere, denunciato per primo da Burke, che si stava con­centrando nella Camera elettiva, portando l'opinione pubblica a considerarla un potere originario per la mitizzazione della sovranità popolare.45) Ma, se per Burke, il problema era costituito dallo scarso credito esercitato dall'esecutivo, e, nel caso concreto della Gran Bretagna, dal monarca, per Sismondi, fedele al suo principio per cui la sovranità deve essere esercitata da tutti gli interessi pre­senti all'interno della nazione, il pericolo risiedeva nel discredito che in tutta Europa aveva investito la Camera Alta, che per Sismondi aveva il compito di meditare i contrasti tra esecutivo e legislativo.46)
Per Burke, l'inconveniente poteva essere risolto attraverso elezioni fre­quenti, e per l'azione mediatrice dei partiti, che ristabilivano quel necessario contatto tra la società civile e gli organi rappresentativi; per Sismondi, invece,
4n Ivi, p. 164. Cfr. anche la nota lettera di Mone d'Albany, maggio 1814, in Epi­stolario cit., voi. II, n. 186, p. 13: ce L'indépendance des gouvemements et les droits poli-tiques font les peuples, la langue et l'orìgine commune font les nations . Per questi pro­blemi, cfr. W. E. RAPPARD, Sismondi et VEurope, in Studi su G. C. L. Sismondi, Roma-Bellinzona, 1945, pp. 29-71, e H. R. FELDER, op. cit., p. 24 sgg.
> Ivi, p. 143.
43) Ivi, p. 147. Questo, della formazione di un voeu national all'interno di una so­cietà composita, costituirà in seguito la preoccupazione fondamentale degli Etudes del 1836. Per un confronto tra le due posizioni, cfr. M. MINERBI, Analisi storica e costitusào-nalismo in Sismondi, in Sismondi Européen cit., p. 229 sgg.
44) Su Burke, cfr. M. EINAUDI, Edmund Burke e l'indirizzo storico nelle scienze politiche, Torino, 1930, oltre alle utilissime osservazioni di N. MATTEDCCI, Organizzazione del potere e libertà, Torino, 1976, p. 114 sgg. Sismondi conosceva Burke a quell'epoca?
45) A Pescia è conservato un catalogo dei libri contenuti nella biblioteca di casa Si­smondi di mano del giovane Jean-Charles, e attribuibile con ogni probabilità al primo esilio in Inghilterra negli anni 1793-94, ma il nome di Burke non compare. Cfr. Bibl. Civica di Pescia, Arch. Sismondi, scat. 22, fase. 27.
4W SISMONDI, Recherclies cit., p. 150.