Rassegna storica del Risorgimento
SISMONDI JEAN CHARLES LEONARD SIMONDE DE
anno
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1981
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pagina
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144
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144 Francesca Sofia
estraneo, forse per quel carattere di pretta invasione che aveva assunto la Rivo* luzione a Ginevra, finita per hi sua patria con la perdita dell'indipendenza.
Gli insegnamenti recepiti da Adam Smith costituiscono ancora una volta la base delle critiche rivolte al nuovo testo costituzionale. Il bicameralismo introdotto in Francia è fittizio e nominale, e non ha nessuna ragione di esistere, perché non è fondato sul principio della rappresentanza di interessi distinti. Sismondi non riesce a risparmiare l'ironia: il faut... que ce soit le concours des deus volontés bien distinrtes qui serve de lois à la nation, et non pas les suffrages d'hommes qui ne diffèrent les uns des autres qu'en ce qu'ils sont les uns au dessous, les autres au delà d'un mur K3*)
Rifacendosi ancora una volta a Ginevra, l'autore auspicava la nascita in Francia di un'aristocrazia elettiva, la sola adatta al consolidamento di una Repubblica. D'altra parte, in ogni stadio economico-sociale finiva per costituirsi una élite, di fatto beninteso, ma che la costituzione doveva inserire nei propri schemi, appunto per regolare quel potere che, lasciato senza controlli all'interno della società, avrebbe esercitato un'influenza molto più estesa. Il fatto è, come giustamente rileva Minerbi,55} che Sismondi era contrario a qualsiasi tipo di egualitarismo, compreso quello censitario realizzato dalla nuova costituzione francese. Questa, infatti, prevedeva una diversità di funzioni, ma stabiliva che a ricoprire quelle cariche fossero chiamate persone provenienti tutte dallo stesso ambiente, e differenziate dal resto della popolazione con un criterio censitario, ma pariteticamente uguale. Inoltre, la Francia era una nazione troppo grande e vecchia per poter riconoscere quell'eguaglianza sancita dalla costituzione, che contrastava così apertamente con l'intera storia sociale della nazione. Annebbiata dalle teorie, la commissione incaricata di redigere il nuovo testo costituzionale non si era accorta che il bicameralismo nasceva da una ragione storica, quella di concedere uno specifico ruolo istituzionale alla nobiltà. D'altra parte, se in Francia, come avrebbero voluto i suoi artefici, la Rivoluzione aveva realizzata l'eguaglianza, quale la necessità della divisione del Corpo legislativo in due Camere, se non un mero artificio?56*
Anche il potere esecutivo era stato strutturato in modo da non poter garantire una pronta efficienza. Il Direttorio, in quanto organo collegiale, ma responsabile collettivamente, finiva per essere un organo privo di ogni responsabilità; l'eguaglianza dei membri al suo interno, senza una determinata divisione di competenze, equivaleva ad una tirannia della maggioranza sulla minoranza; l'enorme potere, sancito dalla costituzione, che questo esercitava sulle forze armate, faceva sì che, se la Francia avesse continuato la guerra, il controllo dell'esecutivo sui cittadini si sarebbe continuamente intensificato, facilitato e favorito dalla completa divisione dei poteri implicante l'esclusione di ogni ruolo del Corpo legislativo e della Magistratura giudicante.57*
Lo stesso discorso era valido per l'amministrazione e per i ministri, i quali, sebbene eletti i primi dal popolo, i secondi dal Corpo Legislativo, di fatto erano completamente sottomessi al potere esecutivo. Ma ciò che costituiva la tara maggiore di questa costituzione era la mancanza completa di rapporto e di comuni-
5*) SISMONDI, Examen cit., p. 144.
55) Af, MINERBI, Analisi storica e costituzionalismo in Sismondi cit., p. 226 sgg.
56) SISMONDI, Examen cit., pp. 157-158.
57) /ut, p. 165. Cfr. per l'enorme potere esercitato dal Direttorio fino all'anno VII, A. SAITTA, pp. 228-229.