Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO RELAZIONI CON L'ITALIA 1861-1885; ITALIA RELAZIONI CON I
anno <1981>   pagina <155>
immagine non disponibile

Belgio e Italia dopo il 1861 155
dire qu'il est toujours maladroit à un gouvernement de ne pas marcher avec l'opinion publique? >.
Alla domanda, rimasta senza risposta, di De Costei-, Ettore Anchieri opi­nava che l'opposizione cattolica, più organizzata e più battagliera, e i conser­vatori, 31> appellandosi allo status della neutralità costrinsero il Gabinetto liberale di Rogier a non dare una risposta formale al nuovo titolo assunto da Vittorio Emanuele e il collega ricordava le arguzie alle quali si era allora ricorso. Avemmo opportunità, in quell'occasione,32* di precisare la posizione belga, già esposta anni prima dal Visconte Terlinden. I documenti che pubblicammo in seguito mostrarono che Leopoldo I frenava anche lui il riconoscimento del Regno d'Italia e che, preoccupato dallo stato di neutralità del suo paese, Wì volle che gli si presentasse un memorandum che, fondato sull'autorità dei più emi­nenti giuristi, gli permettesse di accontentare il Governo italiano.
Vorremmo tornare un istante sull'argomento. Certo, gli avversari più tenaci del riconoscimento del Regno d'Italia si trovavano nelle file dei cattolici, che non invocavano soltanto la neutralità del paese, ma che giustificavano la loro opposizione come una specie di ritorsione morale: Torino aveva, all'epoca, ritardato parecchio il riconoscimento del Belgio indipendente. Nella discussione alla Camera, a proposito delVAdresse, in risposta al discorso della Corona, si parlò della violazione della neutralità da parte del governo che aveva approvato la condotta del governo piemontese, il quale aveva rotto col governo di Napoli; ma Barthélémy Dumortier riassunse tutti gli argomenti degli oppositori al go­verno. Non credo che il riconoscimento del regno d'Italia fosse una necessità; credo, invece, che il governo ha violato il principio della neutralità, dichiaran­dosi per uno dei belligeranti contro l'altro, e che riconoscendo le parti del terri­torio che compongono questo regno, le annessioni dei piccoli Stati, egli ha fatto un atto che costituisce un pericolo immenso per l'avvenire della patria, giacché, in definitiva, un governo che vorrebbe, più tardi, invadere il Belgio potrebbe farlo in virtù dell'esempio stesso ch'egli dà oggi... La posizione attuale del­l'Europa è un pericolo immenso per il paese, pericolo tanto più grande, quanto il regno d'Italia, quale si costituisce in questo momento, si costituisce contro il Belgio .
L'oratore, lo si vede, ribadiva le necessità imposte al nostro paese dal suo statuto di neutralità, ma alludeva altresì a pericoli che lo minacciavano dal­l'estero: si trattava delle mire annessioniste della Francia, delle quali alcuni
3) CHARLES DE COSTEB [KAREL], Vaincre ou disparaitre, Uylenspiegel, VI* Année, n. 27, 4 agosto 1861, p. 1. Cfr. anche Charles De Coster journaHste. Préface de GAMILLE HDTSMANS, Bruxelles, 1959, pp. 144-145.
31 ) I cattolici, nella loro stampa e nelle loro riviste, si chiamarono conservateurs fino alla costituzione di un partito ce costituzionale (1864), poi del partito cattolico (1884). Cfr. ALOIS SIMON, Il partito cattolico belga (1830-1945) con prefazione di FAUSTO FONZI. Traduzione di F. Paparazzi e M. Bellenzier, Roma, Edizioni Cinque Lune, 1964.
32) Cfr. ETTORE ANCHIERI, Il riconoscimento del Regno d'Italia, Atti del XL Con­gresso di Storia del Risorgimento italiano, Torino, 26-30 ottobre 1961, Roma, Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, 1963 (Biblioteca Scientifica, Arti dei Congressi, voi. Vili), pp. 26-27 e per il nostro intervento, pp. 48-49.
33) Visconte CHARLES TERLINDEN, La Reconnaissance du Royaume d'Italie par la Belgiquef in Mélange Pirenne, II, Bruxelles 1926, pp. 485-514; RORERT O.J. VAN NOF-FEL. Il Belgio e il Riconoscimento del Regno d'Italia, in Archivio Storico Italiano, a. CXIX, 1961, Dispensa III-IV, pp. 428-443.
34) Annales parlementaires. Chambre, Session 1861-1862, t. 1, p. 1.