Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO RELAZIONI CON L'ITALIA 1861-1885; ITALIA RELAZIONI CON I
anno <1981>   pagina <158>
immagine non disponibile

158
Robert O.J. Vari Nuffel
de La Revue de Belgique che era il miglior conoscitore delle cose italiane- Nel gennaio 1883, egli scriveva: L'Italie est-elle destinée par la nature à la grande industrie moderne? Non; car il Ini manque deux éìements de cette industrie: le fer et le charbon. Est-elle favorisce par ragriculture? Oui; car parto ut la terre généreuse, fécondée par le soleil, donnerait deux récoltes par an, si on lui amenait de l'eau . Secondo lo scrivente, che dà alcune stime sul reddito del­l'industria agricola, il commercio dei prodotti agricoli stimulerait l'industrie dn transport et par terre et par mer, ce dont la marine italienne, qui décline, ne se plaindrait pas . *9
Torniamo, dopo questo excursus, alla vita politica. Abbiamo osservato che il ministero liberale che resse il Belgio dal 1857 al 1870 mancava di coesione. Le elezioni legislative del 14 giugno 1870 diedero ai liberali 61 seggi, contro 59 ai cattolici e 4 a dissidenti antiministeriali. Rogier rassegnò le dimissioni e Leopoldo II, che diffidava delle tendenze antimilitariste della Destra, lasciò pas­sare una settimana prima d'invitare una personalità a formare il nuovo governo. Certi giornali suggerivano un gabinetto bicolore che sarebbe stato una specie di ritorno all'unionismo. Ma i cattolici non volevano questa soluzione e final­mente il Re si rivolse a D'Anethan. Nella sua dichiarazione alla Camera, il nuovo capo del governo chiese lo scioglimento del Parlamento.
Il 2 agosto, le elezioni diedero una maggioranza rinforzata ai cattolici che ebbero 70 seggi alla Camera contro 50 ai liberali e 4 deputati senza colore ben definito; al Senato erano 34 contro 27 e 1 indipendente. Disponevano quindi di una larga preponderanza che avrebbe permesso loro di governare ininterrotta­mente per otto anni.50)
Avvenimenti gravi si svolgevano allora nell'ambiente internazionale: la Francia subiva il disastro di Sedan, capitolava il 2 settembre 1870, ponendo fine al regno di Napoleone III; il 29 gennaio 1871 firmava l'armistizio e accettava le rigide condizioni del trattato di pace (Francoforte sul Meno, 10 maggio). Il 20 settembre 1870 gl'Italiani avevano occupato Roma, Vittorio Emanuele e i suoi ministri si erano trasferiti nella Città Eterna. Queste circostanze dovevano avere il loro riflesso sulla politica interna del Belgio.
I liberali presero pretesto dalla nomina di Pierre De Decker,51) che era stato amministratore in varie società di Langrand Dumonceau, come prefetto della provincia del Limburgo, per interpellare con violenza alla Camera, in nome
49) EMILE DE LAVELEYB, Revue de Belgique, a. XV, l. XLII, fase. 1, 15 gennaio
1883, s.v. anche Nouvelles Lettres d'Italie, Parigi, Germer Bailleu - Bruxelles, Muquardt,
1884, p. 55.
5) Sugli avvenimenti politici del Belgio rimandiamo a HENRI PIRENNE, Histoire de Belgique, t. VII: De la Revolution de 1830 à la guerre de 1914, Bruxelles, Lamertin, 19482, pp. 201-222; Visconte CHARLES TERLINDBN, Histoire politique interne. Formation et évo-lutìon des partis, in Histoire de la Belgique contemporaine, oit., I, 1929, pp. 128-140. S.v. anche il capitolo Roi des Belges in BARBARA EMERSON, Leopold II cit., pp. 121-138.
51) Pierre-Jacques-Francois De Decker, Zelo, 25 gennaio 1812 - Schaerbeeck (Bruxel­les 3) 4 gennaio 1891. Dopo aver studiato in numerose scuole, perché l'insegnamento cat­tolico veniva soppresso progressivamente, si laureò brillantemente in giurisprudenza a Gand l'8 gennaio 1834; dal marzo al luglio dello stesso anno segui i corsi di legge a Parigi. Eletto consigliere provinciale il 28 maggio 1838, passò alla Camera come deputato di Ter-monde il 19 dicembre 1839; vi rimase fino al 1866. H 30 marzo 1855 formò un gabinetto di coalizione con cattolici e liberali moderati. Prodottasi la rottura dell'unionismo diede le dimissioni il 30 ottobre 1857. Nominato prefetto del Limburgo nel novembre, si dimise appena scoppiati gli incidenti di cui sopra.