Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO RELAZIONI CON L'ITALIA 1861-1885; ITALIA RELAZIONI CON I
anno <1981>   pagina <160>
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160 Robert OJ. Vari Nuffel
Nuovi dissapori sorsero tra il governo italiano e quello belga a proposito del trasferimento della legazione belga a Roma.
Il 12 gennaio 1871, d'Anethan, in una lettera al barone Pijcke de Pete-ghem,59) ministro presso la Santa Sede, protestava contro le dichiarazioni del Livre vert il quale asseriva che egli aveva detto che la separazione assoluta della Chiesa e dello Stato era scritta nella Costituzione come principio fonda­mentale . Aggiungeva: Sans me prononcer sur le fait de Foccupation de Rome, je me suis empressé de revendiquer hautement l'indépendance du Souverain Pontile, et d'émettre l'avis qn'il convenait de faire appel à un concert européen ponr assumer cette indépendance, sans laqnelle la liberto religiense des catho-liqnes n'existerait pas, et pour prouver que dans Pappréciation du fait qui m'était notine je restais conséqnent avec l'opinion que j'avais emise an Sénat lors de la reconnaissance du Royaume d'Italie . ** Alludeva al discorso che aveva di re­cente pronunciato in questa stessa assemblea.6n
Ma fino dal dicembre del 1870, il ministro belga presso il Governo italiano ej aveva interrogato il suo capo sul da farsi: Si le Roi d'Italie m'adresse l'invita-tion à la suivre à Rome, que faire? La risposta, nella sua brevità, mostrava quanto Bruxelles fosse desideroso di regolarsi sugli altri Stati: Ponr me mettre à méme de répondre à votre lettre 20240, veuillez faire connaitre ce que vos collègues feront.64* Il 9 giugno 1871 avendo Solvijns ricevuto il giorno prima, da Visconti Venosta, la notizia che il Ministero degli Esteri si sarebbe trasferito a Roma il 1 luglio, opinava che era giocoforza prendere quanto prima una riso­luzione. Aveva risposto con un semplice accuse de reception . *> Nel luglio 1871 annunciava che aveva fatto a Roma, come la maggior parte dei suoi col­leghi, una visita di cortesia e commentava in questi termini la conversazione avuta col ministro italiano degli Esteri: Visconti Venosta mi ha accolto con infinita cortesia. Ho creduto inutile di tornare sull'incidente prodottosi e sulle considerazioni che hanno determinato l'atteggiamento del governo del Re. Vi­sconti Venosta aveva in quel momento appena ricevuto i particolari sulla seduta
* Amedée-Edouard-August-Ghislain Pijcke de Peteghem, Gand, 2 giugno 1824 -Bru­xelles 21 novembre 1898. Studiò in Inghilterra, in Svizzera e aU'Università di Liegi. En­trato in diplomazia, iniziò la carriera a Torino, come a attaché il 14 agosto 1846. Dopo aver occupato vari posti fu nominato ministro presso la Santa Sede il 7 settembre 1867. Re Leopoldo, desiderava che cessasse le sue funzioni, forse perché troppo clericale. Diede le dimissioni il 2 agosto 1875. Divenne poi senatore.
*8 Annales parlementaires. Sénat, Session 1861-1862, cit. p. 164.
) Id. Session 1870-1871, p. 17.
62) Era allora il barone Henry Solvijns (Anversa, 6 maggio 1817-2 gennaio 1894) succeduto a Lannoy. Avendo goduto una solida formazione (diritto, economia politica, sta­tistica) fu annesso al Gabinetto di Leopoldo I nel 1837. Entrò in diplomazia l'anno se­guente e fu mandato come ministro a Torino (5 novembre 1861) poi a Firenze. Non tornò in Italia dal congedo se non per presentare le sue lettere di richiamo nel novembre 1872: parti poi per Londra. In fondo il ritardo messo da lui a trasferirsi a Roma condusse agl'in­cidenti di cui sopra.
tó) A.A.E,B. Corrcspondance diplomatique Italie, t. IV, n. 621. Lettera cifrata del 12 dicembre.
6*) Ivi, n. 624. Telegramma cifrato del 22 dicembre.
*5> Ivi, t. V, n. 23, 9 giugno 1871. In calce comunicazione di Visconti Venosta J'ai rhonneur de vous informer que, conformément à la loi du 3 février 1871, le Ministère des AfTaires Etrangères aura transfcrc, le ler juillet prochain, son siège à Roma, au palais Valentini .