Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO RELAZIONI CON L'ITALIA 1861-1885; ITALIA RELAZIONI CON I
anno <1981>   pagina <162>
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162 Robert O.J. Van Nuffel
la situazione eccezionale del rappresentante belga gli altri diplomatici si erano ormai fissati nella nuova capitale se si prolungasse non mancherebbe di provocare interpellanze alle Camere. Questa situazione era peggiorata dopo la discussione nel Parlamento belga e gli attacchi della stampa belga. Nell'inte­resse dei due paesi sarebbe indispensabile che a questo stato di cose fosse stato messo fine, se no il governo italiano si vedrebbe costretto a dare un congedo al suo ministro a Bruxelles. Solvijns aveva chiesto di essere lasciato in pace per quel mese; nel successivo sarebbe tornato a Bruxelles e allora tutto si sarebbe sistemato. 13i>
Avendo ricevuto notizia di questa conversazione, d'Aspremont Lynden ri­spose con un telegramma laconico : Recevrez très prochainement instructions pour démarches à faire à Rome. Après cette démarche vous userez de votre congé. Prenez vos dispositions .74>
Ma il rappresentante italiano a Bruxelles andò dal Ministro degli Esteri a leggergli una nota verbale, di cui non consegnò il testo al suo interlocutore.75) Questi mandò allora un ampio commento che Solvijns doveva leggere a Visconti Venosta senza rilasciargli il documento. Confutava lungamente i rimproveri italiani che erano, in sostanza, quelli presentati da Massari; e ve n'aggiungeva però un altro: Visconti Venosta considerava che il congedo che era stato con­cesso al diplomatico era una specie di finzione comme si de votre propre mouvement vous aviez interrompu ce congé par quelques visites à Rome trop courtes à son gre . 76) Questa nota accompagnava il dispaccio nel quale d'Aspre­mont Lynden pregava il suo rappresentante di assicurare il Ministro degli Esteri italiano che non era solo la cancelleria ad essersi stabilita a Roma, ma cbe egli stesso vi si era fissato definitivamente prima e non dopo il suo congedo.77*
Se entriamo un istante nei particolari di quella nota verbale, vediamo che il ministro belga insiste sulla libertà di parola dei deputati e senatori; che solo i presidenti delle assemblee, e non il governo, hanno la possibilità di interve­nire; che il Principe de lagne non era mancato al suo compito;78J che si era discusso del mantenimento della legazione presso il Vaticano e non della sop­pressione di quella presso il Re d'Italia. Il governo non ha da giudicare degli avvenimenti accaduti negli altri paesi e non lo ha fatto. Visconti Venosta si era lagnato dell'atteggiamento di un giornale Iimburghese: il capo della diplomazia belga affermava che questo scritto aveva suscitato anche la sua indignazione e che questa autorise S.E. à compter sur la répression spontanee de pareilles injures .79) Ma questo metteva in discussione il problema della libertà della
AA.EJB. Correspondànce diplomaUque. Italie, t. 5, n. 52, 3 aprile 1872. 7*) Ivi, TI. 53, Telegramma spedito il 12 aprile alle 17.
75) A.A.E.B. Ivi, n. 55, 16 aprile 1872.
76) AA.EJ3. Sèrie non reliée, cit. Esistono tre versioni di questo documento, uno dei quali (col numero 36) reca la menzione: minute véritable.
T,ì A.AJEJ8. Correspondànce diplomaUque, Italie, t. 5, n. 55, cit.
78) Annales parlementaires, Sénat, Session 1871-1872 s.v. seduta del 29 aprile 1852. Casier: Je ne comprends pas à Rome la présence de nos deux ambassadeurs: PUH près du Souverain véritable, l'autre près de l'usurpa teur . Principe de Ligne: <c Je dois arrèter iei l'orateur on ne petit aitaquer dans cette enceinte un Souverain étranger quelle que soit d'ailleurs l'opinion que Fon professe , p. 154.
79) Si tratta di un articolo Les murmures d'un roi apparso su ha Gazzette Caiholiqtie du Limbourg del 20 aprile 1872 che polemizza con L'Echo du Parlement il quale aveva riprodotto un testo da La Perseveranza di Milano;