Rassegna storica del Risorgimento
BELGIO RELAZIONI CON L'ITALIA 1861-1885; ITALIA RELAZIONI CON I
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1981
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Belgio e Itedia dopo il 1861 165
quando si pensi che le minacce alla neutralità belga venivano innanzitutto dal Sud.*
La Revue Generale dedicò poi un nuovo articolo alla questione romana, innestando il discorso sulla neutralità belga in materia. Questo saggio, non firmato, si può ritenere di Charles Woeste che, a quel tempo, era direttore della rivista. S'interroga sui diritti che il regime della neutralità ha lasciato al paese: il problema è risorto proprio in occasione delle vivaci discussioni suscitate nel Parlamento dalla pubblicazione del Libro verde italiano: en un mot (c'est), un incident qui reste ouvert, et, sans étre prophète, il est facile de prévoir en Italie et à Rome des évènements dont les conséquences politiques et religieuses entraineront forcément rintervention des grandes puissances, et devant lesquels aucun gouvernement qui compte des catholiques panni ses citoyens ne pourra rester indifférent et inactif a.82*
L'articolista osserva che nei primi tempi dell'indipendenza belga la sua neutralità non era stata minacciata ma che la situazione era sostanzialmente cambiata: la crisi è incominciata, l'abbiamo attraversata senza danni; ma altri conflitti potranno sorgere, nei quali i nostri interessi saranno in causa e renderanno necessaria una determinazione esatta dei nostri diritti e dei nostri doveri; l'autore procede poi ad una disamina esauriente dello statuto imposto al Belgio dal trattato dei XXIV articoli. Ma prima di passare a questo esame fa una nuova osservazione. Queste considerazioni non appartengono al medesimo ordine d'idee di quello che solleva la questione romana. Ma lo studio che provoca avendo una portata generale, si applicherà a tutte le ipotesi. È opportuno richiamarlo qui. Bisogna che si sappia che rivendicando i nostri diritti quando si tratta della sovranità del papa, non serviamo soltanto l'interesse religioso della maggior parte dei Belgi, ma un grande interesse nazionale, che può un giorno o l'altro essere la questione stessa della nostra esistenza (p. 206).
Questo riepilogare le condizioni della neutralità belga, che seguiva da poco la lunga analisi della questione romana, non era dovuto ad una semplice preoccupazione generica; studi posteriori, dedicati alla politica italo-tedesca, dimostreranno che le mire annessioniste della Francia non erano fantasticherie nella mente dei governanti belgi, i quali avevano percepito alcuni pericoli: posso dare l'assicurazione formale, al Senato , dichiarava d'Anethan, il 21 dicembre 1870, che le istruzioni più precise sono date alle autorità civili e militari, prescrivendo loro d'impedire ogni violazione della nostra neutralità ed ogni abuso che si potrebbe fare del nostro suolo neutro .83)
L'occupazione di Roma doveva evidentemente portare al trasferimento della capitale nella città eterna: abbiamo visto come questo trasferimento fece nascere dissapori tra i due governi. Anche la Revue Generale esaminò le reazioni di vari governi europei in merito, partendo appunto dall'interpellanza alla quale abbiamo alluso e al relativo voto di fiducia.
Confessando che la decisione del Ministro degli Esteri aveva provocato, dapprima, un movimento di rimpianto e di biasimo, constatava che la riflessione
81) L'Unite italiertne et Vindépendance du Saint-Siège, in Revue Generale, 1870, t. II; 4 fascicolo, novembre, pp. 5411569. L'articolo è siglato da tre stelle: emana quindi dalla redazione, verosimilmente dal direttore Woeste.
82) La Neutralità de la Belgique à propos de la question romaine, in Revue generale. Vili* Année, Nouvelle Sèrie, t. I, 2, 15 febbraio 1871, p. 205.
83) /mi, p. 207. Corsivo nostro.