Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO RELAZIONI CON L'ITALIA 1861-1885; ITALIA RELAZIONI CON I
anno <1981>   pagina <167>
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Belgio e Italia dopo il 1861 167
milieu de l'effondrement de tous les appuis humains, nous invoquerons avec une nouvelle confiance la puissance et la justiee de Dieuu Spes contro spem .WJ
L'autore dell'opuscolo ricordava tutti gli argomenti dell'articolo sopracci­tato. Insisteva sulla posizione internazionale del Belgio che doveva, in ogni ève-nienza, conciliare la sua politica estera con quella delle grandi potenze. Ma tra-sferire la legazione a Roma non significava per nulla intaccare la fede dei Belgi. Le manifestazioni avvenute in quei giorni, in occasione del giubileo del Ponte­fice, ne erano una buona prova; hanno dimostrato che si la Belgique, esclave de ses devoirs de neutre subit le fait momentané, elle proteste contre le parjnre et n'a pas abdiqué son espoir d'une prochaine et complète réparation .87)
Questa pubblicazione è datata giugno 1871 . Il mese successivo usciva a Bruxelles, per la penna di un avvocato Carotti, uno studio documentarissimo sulla legge delle guarentigie.885 Si può pensare che questo opuscolo sia stato suggerito dai liberali moderati desiderosi di calmare le apprensioni dei catto­lici liberali . Ma il problema di Roma capitale se escludiamo la discussione sul problema di Libera Chiesa in Libero Stato 89> non si acquetò. Nel novembre 1881, Jules Moulinasse doveva tornare lungamente sull'argomento, sforzandosi di dimostrare che nulla, nella storia, imponeva la scelta di Roma come capi­tale d'Italia.90)
Qualche anno prima, Emile de Laveleye aveva sottolineato che nella peni­sola il rispetto per la scienza era grande e che gli scienziati, quale fosse il loro partito, avevano ricevuto le più alte onorificenze ed erano saliti ai massimi onori. Avanzava allora un suggerimento: Firenze, egli scriveva, dovrebbe essere la vera capitale letteraria ed artistica dell'Italia. Il suo glorioso passato le assegna questa missione. Giacché si è dovuto fissare a Roma la capitale politica, si do­vrebbe fare di Firenze il centro degli alti studi. Sarebbe il miglior compenso da darle .91) Le sue opzioni filosofiche e politiche lo costringevano, con un mal nascosto rincrescimento, a riconoscere la necessità politica di Roma capitale, ma rimpiangeva l'abbandono della città del giglio e suggeriva una soluzione molto simile a quella dei Paesi Bassi che ha due capitali: Amsterdam e l'Aia.
Più strano può sembrare l'atteggiamento assunto alcuni giorni dopo. Si chiedeva se era ben necessario che la malaria scomparisse. Ai Buoi occhi era una fortuna che Roma fosse quasi deserta per una parte dell'anno. La crescita smi­surata delle capitali è uno dei pericoli degli Stati moderni e gli Americani lo hanno capito, hanno messo le capitali dei loro Stati in piccole città senza grande avvenire. Se Roma fosse una città sana e piacevole come Firenze, il parla­mento, i ministeri e l'attrazione sempre crescente d'un centro artistico e lette­rario chiamerebbero e fisserebbero nella capitale tutte le famiglie ricche e Velile intellettuale della nazione che gli interessi maggiori non tratterrebbero
86) Xe Bien Public, 19" Année, n. 175, 23 giugno 1871. Le Pape abandonné par les Rois. Artìcolo di una colonna buona in prima pagina. W) Op. cU.y pp. 8-9.
88) Commandeur FELIX, Avocat CAROTTI, Le Pape et l'Italie ou La Loi des Garanties, Bruxelles, J. B. Moens, 1871. L'opuscolo reca una lettera dedicatoria a Giovanni Do
Falco.
89) Torneremo sull'argomento in altra sede.
90) JULES MOULINASSE, Rome Capitale, in Revue Generale, t. XXXIV, 5 novembre 1881, pp. 724-750.
91) Revue de Belgique, a. XI, voi. XXXVI, dicembre 1879, pp. 303-304, 25 novembre 1879, cfr. anche Lettre dl'Italie, Bruxelles Muquardt, 1880, pp. 110-111.