Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1981>   pagina <170>
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Vincenzo G. Pacifici
sovranità di Roma, conferma il sistema di soggezione allo straniero, ed è meritevole di grave censura . 5> Si manifestano così per la prima volta i con­notati della corrente mordiniana, la quale e sarà la causa più evidente del suo scarso successo cercherà invano la propria ragione d'essere nel dosaggio equilibrato delle opposte posizioni.
Rattazzi, dal canto suo, sottolinea l'obiettivo implicito ma accettabilissimo di sconfiggere, una volta per sempre, lo spettro del piemontesismo . L'ap­poggio di d'Ondes si fonda su preoccupazioni di ordine amministrativo (è avvertita la necessità di dare una struttura decentrata allo Stato) e di ordine morale (Roma ha una natura italo-cosmopolitica e cosmopolitica-sacerdotale).7)
Tra gli oppositori, oltre al solito colorito Petruccelli.8) attento nella disamina storica è Domenico Berti, per il quale il piemontesismo è la distru­zione delle autonomie... è indizio di italianità e di forza .9) L' ordine del giorno , firmato da Crispi e da altri 22 deputati, considera invece il trasferi­mento della capitale a Firenze una garanzia data alla Francia perché Roma resti al Papa e sostiene che un tale atto causa e condizione del trattato del 15 settembre viola il patto costitutivo nazionale, il quale ha base nei plebi­sciti del 21 ottobre 1860 . Rimanda infine ad un tempo in cui si potrà esser liberi da ogni pressione straniera il discutere della sede provvisoria del go­verno, la quale convenga alle esigenze politiche e militari dello Stato .10)
Il Diritto del 15 novembre, mostrando notevole capacità critica verso le posizioni delle correnti della Sinistra, appoggia il documento Crispino, fedele e degno interprete delle opinioni democratiche e ritiene che i più passionali, i meno legati ai principii avrebbero approvato il disegno di legge, pur prote­stando contro la convenzione . Dopo questa sconfessione della linea di Mor-dini, il giornale avverte che della democrazia illuminata, più fedele ai prin­cipii che facile alle passioni, della democrazia che sa che non è lecito, senza esserne prima o poi fieramente puniti, disobbedire ai principii, di questa saranno interpreti fedeli e onorati coloro che sottoscriveranno l'o.d.g. Crispi-Fabrizi, e coloro che l'approveranno . L'articolo conclude con un auspicio, rimasto pur­troppo tale, che cioè il documento giovi come parola d'ordine, a ricostituire il partito democratico . U)
Il discorso, pronunziato da Crispi nella seduta del 17 novembre, vuole essere una lunga, attenta e non di rado polemica disamina della situazione italiana, sulla quale gravano la irrisolta questione romana e la Convenzione di settembre dai contenuti confusi e foschi. È dell'avviso, poi, Crispi, che il problema amministrativo, una volta definito con l'adozione di un sistema decentrato, svuoterebbe completamente il nodo della capitale.12)
Il giorno successivo, in polemica diretta con Mordini, il quale ha operato
5) Ivi, pp. 6655-6662.
Ivi, pp. 6685-6689.
7> Ivi, pp. 6582-6584.
8) Ivi, pp. 6564-6573.
*> ivi, pp. 6609-6616.
,0> // Diritto, n. 312 di lunedi 14 novembre 1864.
U) Ivi, n. 313 di martedì 15 novembre 1864.
2) AJP., Camera, legisl. Vili, e*. 1863-65, Dis. voi. DC, pp. 6709-6719.