Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1981
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pagina
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172
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172 Vincenzo G. Pacifici
con U deputato siciliano e per fare il quadro preciso della situazione interna del partito e della Sinistra nel suo insieme. D 23 dicembre anticipa la pubblicazione della lettera, che avverrà il 3 gennaio 1865 BvàVUnità Italiana affermando che qualunque sia Teff etto che produrrà sopra alcuni, m'importa che sia diffusa. Volendo e dovendo io rappresentare visibilmente il Partito repubblicano, ho creduto bene prendere, con quella lettera, posizione >.21)
Nella lettera, intitolata A Francesco Crispi, della quale si ignora se lo stesso Mazzini abbia curato la pubblicazione in opuscolo, dopo aver riepilogato brevemente l'occasione in cui fu pronunziata la frase, mostra di non rimpiangere il fratello Crispi, il quale, sul cader della vita ha rinunziato a una bandiera per acclamare ad un'altra , e lo attacca frontalmente, rimproverandogli contraddizioni frequenti ed esaltando per converso gli artefici della nazione, i migliori tra i quali furono unitari e repubblicani. Esplicitamente dà a Crispi dell* opportunista nello spiegare l'accettazione della monarchia siccome mezzo all'intento e nel denunziare che se domani ci vedeste forti, sareste nuovamente con noi. Secondo Mazzini, i suoi amici ed ex-amici della Sinistra non avrebbero dovuto scegliere la via della collaborazione, ma avrebbero dovuto porsi nella Camera a guisa di scolte vigili e diffidenti , piegare... la bandiera, ch'ebbe i vostri giuramenti, ma tenendovi su la mano, in atto di chi è deliberato a nuovamente spiegarla s'altri non attiene le sue promesse , giovarsi delle leggi esistenti a sviluppo progressivo di quel tanto di diritti ch'esse affermano e che i governanti tradiscono, ma senza teorizzare so-vr'esse accettandole come modelli di perfezione , buttar in viso ai ministri diversi ogni violazione del loro Statuto, ma senza mai venerarlo Arca di Libertà, e affermare racchiuso in esso il germe di ogni progresso futuro , sollevare di tempo in tempo, sugli occhi dei gaudenti del Governo e della sua maggioranza, la santa bandiera che porta scritti con sangue di martiri i nomi di Venezia e di Roma , guardare più al paese bisognoso e capace di educazione, che non al recinto d'una Camera dove l'educazione è impossibile, protestare con incisività e compattezza, senza eccessive perplessità verbali, cogliere una delle molte opportunità offerte dall'aperta violazione della legge fondamentale e dell'onore della Nazione per ritrarsi da un Senato, irreparabilmente servile e corrotto . La via seguita è quella opposta, di contatto, di adesione e di partecipazione, senza energia e con gravi debolezze. Con gli errori di Crispi, Mordini e Ricciardi sono finite le glorie della Sinistra ed i pochissimi esorta Mazzini che seppero rimanervi puri, mutino seggio o s'allontanino dal cadavere .
I politici opportunisti , al momento dell'annessione, compirono un insieme drammatico di errori, quelli di porre attività di vita, sovranità, diritto nel solo Piemonte annettere ad esso, quasi terreno d'alluvione e successivamente, ogni provincia Italiana accettar quindi una tradizione locale, una Dinastia, una Legge anteriore alla vita della Nazione, una serie predeterminata di vincoli diplomatici, un sistema, un metodo di Governo prestabilito .
Confermato il suo rifiuto per il separatismo , rimprovera l'accettazione, coscientemente fatta, del piemontesismo , sistema e metodo essenzialmente monarchico . Mazzini, dopo aver affermato che l'Unità d'Italia è cosa di Dio , torna con una quanto mai aperta condanna direttamente su Crispi: l'anima vostra, raffreddata subitamente dal contatto colla Monarchia, ha smesso, i bol
si) SJ voi. LXXIX, p. 301.