Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1981>   pagina <175>
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Crispi e Mazzini 175
altro ho nell'anima che Vamore della grandezza italiana e lo sdegno contro chi la corrompe e accresce la sua corruzione in sul nascere. Ma perciò appunto, bisogna andare innanzi. Crispi può credere che si possa organizzare l'Italia senza testa, senza frontiere e con una Monarchia che ha paura del popolo; ma strabilio in udirlo a dire cose siffatte; e seguo, convinto, il disegno del 1831: unità repubblicana d'Italia e iniziativa Europea.31)
Crispi intanto stava lavorando alla risposta, il cui ritardo era dovuto agli impegni parlamentari e professionali. Per ben sette volte era stato costretto ad interrompere e riprendere l'argomento, che lievitava con l'analisi di tutta la politica svolta a partire dal 1860.32) L'opuscolo, che per la consistenza del mate­riale la risposta dovette assumere questa veste, di cui vennero preparate due edizioni, a Torino e a Napoli, dai costi tipografici piuttosto elevati e tali da dover costringere l'autore alla vendita, era davvero la sintesi del passato e la presentazione del programma futuro del partito d'alternativa.
Senza offendere Mazzini, al quale i fatti che io narro, fanno onore sostiene con fermezza in privato stabilisco ormai la posizione mia e degli amici che la pensano come me, di fronte al paese . Crispi vede la decomposi­zione dei vecchi partiti e la nascita di altri più logici e più fecondi di bene pel paese . La critica ai governi non deve tradursi per chi si muove ormai in pieno alveo costituzionale e non perde occasione per colpire la linea mazziniana, in una demolizione semplice e categorica. **)
H grosso opuscolo con il titolo Repubblica e Monarchia. A Giuseppe Mazzini. Lettera di Francesco Crispi, Deputato apparve alla fine del marzo 1865.35) Crispi, dopo aver confessato di scrivere con animo amico , passa subito a riconfermare la propria affermazione, tanto più salda e precisa in una situazione italiana ed europea, incapace di tollerare la nascita di una repub­blica.36)
Mazzini aveva accusato Crispi di opportunismo e questi gli replica rinfac­ciandogli di aver offerto i propri servigi a Carlo Alberto nel 1831 purché egli si mettesse alla testa della nazione >.
Ricorda, poi, la lettera inviata l'8 settembre 1847 a Pio IX, nella quale Mazzini aveva ammesso addirittura la teocrazia, la collaborazione offerta a Carlo Alberto ancora nel 1848 perché il monarca guidasse la redenzione della terra italiana , l'appoggio prestato dall'esilio al governo con il manifesto dell'8 set­tembre 1850, sì che potesse assumere l'onere di una guerra per l'unità, e il go-
31) Ivi, p. 24 e pp. 162-164. Sul rapporto tra Mazzini e re Vittorio, sono da vedere con la corrispondenza inedita pubblicata le interessantissime pagine (pp. 1-89) del volume di D. DIAMILLA-MULLER, Politica segreta italiana (1863-1870), Torino, 1880.
Tra l'altro viene presentata la lettera del 17 febbraio 1864 (pp. 48-50), nella quale Mazzini rimprovera Diamilla Muller per aver riferito a Crispi dei contatti avuti con il so­vrano. Una nota nella stessa lettera, pubblicata in S.E.I., voi. LXXVII, pp. 16-17, spiega che: Fu questo quasi lo spunto della polemica che il Mazzini ebbe alla fine di quell'anno con Fr. Crispi .
32) L'anima di Francesco Crispi oit., p. 63. 335 Ibidem.
34) F. CRISPI, Carteggi politici cit., pp. 214-215 - Lettera a Vincenzo Favoni del 28
febbraio 1865*
35) Ora in F. CRISPI, Scritti e discorsi politici (1849-1890), Torino-Roma, 1890, pp, 307-360.
a Ivi, pp. 309-312.