Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
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1981
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Crispi e Mazzini
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nei mesi più accesi della polemica, e, più minutamente, leggere, tra le carte dello stesso Crispi, le lettere ricevute e la documentazione giornalistica raccolta.
L'eco della disputa fu enorme e la fazione moderata logicamente scese in campo con i suoi organi di stampa per ingigantirla e piegarla nelle interpretazioni e nei contenuti agli interessi politici contingenti e minuti.
La Perseveranza ammette, ad esempio, e la citazione è doverosa per uno dei quotidiani più qualificati della Destra, di aver apprezzato la temperanza notevole di concetto e di frase, temperanza non abituale nel Crispi oratore politico, posta in maggior risalto dal crudo ed aspro linguaggio di Mazzini. Crispi, coerente con la posizione politica, messa in luce nel vivacissimo confronto, può nell'azione parlamentare, questa l'interessata conclusione del giornale, essere un nuovo combattente del partito liberale progressivo .a)
In campo democratico soltanto una minoranza, tra cui si distingue per zelo Nicotera, sconfessa Crispi; un'altra corrente, per carità di patria, si impegna nella speranza, risultata nei fatti illusoria, di salvare l'unità del partito; la maggioranza, invece, è concorde con Crispi, comprendendone le motivazioni politiche reali e pratiche.
Francesco De Sanctis, da parte sua, dall'alto di una fede politica adeguata ai tempi e lucidamente pragmatica, condivide ( ha mille volte ragione contro Mazzini ) la tesi di Crispi sull'impossibilità di realizzare la repubblica, allora capace soltanto di dividere gli animi e di minare l'unità della patria .58)
Nel settore moderato, soddisfatto nella massima parte per il chiarimento avvenuto nella Sinistra, non manca neppure chi, come VOpinione, giunge a dubitare forte delle ragioni di Crispi, dal momento che gli scritti e le lettere del Mazzini provano ciò ch'egli asserisce, ma non provano che questi [Mazzini] accettasse sinceramente la monarchia, come base del reggimento politico d'Italia. Poteva esser per lui un temperamento, un espediente transitorio, un temporaneo accomodamento alle idee dei popoli ed alle necessità dell'Italia, ma non una rinuncia a promuovere, all'ombra della bandiera italiana e dello stemma di Savoia, la vagheggiata repubblica, a proseguire il suo apostolato e le sue cospirazioni .
Il giornale, pur nutrendo delle perplessità su alcune afférmazioni di Crispi riguardanti la rivoluzione napoletana ed i plebisciti, si dichiara remissivo sul passato e impegnato a dimenticare gli argomenti di contrasto per rafforzare quelli d'incontro, cioè l'unità, l'indipendenza e la libertà nazionali .
La lettera di Crispi è, lo abbiamo già notato, l'acuta e lucida presentazione di un programma politico, che vuole rappresentare su più larga scala, il ' bis ' della Società nazionale con il rifinto del volontarismo e dell'iniziativa popolare come mezzi di pressione e l'accettazione del fair play tipico della Camera dei Comuni.
56) La Perseveranza dell'I 1 aprile 1865.
57) A SCIROCCO, op, cit., p. 297; A. SALVESTHDMI, / moderati toscani e la classe dirìgente italiana (1859-1876), Firenze, 1965, p. 112.
58) p. DE SANCTIS, Un viaggio elettorale, Torino, 1968, p. 453. L'articolo apparve su L'Italia del 15 aprile 1865. Ai primi del 1865 De Sanciis aveva sostenuto la scomparsa del Crispi rivoluzionario, rimasto soltanto nella veste di avvocato con la voce di piombo . L'articolo, datato 29 gennaio, apparve sul numero de L'Italia del 3 febbraio, (/vi, pp. 304-
305).
59) L'Opinione, n. 102 di mercoledì 12 aprile 1865.
60) G, SPADOLINI, Firenze capitale - Gli anni di Ricasoli, Firenze, 1979, pp. 88-89.