Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1981
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pagina
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186
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186 Vincenzo G. Pacifici
desiderio di leggere la Lettera e prega di diffonderla nelle librerie cittadine o di far conoscere il prezzo per l'acquisto diretto.M)
Quasi identico è il desiderio manifestato da Gaetano Foschini, da Giusep-pantonio Di Gianni e da Camillo Monaco: esprimono da Vasto, Lncera e Oria il loro interesse per lo scritto, conosciuto frammentariamente dai giornali e si rivolgono a Crispi per ottenerne una copia855
Piuttosto diffuse e interessanti per l'intenzione dichiarata sin dalle prime righe di voler essere interprete del sentimento dei più , risultano le lettere del magistrato Achille Varvessis, nell'aprile del 1865 in servizio all'Aquila. Innanzitutto sente il dovere di avvertire Crispi che se la gran maggioranza della nazione (abbia ragione o torto) rifugge da quelle malve che per quattro anni han fatto uno sgoverno non di errori ma di delitti, ha però non minor paura dei rompicolli . Individua quindi il compito di Crispi nel guidare un vero partito nazionale , teso all'applicazione progressiva e con senso pratico di una libertà ampia e vera .
Ammette di aver apprezzato soltanto dai riassunti la Lettera, che desidera conoscere e far conoscere ai parecchi che lo desiderano . Sottolinea che tra la popolazione abruzzese aveva particolare fortuna la formula né malva né rompicollo e rivolge un rimprovero a Crispi e Mordini per non averla adottata sin dall'inizio della loro attività parlamentare e segnala che per furbesca tattica si stavano muovendo alcune malve .
Nella seconda lettera, del 26 aprile, la prima è datata 18 aprile, Varvessis, avuta nozione completa e diretta dell'opuscolo, ripete che è equivalso a un programma che ormai era tempo che si facesse, e secondo me avevate fatto male a non farlo prima . Il rilievo muoveva essenzialmente dal fatto che si era lasciato spazio alla propaganda avversaria, che aveva con successo dipinto gli nomini della Sinistra come precursori immancabili del finimondo . Il giudice nota che le indicazioni erano date non come consiglio ma come riferimento dello stato dell'opinione ma d'altra parte segnala che l'opuscolo giunge sempre in tempo e che l'opportunità offerta da Mazzini arrecava alle dichiarazioni particolare solennità e importanza.86)
Da Perugia Piero de Donato Giannini, dopo aver espresso la sua riprovazione per quanti, fedeli di Mazzini, erano impegnati a rendere inutili gli ammaestramenti della Storia del passato , si congratula grandemente con Crispi, il cui scritto rende possibile una vera e compatta Sinistra parlamentare .87>
Sulla scia di quella di Luigi Miceli è la lettera, addirittura chilometrica, di Ignazio Clarenza. Un passato glorioso e prestigioso legava intimamente Crispi a persona contro cui la ingiuria del vostro labbro non è né meritata, né giusta e appunto nel ricordo di quegli anni fervidi e luminosi, Clarenza deplora altamente pel bene del paese il dissidio, a causa del quale crede che se il seme della discordia entra nel campo del nostro partito, noi finiremo per
**) Ivi, sottofasc. 11,
85> Ivi, sottofascicoli 12-13 e 16.
*6) Ivi, sottofasc. 15.
Parte della prima lettera è stata pubblicata in P. AMATO R. BATTAGLIA, Mazzini deputato di Messina, in Archivio storico per la Sicilia orientale, LXX (1974), p. 434.
g7> A.C.S., Carte Crispi, Archivio di Stato di Palermo, b. 18, fase. 139, sottofasc. 20.