Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1981
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pagina
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188
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188 Vincenzo G. Pacifici
ancora de II Conte Cavour, Il primo, interprete delle posizioni dei deputati piemontesi dell' Associazione Permanente in difesa degli interessi delle antiche Provincie, Tommaso Villa, Domenico Berti e Luigi Ferraris, nel comunicare l'arrivo del volumetto, fresco di stampa, nota che il suo autore dimostra ampiamente come in Italia non attecchirà mai, anzi riuscirà sempre fatale ogni idea repubblicana e che il libro è ricco di rivelazioni interessanti e di documenti che gettano nuova luce sulle idee di Mazzini e dei principali uomini del partito avanzato, e sulla parte che presero negli avvenimenti politici della Penisola dal 1848 ai giorni nostri.
La milanese Perseveranza, fatta la significativa premessa di abbandonare eccezionalmente la trattazione dei temi finanziari, mette in risalto l'utopismo di Mazzini ed il realismo di Crispi sul problema dell'unità e scorge nei concetti finali dell'opuscolo (fedeltà allo Statuto e desiderio di migliorare il sistema) un buon auspicio per l'attività futura del deputato siciliano.
Ampiamente e motivatamente positivo è il giudizio della Gazzetta di Torino* secondo cui v'hanno in questo opuscolo rivelazione e giudizii sugli avvenimenti degli ultimi anni, che gli danno una importanza e un interesse, grande più che non sembri annunziare lo scopo polemico ed apologetico di una lettera a Mazzini. Ma per noi maggiormente apprezzabile e meritevole di ponderata lettura, lo rendono la schiettezza delle dichiarazioni, e il criterio e i consigli di una politica soda, pratica, che non si pasce di frasi ampollose e di aforismi elastici, ma s'appoggia agli insegnamenti della storia, e bada ai fatti .
Il Conte Cavour trae dall'esame dell'opuscolo curiose conseguenze al limite del paradosso : il signor Crispi ha fede repubblicana e azione monarchica; Giuseppe Mazzini ha fede monarchica e azione repubblicana. Il primo sta colla monarchia perché la repubblica, a lui più cara che al Mazzini, ci dividerebbe; il secondo sta colla repubblica per ottenere che la monarchia ci riunisca . Tra i due, comunque, la preferenza andava a Crispi per la sua logica e la concretezza del suo programma. JQ giornale, con citazioni dirette dell'opuscolo, offre prove della fede monarchica di Mazzini e raccoglie, condividendoli, tutti i rilievi di Crispi. L'organo liberale ritiene in sostanza che Crispi abbia moralmente ucciso davanti ai suoi amici e a tutti coloro pei quali la lealtà non è un nome vano Mazzini e che egli stesso si sia suicidato come capo della Sinistra . Gli viene offerta la possibilità di inserirsi nel campo monarchico unitario, nel quale sarà lealmente ben accolto , una volta dimenticate 4 certe velleità curiali d'opposizione sistematica .
Il giorno 12 Crispi conservò L'Opinione, il cui commento abbiamo già preso in esame come esempio dell'orientamento dei moderati più lucidi, L'Unità Cattolica, estremamente pesante verso entrambi i contendenti, e L'Italie. L'organo di don Margotti è infatti dell'avviso cbe avesse ragione Giuseppe Mazzini quando nel dicembre 1864 si scatenava contro F. C. mostrandocelo senza un concetto, senza un sistema, senza una fede né religiosa né politica; e che abbia egualmente ragione F. C, quando nell'aprile del 1865, ripete lo stesso di G. M. Il popolo dee stimare Mazzini come oggidì lo stima Crispi, e stimare Crispi come Io stima Mazzini, imperocché costoro non sono nel vero se non quando si smentiscono, scuoprono e dilaniano a vicenda .
Il quotidiano, fondato da Cristina Trivulzio di BelgiojoBO, sostiene le ragioni di Crispi, accusando i repubblicani di voler sfruttare i successi colti dalla monarchia. Tra l'altro valuta assennate le osservazioni di Crispi sul rifinto di un'azione violenta per Roma e Venezia, e più che convincente la confutazione del sistema mazziniano qui aerai! un malheur et la mine de l'Italie ed