Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI VINCENZO; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1981>   pagina <190>
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190 Vincenzo G. Pacifici
il numero di lunedi 17 aprile), sfrutta la polemica in senso antigovernativo, sostenendo che i giornali moderati avevano espresso a bocca stretta la loro soddisfazione, preoccupati essenzialmente che altri uomini e un altro par­tito sta sorgendo il quale accetta di buona fede la monarchia, ma vuole la sua sincera alleanza colla democrazia .
Anche la stampa dei piccoli centri reca il suo contributo al dibattito, non di rado sulla scia degli organi più noti.
La Provincia, giornale politico amministrativo, letterario, commerciale di Alessandria, nel numero di martedì 18 aprile, ripetuto il giudizio dell'Opi­nione, segnala lo stile brioso ed originale e sottolinea la confutazione alle accuse del celebre agitatore genovese , che sono addirittura capovolte sul capo di questo visionario con le prove delle molte ed anche recenti epoche in cui si chiari essenzialmente monarchico .
Il Panaro, quotidiano liberale di Modena, il 20 aprile, nonostante le critiche all'azione parlamentare di Crispi (pronunziava frasi di fuoco, discorsi scompigliati e si poneva in opposizione continua ) considera la lettera uno splendido omaggio reso da un ingegno eminente al senso pratico, e diremmo quasi al senso comune degli italiani .
La Gazzetta dell'Umbria, in due articoli del 24 e del 25 aprile, esprime fiducia, appoggio ed approvazione alle parole di Crispi leali, oneste e giammai strumentali e false.
Il I settembre, pubblicato a Messina, sempre il 25 aprile, giudica lo scritto del deputato di Castelvetrano dalla prima all'ultima pagina... colmo di elaborate verità, di verità incontrastabili e che non ammettono mica risposta in quanto alla sostanza ; non si fa però sostenitore della fazione crispina, e esprime la speranza di una riappacificazione e dolore acutissimo e generale dispia­cenza per la polemica. In un articolo successivo, l'8 maggio, il giornale della città peloritana professa decisamente, anche con toni adulatorii, amicizia per l' Intrepido Cospiratore , amicizia che potrebbe scomparire soltanto nel caso in cui Crispi divenisse ministro delF attuale fedifrago governo . L'ipotesi, afferma il quotidiano quasi a tranquillizzarsi, checché faccia prevedere lon­tanamente Mazzini, checché asseriscano molti giornali che non conoscono la fierezza dell'animo del deputato di Castelvetrano, va molto lungi dal potersi avverare, anzi sarà, noi crediamo, impossibile, quindi la nostra amicizia sarà eterna.
Crispi, raccogliendo le copie dei giornali che avevano seguito la polemica, non intese davvero disporre solamente di una selezione, se non apologetica, almeno largamente favorevole. Ne sono prova i numeri dell'Unità Cattolica, già segnalati, e de // Popolo d'Italia, organo napoletano del partilo radicale. Que­st'ultimo domenica 23, lunedi 24 aprile e lunedì 15 maggio con articoli speci­fici o aliasi vi aveva attaccato la politica di Crispi e soprattutto l'opuscolo, in cui si era fatta una caricatura oscena di Mazzini.
Un ulteriore esempio è recato da un altro giornale partenopeo, La cam­pana del popolo, meno noto sostenitore della Sinistra più rivoluzionaria. Il 22 aprile esso si interessa con sarcasmo di Crispi ( o forza del potere, come affa­scini facilmente e sicuramente le menti de' mortali! ), accusato di aver abiurato e sconfessato un passato glorioso dopo cinque anni di lotta e dopo un periodo lunghissimo di cospirazioni . Un'altra vivacissima censura, il 25 di aprile, giunge, e non può essere altrimenti, da II Popolo d'Italia, tanto mali­zioso da sostenere la voce secondo la quale Crispi sarebbe stato eletto nel 1861 solo per il ritiro di un suo amico, che disponeva della maggioranza dei suffragi