Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
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1981
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Il 1860 nelle carte di Giuseppe Firvd
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Il Governo nostro ha intenzione nel caso d'insurrezione di prendere immediatamente le redini e di condurre il movimento lui per evitare gli intrighi ed il farsi avanti di certa gente che ora tenta mettere a soqquadro la Sicilia.
Qua armano in fretta e furia per essere parati a tutto.
Mantenetemi la vs. amicizia e credetemi colla massima stima il vostro
Daniele Cressini
P.S. Favorite dire al Sig. Correr che mi spedisca più nessuno, assolutamente nessuno, non avendo più mezzi per spedire neppure un uomo.
Nel suo complesso volume Garibaldi, Cavour, Verdi, Alessandro Luzio tra-scrisse questa lettera 5> immettendola, con qualche notevole mutilazione e qualche lieve ritocco, nel concitato scambio di corrispondenza che avvenne nel corso del 1860 fra protagonisti e comprimari del grande dramma del Risorgimento.
Nello scritto di Cressini (scelto fra i tanti ch'egli mandò a Milano) per il particolare momento in cui fu steso, per i personaggi di primo piano che vi sono direttamente od indirettamente indicati, e per i rapporti fra di loro correnti in quell'epoca, affiorano spunti tanto interessanti da giustificare alcune succinte considerazioni sui motivi in esso intrecciati, anche se dopo tanti decenni di approfonditi studi è praticamente impossibile esprimere qualche cosa di nuovo.6)
Daniele Cressini, uomo di fiducia dei garibaldini, ma soprattutto di Cavour, era comparso a Genova dopo la partenza di Garibaldi e vi sviluppava un enorme lavoro per organizzare la spedizione degli uomini, delle armi e di tutto lo sva-riatissimo materiale occorrente all'esercito che iniziava la conquista del regno delle Due Sicilie. Egli faceva parte di quel sistema (una specie di diaframma osmotico!) che permetteva al governo subalpino di passare indispensabili aiuti a Garibaldi senza mettere troppo in evidenza la mano che li porgeva, così che, oltre a confondere un poco l'andamento delle cose, si potesse, in caso di fallimento dell'impreca, rinnegarne paternità o parentele e schierarsi anzi dalla parte dei più severi ed indignati giudici di essa.
La posizione di Cressini e le sue funzioni erano particolarmente importanti, poiché gli consentivano, fruendo dei soccorsi piemontesi, di tamponare con tempestività le notevoli e pericolose falle che gli insudicienti mezzi della Direzione di Milano lasciavano nella corsa al rifornimento delle navi partenti per la Sicilia. Dal suo delicato posto di lavoro egli era in grado di controllare un ampio settore nel quadro dei grandiosi avvenimenti che si svolgevano attorno a lui, e dei quali egli era divenuto un indispensabile anche se quasi ignorato ingranaggio; e poteva perciò esprimere giudizi di fondata validità e fornire notizie di primissima mano ai suoi corrispondenti milanesi.
Questi corrispondenti, e cioè i due membri della Direzione destinataria
*) A, Luzio, Garibaldi, Cavour, Verdi. Nuova serie di studi e ricerche sulla storia del Risorgimento, Torino, 1924, p. 189.
*> V.: in particolare. RENATO GIUSTI, Dal milione di fucili alla spedizione dei Mille (1860), in Atti e Memorie del Museo del Risorgimento, Mantova, 1970 e R. GIUSTI, Giuseppe Finn e la sottoscrizione per il a. milione di fucili , 1860, in Archivio Veneto, 1969, fase. 123, pp. 65-112.