Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <202>
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Vanio Campagnari
Giuseppe Levi nella sua veste di presidente dell'Associazione Unitaria Italiana avente sede in Milano; ma, a causa delle molteplici forze centrifughe di colori diversi, esistenti un po' dovunque, il risultato era stato decisamente insufficiente. Dopo che Garibaldi, con eroica enfasi, ebbe lanciata l'idea di raccogliere dal popolo italiano i mezzi per l'acquisto delle armi necessarie (un milione di fu­cili!) per cacciare gli stranieri dall'Italia e fare di essa uno Stato unico ed indi­pendente, fra il 1859 ed il 1860 in ogni angolo del paese, persino nei più minu­scoli centri abitati, si erano spontaneamente costituiti comitati, commissioni, gruppi d'iniziativa, tutti con il programma di provocare e di raccogliere offerte di denaro da porre a disposizione del Generale. In alcune località si erano for­mate a tale scopo anche società femminili, così che Giuseppe Finzi, nel dicembre del 1859 ,2> poteva scrivere al milite volontario Giacinto Bianchini di Reggio Emilia: Quando in Italia vi sono donne che con proposito fermo e determinato preparano un'arma da porre fra le mani de' loro cari per il conquisto della libertà e dell'indipendenza, è tempo ormai che non vi siano più schiavi, ma uomini* e forti .
Pure significative e commoventi apparvero le offerte segretamente raccolte nelle zone ancora occupate dall'Austria, dai paesi del mantovano fino al Friuli ed a Trieste. Dal cuore della città-fortezza di Mantova, tramite Adelelmo Coca-stelli, i giovani studenti Consoci della Società del Re galantuomo mandarono l'obolo dei loro risparmi e delle loro privazioni sull'ara della patria reden­zione .,3)
Nelle alte sfere del clero vaticano si osservava con comprensibile amarezza che non pochi preti avevano ignorato l'invito a raccogliere fondi a favore del Prestito romano di 50 milioni di franchi, lanciato da Pio IX per la difesa dello Stato pontificio, ma avevano iscritto i loro nomi nelle liste degli offerenti per il milione di fucili. L'i.r. delegazione di Polizia di Venezia, con nota in data 10 feb­braio 1860 diretta al vescovo di Mantova, faceva ... noto che il parroco di Quatrelle don Bellacchi la sera del 29 u.s. Gennajo intervenne assieme alla propria sorella ad una rappresentazione teatrale in Stellata a favore di Garibaldi e chiede[va] un provvedimento .14) La polizia mantovana, sempre preoccu­pata a causa di quella tenue linea di confine che dopo la pace di Zurigo correva appunto fra le due piccole località di Quatrelle e di Stellata, potè a sua volta precisare che lo spettacolo si era svolto nel palazzo Pepoli di Stellata e che l'incasso era stato tutto destinato pro-milione di fucili per Garibaldi . Don Bellacchi, naturalmente, su consiglio di mone. Corti, si rifugiò alVestero, e pre­cisamente a Cremona.
Nelle zone libere anche i comuni, le amministrazioni provinciali, le Ca­mere di commercio ed altri enti pubblici approvarono nei loro bilanci ufficiali notevoli stanziamenti per l'acquisto dei fucili. Non da meno furono molte colonie d'Italiani all'estero,,6) che vi concorsero spesso con somme importanti, imitate
H> A.S.M., Arch. Finzi, b. n. 1.
U) A.S.M., Arch. Finzi, h. n. 9.
'*' Archivio Storico Diocesano di Mantova - Protocollo riservato, 1860, un. 41 e 44.
,5) A.S.M. Delegazione provinciale - Atti riservati. Busta n. 175.
,6J Le offerte degli Italiani all'estero venivano raccolte anche dai Consolati che le spedivano al Ministero degli Affari esteri di Torino, il quale le girava poi alla Società Nazionale Italiana.