Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
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1981
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pagina
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203
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// 1860 nelle carte di Giuseppe Finzi
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pure con generosità da stranieri d'Europa e d'America,,7) simpatizzanti per la causa italiana e per Garibaldi. In Inghilterra, ad esempio, essendo molto sentita la presenza degli esuli italiani, si costituì il Garibaldi* s muskets fund che fruttò migliaia di sterline e di franchi.
Di fronte a questa vastissima concorrenza di offerte, testimoniata nell'archi-vio Finzi dalle innumerevoli lettere provenienti da ogni parte del mondo, non era certamente Garibaldi l'uomo più adatto a dirigerne la confluenza in un centro unico ed a provvedere all'amministrazione: di fatto, malgrado l'acquisto della terra di Caprera, egli non era sempre facilmente reperibile; per di più egli era notevolmente carente di quelle speciali attitudini mentali e di una qualsiasi preparazione in materia di grosse amministrazioni che sono indispensabili a chi voglia impegnarsi in faccende complicate come fu quella del milione di fucili; e, in fin dei conti, Garibaldi aveva ben altro compito che quello d'impicciarsi in uffici, in conteggi, in registrazioni, o nelle trattative per la scelta e per l'acquisto di quanto poteva occorrere ai suoi soldati. Mancando un cervello centrale dirigente ed autorevole, si temette che i denari raccolti unissero con lo scorrere in troppi rivoli, di diffìcile controllo e di altrettanto ardua disponibilità al momento del bisogno; con il rischio, poi, che venissero dispersi in direzioni diverse, per scopi parziali, o per fini che comunque non coincidessero con quello essenziale ed unico a cui anche il più modesto obolo doveva essere destinato: fare l'Italia. poiché, com'è noto, anche verso tale supremo fine tendevano correnti e sistemi politici diversi ed opposti, non poche e non lievi resistenze incontrarono Finzi, Besana, Guastalla e quanti altri a loro si aggregarono nel far funzionare quella Direzione , mantenendone il timone nella scia dell'azione realizzatrice di Garibaldi e schivando, essi che provenivano dalle file repubblicane, la suggestione degli evanescenti e pericolosi progetti mazziniani. Da nomini pratici, con i piedi ben saldati alla terra ed alla realtà scelsero la collaborazione con i messi di Cavour, lasciando nella sua accorata indignazione l'apostolo genovese.
Quasi duemila pagine del copialettere della direzione forniscono la prova della fermezza e della correttezza portata alla più alta espressione, colle quali essi, appoggiati anche da Giuseppe Levi, riuscirono in buona parte nello scopo di far convergere nella sede di Milano i versamenti delle offerte, ed a dare alla direzione stessa quel tono di dignità e di affidabilità che era indispensabile in quei difficili frangenti.
Non deve destar meraviglia il constatare che alcuni dei principali addetti alla nuova istituzione fossero ebrei. Garibaldi già aveva conosciuti quegli uomini per quei validissimi patrioti che essi avevano dimostrato di essere nelle congiure, nelle carceri e sui campi di battaglia; ma è pensabile anche che egli li abbia preferiti come saggi, pratici e decisi amministratori, capaci di affrontare le gravi difficoltà che di certo si sarebbero presentate, con la tenacia, la grinta e la chiarezza d'idee che, per le note ragioni storiche, gli ebrei generalmente posseggono in elevato grado. Egli sapeva inoltre che uomini colti ed evoluti come loro avrebbero continuato a dare il meglio di se stessi per la costruzione di un Paese nel quale gli israeliti non fossero considerati e trattati da esseri di seconda categoria, o peggio, come ancora avveniva nelle province soggette al
I?) Oltre che nell'abbondante materiale contenuto nell'archivio Finzi, per esempi di iniziative sorte a quello scopo, v. FERDINAND BOYBR, Souscrìptioiis povr Garibaldi eri Frtmce (1860), in Rassegna storica del Risorgimento, a. XLVII (1960), pp, 69-74.