Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <209>
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Il 1860 nelle carte di Giuseppe Fina
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probabilmente portato ad esagerare nell'esporre i fatti ed il comportamento di quegli nomini. Ad un più pacato osservatore non parrà invece cosa strana che migliaia di giovani portati da un temperamento esuberante e focoso a cercare l'avventura in spedizioni belliche, costretti per settimane all'inerzia, pigiati in piccole navi, stanchi ed innervositi si lasciassero suggestionare dalla propaganda di elementi provocatori appartenenti alla sinistra mazziniana e non mazziniana, e trascorressero a gesti e ad espressioni per nulla consoni allo spirito che Gari­baldi aveva inteso imprimere alla sua spedizione. Le grida di morte al Generale, a Vittorio Emanuele, a Cavour furono certamente l'espressione di stati d'animo conseguenti alla delusione per la mancata impresa contro lo Stato della Chiesa: Garibaldi era incolpato di aver cambiato programma in obbedienza a direttive monarchiche, mentre Cavour ed il re, già disprezzati dai repubblicani, erano anche colpevoli, secondo loro, di aver materialmente impedita la partenza di Bertani per Roma. D'altra parte, per comprendere quanto anche a quei tempi fosse facile suggestionare e manovrare le masse, basterà ricordare che dimostra­zioni di carattere e di colore esattamente opposti avvennero poi, nel settembre, a Napoli, dove più volte la folla guidata da agenti di parte facilmente indivi-duabile. gridò Morte a Mazzini!, tanto che Garibaldi dovette prendere le difese del grande genovese.
Forse con maggior cautela andrà considerato il fatto che s'innalzassero gli evviva al comunismo del quale, anche se il Manifesto era ormai vecchio di una dozzina d'anni, ben scarsa nozione dei suoi contenuti ideali si aveva nelle masse. È vero che Pio IX, nella sua enciclica ai vescovi d'Italia mandata da Napoli già nel 1849, aveva esplicitamente coinvolto nella sua condanna i protestanti, i rivo­luzionari, i socialisti ed i comunisti; ma questo ultimo termine non era ancora entrato nell'uso comune della parlata popolare, ed il suo significato non era del tutto chiaro neppure a molti serii pensatori. Gli evviva al comunismo lasciano perciò intravedere la presenza di uomini di estrema sinistra fra i volontari gari­baldini, sulla maggior parte dei quali, date le condizioni sociali del tempo, facile presa potevano avere anche le più spinte ideologie. D'altronde, pure Mazzini, tanto avverso al marxismo, affermava: Per noi non esiste rivoluzione che sia puramente politica. Ogni rivoluzione deve essere sociale. E non è da dimen­ticare che nella stessa natura del garibaldinismo esisteva (e sarebbe sempre vis­suto irrisolto) il dualismo dell'istanza nazionalistica e di quella di fondo del­l'internazionalismo anarcoide, i cui semi vegetavano sommessamente soprattutto nel pensiero e nella stessa vita di tanti patrioti esuli vaganti per il mondo.
Questo complesso stato ideologico in Italia si aggravò ancor più nell'impatto dell'azione realizzatrice dell'unità nazionale con la difficile situazione sociale delle popolazioni. Il caso della Sicilia, anche se certamente di eccezionale gra­vità, ne è solo un esempio: un esempio, tuttavia, che per la chiarezza e la distinzione dei suoi termini è utile ricordare.321 Un succinto stralcio del collo-
32) Ved. comunque i numerosi studi sul Risorgimento in Sicilia, fra i quali con­viene ricordare quelli di R. ROMEO e di F. S. ROMANO. In merito alle difficoltà incontrate dal governo dittatoriale nel caos dell'intricata compresenza: a) di esigenze delle classi più umili, che potevano sollecitare le tendenze giacobine dei mazziniani ed il marxismo delle sinistre; b) di attivismo borghese-conservatore collimante con gl'indirizzi liberali moderati, e perciò beneviso dai piemontesi nelle loro malcelate ingerenze; e) di profonde correnti autonomisle nutrite dalle sotterranee rivendicazioni degli aristocratici; d) delle ben di­verse posizioni economiche e sociali del clero ricco e del clero povero; e) di più ampie e più realistiche vedute di piano nazionale e di ideali unitari recati dai patrioti esuli di
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