Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <214>
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LIBRI E PERIODICI
CESARE MUSATTI - GIULIO CERVANI - STELIO ZEPPI, Ricordo di Nino Voleri (Pubblica­zioni della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli studi di Trieste, 1); Roma, Edizioni dell'Ateneo e Bizzarri, 1978 (ma 1979), in 8, pp. 52. L. 2.500.
Questo volumetto, voluto dalla triestina Facoltà di lettere e filosofia a ricordo di chi ne fu uno dei docenti di maggior rilievo tra 1946 e 1954, in anni tempestosi per la città giuliana, è costituito da tre saggi. Nino Valeri del Musatti, Rigore storico e senso della crisi nel pensiero di Nino Voleri del Cervani, La lezione etico-politica di Nino Valeri di Stelio Zeppi, opera di studiosi che ne sono stati rispettivamente amici, collaboratori e allievi.
Questo affettuoso contributo alla memoria di uno dei maggiori storici dell'Italia mo­derna e contemporanea si legge con estremo interesse, giacché in esso è delineata con effica­cia e precisione la biografia intellettuale e scientifica dello studioso veneto. L'amico psicoa­nalista ne ha tracciato con sobrietà e finezza le tappe fondamentali, dal giovanile insegna­mento filosofico nei licei all'apprendistato storiografico sotto la fraterna guida dell'amico Giorgio Falco e alla formazione culturale nella Torino gobettiana fino alla maturazione etico-politica nell'orbita del pensiero crociano per il tramite dello stesso Falco, ricordando rapidamente i suoi principali lavori storici, da quello iniziale sul Campanella al volume su Pietro Verri, per giungere alle importanti ricerche prima sul Rinascimento italiano e sulla crisi della libertà nazionale e poi sull'Italia post-unitaria e giòlittiana e prefascista in particolare.
Giulio Cervani, che ne è stato collaboratore negli anni di magistero triestino, si è soffermato, invece, sulla produzione storiografica del maestro, mettendone in rilievo l'im­pegno civile e la costante connessione con la sua partecipazione eticopolitica agli eventi nazionali. Le ricerche sull'affermarsi delle signorie e sul tramonto della libertà compiute non a caso nel secondo decennio del regime fascista sono sintomatiche dell'atteggiamento ideologico del Valeri, che cercava di capire le radici remote della perdita di libertà a lui contemporanea nel campo a lui congeniale del lavoro storiografico, senza lasciarsi condi­zionare da pregiudiziali politiche e comunque extrascientifiche. D'altro canto, appena con­clusasi la ventennale dittatura, lo storico spostò la sua attenzione sul sessantennio che va dall'unità all'avvento al potere del fascismo, tentando di delineare un quadro della società dell'Iialietla, capace di spiegare, fuori da preconcetti moralistici o ideologici, quegli anni, da alcuni visti come incubazione del fascismo, da altri quali esempio di un'età felice. A questo periodo della storia italiana egli dedicò alcuni dei suoi lavori più noti, primo tra i quali YAntologia della lotta politica in Italia dall'unità al 1925, che culminarono nella monumentale e fondamentale biografìa di doluti, comparsa in quella collana La vita sociale della nuova Italia, da lui diretta per la UTET, il cui titolo è particolarmente indicativo sia delle influenze crociane quanto degli orientamenti storiografici di Nino Valeri, impe­gnato a ricostruire le vicende della nuova società nazionale attraverso l'indagine biografica delle sue personalità più rilevanti nell'arte, nella cultura, nella scienza e nella politica, così da sfuggire alle tentazioni di discorsi generalizzanti e di astrazioni concettuali. Contro talune interpretazioni avanzate da Spadolini e Arturo Colombo Cervani afferma che Valeri non fu affatto un gobettiano, per quanto apprezzasse l'afflato etico del giovane piemontese e nel 1948 avesse curato un'esemplare antologia della sua . Rivoluzione Liberale , bensì un ammiratore di GioJilti in quanto uomo politico pragmatico e concreto, scetticamente sereno e capace di ideare una politica adeguata alle modeste forze del paese e tale da interpretarne le più profonde esigenze sociali e morali. In un certo senso tutta la produzione postbellica fa imperniata, più o meno direttamente, sullo studio dell'età giòlittiana nei suoi diversi aspetti e nelle componenti di forza e di debolezza per comprendere le origini e le ragioni