Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <215>
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Libri e periodici
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della crisi dello Stato liberale. Questa intonazione etica del lavoro storiografico valeriano e, d'altro canto, particolarmente evidente nei suoi anni di insegnamento nel capoluogo giuliano, dove, pur senza pubblicare mai nessun contributo particolare sulla storia risor­gimentale locale, seppe stimolare, mediante il Centro di studi per la storia del risorgimento triestino da lui fondato e promosso, le migliori energie giovanili locali a tali tematiche, riuscendo a pubblicare, tra 1951 e 1955, tre grossi volumi di studi sui Problemi del Risor­gimento triestino, frutto delle ricerche dei suoi allievi e collaboratori triestini, molti dei quali destinati poi a seguire onorevolmente le orme del maestro nell'ambito della cultura storica nazionale. Con queste pubblicazioni e con gli animati dibattiti da lui provocati sui principali temi della storia cittadina durante l'Ottocento, Valeri riuscì a sprovincializ­zare la vita intellettuale triestina, a smantellare vecchi miti nazionalistici che ne incrosta­vano 1 interpretazione del passato, ad avviare, insomma, un nuovo modo di concepire e praticare la storia risorgimentale, i cui frutti si possono oggi osservare nella collana Civiltà del Risorgimento, curata dal Comitato di Trieste e Gorizia dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, erede, in un certo senso, del Centro valeriano, che ha ormai al suo attivo ben sedici volumi, tutti di alto merito scientifico.
Quanto all'ultimo saggio, quello di Stelio Zeppi, che di Valeri fu allievo a Trieste, esso consente di cogliere in filigrana le matrici culturali, filosofiche si potrebbe dire, dell'operosità civile e scientifica dello storico. Influenzato dall'eticità gobettiana, l'autore della Lotta politica in Italia non ne condivise, però, il moralismo storiografico e il profe­tismo politico, trovando piuttosto ispirazione sicura nella figura e nell'opera del Croce, nella sua distinzione netta tra teoresi e prassi, tra storiografia e politica, nella sua convinta adesione agli ideali liberali di matrice ottocentesca. È appunto tramite tale crocianesimo, ricorda opportunamente lo Zeppi, che Valeri giunge a Giolitti e alla più alta considerazione per la sua opera politica, aliena da quei fanatismi e irrazionalismi che per lo storico veneto portarono alla rovina l'Italia postunitaria. A Croce, al quale molto doveva sul piano e teoretico e metodologico, Valeri, del resto, dedicò un bellissimo saggio, comparso a Trieste su un numero speciale della rivista Pagine Istriane del 1953, che è una sentita testi­monianza del debito per il maestro appena scomparso e una penetrante definizione dei fondamenti della sua opera culturale, alla quale, tra i molti altri, riconosceva pure il merito fondamentale di aver innalzato una barriera saldissima contro la marea del fana­tismo, dell'intolleranza e dell'irrazionalità.
Questo volumetto, per quanto esiguo di pagine, è un degnissimo Ricordo di Nino Valeri, utile sia per le informazioni che fornisce sulla vita intellettuale e l'operosità del maestro scomparso, non solo grande storico ma anche finissimo saggista e stimolatore di energie, sia per la possibilità che offre di ritornare sulla figura di uno storico, che, fuori da una ristretta cerchia di colleghi e di amici, è stato troppo rapidamente dimenticato e trascurato, forse anche per la sua innata discrezione e assenza di protagonismo. Valeri, uno studioso aperto ai più vari interessi culturali e dotato di vastissime conoscenze anche fuori dal campo storico, fu non solo un ricercatore di grandissimo merito e l'autore di opere tuttora insuperate sia sul Rinascimento sia sul Risorgimento ma anche un promotore di cultura civilmente impegnata si pensi solo a quanto riuscì a compiere a Trieste in un momento delicatissimo e in una situazione di particolare difficoltà e un organizzatore di imprese scientifiche di vasto respiro e di lungo periodo, come quella di cui fu responsa­bile per la UTET e come attestano pure le condirezioni degli Studi e documenti di storia del Risorgimento per Le Mounier e della Nuova Rivista Storica. Finora la storiografia italiana ha dedicato raramente attenzione allo studio delle biografie dei suoi maggiori sto­rici, quando si eccettuino i casi, abbastanza episodici, dei volumi su Chnbod, Cantimori e Volpe, ma, se e quando ci si deciderà ad affrontare in modo organico un tale tema, essenziale per la comprensione degli svolgimenti e degli esili della nostra cultura storica, sarà impossibile non occuparsi pure di Nino Valeri e della sua lezione metodologica e sto­riografica, i cui elementi essenziali sono stati così lucidamente indicati ed esposti in questo opuscolo, che potrebbe essere l'idoneo fondamento di un'organica ricostruzione analitica della biografia dello storico, non a caso così degnamente ricordato da quell'Uni­versità alla quale dedicò alcuni degli anni migliori della maturità. V'è solo da sperare che, quanto prima, a complemento di tale meritoria iniziativa, i suoi promotori o altri studiosi