Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
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Libri e periodici
società che, nate In opposizione alla Massoneria, derivavano certamente da questa i metodi organizzativi, la pratica latomistica, il rituale e il frasario simbolici; ma al tempo stesso si differenziavano dalla Massoneria settecentesca per la pratica attivistica e cospiratoria (p. 62). Di tali società segrete la più. consistente fu nel Mezzogiorno la Carboneria, nella quale ai può ravvisare una prima embrionale organizzazione politica della borghesia che si strutturò poi, ben più chiaramente, negli anni '30 con la Giovine Italia di Mazzini che, uscita dal chiuso delle sette segrete, si pose ideologicamente e organizza ti vamente come un partito composto di quadri provenienti dai ceti borghesi, ma si spinse anche in profondità tra gli artigiani e il basso popolo.
I massoni, inoperosi dal 1815, si riorganizzarono, non a caso, alla fine del 1859, quando i gruppi rivoluzionari, una volta conseguito il loro fine, rifluirono nella Massoneria, dalla quale si erano staccati per cospirare e combattere nelle società segrete, ce per gestirne i risultati (p. 72). È quanto ha sostenuto Augusto Gomba (La Massoneria in Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra: dall'Unità all'Intervento) delineando il progressivo inserimento della componente massonica nella vita istituzionale del Paese che porterà la dirigenza dell'Ordine ad identificarsi per un trentennio con la Sinistra storica. Questo attivo rapporto di interscambio raggiunse il suo acme nel legame tra Crispi e Lemmi e non a caso la caduta dell'uno portò al tracollo dell'altro. Fu questo probabilmente il periodo d'oro della Massoneria che da quel momento in poi si trovò a vivere le contraddizioni sempre più profonde che la società e le istituzioni tutte vivevano: dalle problematiche politiche e sociali esplose a fine secolo, all'apertura di Giolitti ai cattolici, alla crisi che l'intervento in guerra e il protrarsi del conflitto oltre ogni più pessimistica previsione provocò anche all'interno dell'Ordine fino allo scioglimento voluto dal regime fascista. Di questo periodo ha parlato Aldo A. Mola, studioso dell'età giolittiana, nella relazione su La Massoneria italiana nella crisi dello Stato liberale (1914-1926) mentre padre Caprile, riprendendo la problematica legata ai rapporti tra Massoneria e Chiesa (Massoneria e Chiesa cattolica in Italia negli ultimi cinquantanni 1929-1980)s ha sottolineato l'esistenza di un filone di massoni filocattolici in opposizione all'ala anticlericale che faceva capo a Palazzo Giustiniani, massoni filocattolici attivi sia prima che dopo il periodo fascista e interessati ad un ri avvicinamento alla Chiesa i cui primi sintomi si sono avvertiti all'estero, ma la cui problematica si è successivamente estesa all'Italia ed è attualmente viva e sentita.
Le relazioni cui abbiamo fatto cenno hanno accompagnato una mostra di documenti e cimeli massonici che è stata ospitata in una sala del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino il cui catalogo, molto accurato e graficamente bello, è stato curato da Aldo A. Mola cui si deve anche la parte introduttiva su La massoneria nella storia d'Italia. H catalogo della mostra, folto di circa quattrocento documenti, molti dei quali rari e inediti, dopo aver velocemente tratteggiato il Settecento e l'età napoleonica si fa più analitico per gli anni della rifondazione del Grande Oriente Italiano (1859-64) e attraverso le figure dei grandi Maestri Filippo Cordova, Ludovico Frapolli e Giuseppe Mazzoni perviene alla grande trìade formata da Adriano Lemmi, Ernesto Nathan e Ettore Ferrari. H catalogo della mostra torinese è completato da un saggio di Alberto Basso su La musica massonica! rassegna storica con particolare riferimento al secolo XVIII basato su materiale documentario pressoché ignoto in Italia e largo di promettenti frutti per il futuro.
ANNA MARIA ISASTIA
MANUELA ALBEBTONE, Fisiocrati, istruzione e cultura; Torino, Fondazione Luigi Einaudi, 1979, in 8 pp. 211. L. 6.000.
Si tratta di una diligente e limpida ricerca, sorretta da felici reperimenti archivistici polacchi per quanto concerne l'attività di Dupont de Nemours in quella nazione alla vigilia della spartizione, e finalizzata ad un'indagine conclusiva e di ampio respiro su Con-dorcet, alla quale la giovane A. sta attendendo e di cui è già uscita una succosa anticipazione.
Ricordato che a punto fermo delle teorìe fisiocratlche era la salvaguardia del diritto