Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <221>
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Libri e periodici
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ANGELO GAMBASÌN. Religiosa magnificenza e plebi in Sicilia nel XIX secolo, introduzione di GABRIELE DE ROSA (Biblioteca di storia sociale, 8); Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1979, in 8, pp. XVI-234. L. 12.000.
Già noto per i suoi studi sulla storia socioreligiosa del Veneto nell'età contempora­nea e risorgimentale e sulle vicende del movimento cattolico nazionale, il Gambasìn ha affrontato ora una realtà per lui del tutto nuova, spinto a ciò dal rinvenimento degli atti della congregazione dei vescovi siciliani a Palermo nel 1850 presso l'Archivio Segreto Vati­cano, nel tentativo di comprendere meglio la vita religiosa e spirituale italiana dell'Otto­cento, certo non risolvibile esclusivamente nel modello veneto, ma comprensibile solo con un opera di comparazione con altre realtà regionali, che avessero alle loro spalle diverse tradizioni spirituali e culturali ed un diverso retroterra storico ed istituzionale. Un tale genere dì indagine relativa tanto ad aree socioculturali settentrionali quanto meri­dionali, per comprenderne meglio varietà e diversità, è, d'altronde, caratteristico di uno storico come Gabriele De Rosa, del quale Gambasin è uno dei migliori collaboratori, e si riflette nelle stesse istituzioni scientifiche da lui promosse, cioè l'Istituto per le ricerche di storia sociale e di storia religiosa di Vicenza e il Centro studi per la storia del Mezzo­giorno di Salerno. Una scelta storiografica, questa, dunque, di Religiosa magnificenza, né estemporanea né casuale, ma motivata dalla necessità di verificare nel concreto di situa­zioni specifiche e particolari la pluralità e molteplicità di espressioni del sacro nella vita sociale nazionale nell'età della formazione ed affermazione dello Stato unitario.
Padrone come pochi delle nuove metodologie e tecniche della storiografia socioreli­giosa, l'autore, dopo aver indagato gli atti della congregazione palermitana, le relationes ad limino dei vescovi siciliani del Sette ed Ottocento, i fondi dell'archivio storico arci­vescovile di Palermo, i testi di diritto pubblico-ecclesiastico e la sterminata bibliografia in materia di condizioni di vita del clero e dei fedeli, di cultura e di pietà religiosa, offre, con questa monografia, un contributo rilevante alla conoscenza di un aspetto poco noto della storia civile ed ecclesiastica dell'isola a metà dell'Ottocento. In questo volume, infatti, l'analisi è incentrata sul problema del rapporto tra i vescovi siciliani e la corte borbonica di Napoli, sulla questione, dibattutissima, della legazia apostolica, sulla figura del vescovo monarchico, sulla cura d'anime e sulle devozioni e opere di carità. Per quanto la storia siciliana tra Sette e Ottocento sia stata indagata a fondo da studiosi del livello di Rosario Romeo, Francesco Renda, Salvatore F. Romano e, nei suoi risvolti giuridico-ecclesiastici, da Gaetano Catalano oltre che, per un periodo più limitato e su un tema ristretto, da Fran­cesco M. Stabile con la sua ricerca sul clero palermitano tra 1860 e 1870 (edita dall'Isti­tuto superiore di scienze religiose di Palermo nel 1978) , mancava un contributo specifico sul complesso tema dei rapporti tra Stato e Chiesa nelle sue concrete e variegate articola­zioni storiche e sociali, che è quanto ha compiuto, appunto, il Gambasin.
Il volume, che è corredato da documcntatissime note bibliografiche, particolarmente utili per chi intenda riprendere, approfondendoli, aspetti particolari della ricerca, pur es­sendo incentrato sullo studio della realtà insulare, esaminata in tutte le sue componenti, è costantemente sotteso da un confronto con la realtà socioreligiosa del Veneto coevo, cosi diverso quanto a spiritualità, mentalità popolare e strutture sociali ed economiche, che trve a mettere ancor più in luce le peculiarità della storia ecclesiastica e religiosa siciliana. Mentre al nord, sotto il governo veneziano prima ed asburgico poi, si era formato un clero pio e colto, devoto e inserito nella società circostante come fattore di stimolo e di guida morale ma anche civile, e la parrocchia era divenuta il cardine della vita associata delle campagne e, in misura minore, dette città, vedendo fiorire attorno a sé tutta una serie di feconde iniziative collaterali: opere pie, confraternite, società di mutuo soccorso, congre­gazioni devozionali, mentre risvolti spirituali ed economici della sua attività erano netta­mente distinti, in quanto dei secondi si occupava la fabbricerìa, controllata dai laici, al sud la situazione era ben diversa.
Dai tempi della dominazione normanna in poi, ma in particolare dall'età spagnola, l'Italia meridionale e la Sicilia erano state caratterizzate da una commistione e confusione sempre maggiore tra sacro e profano, da un intreccio via via più inestricabile di clementi economici e spirituali; la vita ecclesiastica era stata a feudalizzata massicciamente, sicché monasteri, conventi e diocesi erano divenuti monopolio esclusivo della nobiltà baronale