Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno
<
1981
>
pagina
<
225
>
Libri e periodici
225
(pp. 30-35) e Arcangela Tarabotti (pp. 35-49). Alla Marinelli e alla Tarabotti in particolare l'autrice aveva già dedicato uno studio particolareggiato. *)
La tesi centrale dell'opera della Marinelli è che oc le donne sono tenute in stato di soggezione dagli uomini, i quali * temendo di perdere la signoria e di divenir servi delle donne, vietano a quelle ben spesso anche il saper leggere e scrivere ' (pp. 22-23). Per la Tarabotti Causa ed effetto allo stesso tempo di questa emarginazione in casa o in convento [non dimentichiamo che la Tarabotti era una suora] era la mancanza di una istruzione adeguata (p. 44).
Quello della mancanza della possibilità di istruirsi è uno degli argomenti sui quali le pensatrici femministe batteranno e ribatteranno frequentemente, ben consce che l'istruzione poteva costituire una base per la liberazione della donna.
Un certo spiraglio alle esigenze dell'istruzione femminile (p. 59) sembrò aprirsi col Settecento, secolo dei Lumi e della rivoluzione francese, ma fu più apparenza che sostanza. Commenta la Conti Odorisio: or Ci si occupa delle donne per evitare il loro sbandamento e perché esse collaborino, ma nella giusta misura e direzione e nel senso voluto, al generale andamento della società (p. 76).
La rivoluzione francese non passò comunque invano neppure per le donne e le sue idee lasciarono un segno nel periodo successivo. In Italia si fece sentire agli inizi dell'Ottocento anche l'influenza del sansimonismo (pp. 105-110), soprattutto in una figura come quella di Cristina di Belgiojoso (pp. 122-125).
La Conti Odorisio, tratteggiando la situazione dell'Ottocento, dà ampio spazio ad Anna Maria Mozzoni esempio davvero unico di azione politica femminista (p. 130), sulla quale esiste il documentato studio della Pieroni Bortolotti.2)
Per la Mozzoni, prima repubblicana, poi socialista, poi staccatasi dai compagni di partito che a suo avviso non portavano avanti concretamente l'idea dell'emancipazione femminile, la ' redenzione ' deve essere opera di chi subisce l'oppressione; le donne stesse devono farsi promotrici (p. 132). È la Mozzoni pur tra contraddizioni e difficoltà ad aprire nuove prospettive di lotta per le donne, a calare nella concreta realtà italiana la battaglia per l'emancipazione femminile, a porre le prime basi per un movimento femminista organizzato che lotti per la liberazione della donna (pp. 161-164).
Gli evidenti limiti strutturali del movimento femminista dell'Ottocento lo portarono inevitabilmente al fallimento: Fallì principalmente perché non riuscì a costituirsi in una forza politica capace di elaborare un programma, di curarne l'attuazione. Fallì quindi per il suo isolamento politico, e per l'enorme divario esistente tra il suo linguaggio, le sue aspirazioni razionalistiche e democratiche e la società italiana del tempo, grettamente conservatrice, bigotta e gelosa dei privilegi familiari e sociali maschili (p. 164).
La Conti Odorisio conclude il suo lavoro esaminando il femminismo del Novecento, che sposta l'accento dalla lotta per la emancipazione della donna a quella per la sua liberazione, giungendo fino a delineare l'ideologia del neofemminismo americano, con accenni alla situazione attuale italiana, che ad avviso dell'autrice è in continuo movimento e si presenta difficile da classificare e da esaminare dettagliatamente.
Conclude il volumetto una ampia bibliografìa del problema femminile e delle idee femministe relativa al periodo studiato (pp. 207-210).
GIANNI A. CISOTTO
JACQUES GODECHOT, Regards tur l'epoque révolutwnrudrei Toulouse, E. Privai, 1980, in 8, pp. 441. S.p.
II presente volume, che raccoglie molteplici scritti sparsi su riviste e miscellanee non facilmente reperibili da parte degli studiosi interessati, è assai utile anche per il breve profilo biografico ed una completa bibliografia, divisa per settori, che veramente mostra
J) G. CORTI ODORISIO, Donna e società nel Seicento. Lucrezia Marinelli e Arcangela Tabarottì, Roma, 1979.
2) PIERONI BORTOLOTTI, Alle origini del movimento femminile in Italia* 1848-1892, Torino, 1963 (reprint 1975).
15