Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
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1981
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Libri e periodici
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le tariffe nei due Paesi). D'altra parte, malgrado il blocco continentale, gran parte delle sete italiane erano dirette verso l'Inghilterra; gli acquisti francesi di prodotti italiani erano di 5-6 milioni su un totale di esportazioni del Regno italico di 170 milioni (rapporto del febbraio 1807).
Importante sbocco delle esportazioni italiche era anche la Baviera, con cui fu parimenti concluso un trattato commerciale; secondo il medesimo, granaglie e materiali ferrosi (specie lo zinco) erano esportati in quel paese con dazi ridotti, mentre la Baviera s'impegnava ad esportare in Italia bestiame, legnami, con clausole analoghe.
Nel settembre del 1807 la bilancia commerciale del Regno italico era nel complesso attiva con un saldo di 26 milioni di lire, ma i dati dell'interscambio con l'Impero francese segnalavano un crescente deficit per l'Italia, per effetto del noto decreto del 1806, che il ricordato trattato commerciale certamente non riduceva, considerando il modo con cui era applicato. In questo quadro l'economia lombarda tra la fine del Settecento ed il primo ventennio dell'Ottocento si presentava in fase di espansione. La zootecnia, le coltivazioni cerealicole, risiere e dei bozzoli erano attività discretamente remunerate, malgrado le vicissitudini politiche e militari.
Unico rilievo che si può muovere a questo saggio, ricco di dati e di statistiche, è la difficoltà per la lettura che i non specialisti di economia incontrano e per la reticenza dell'autore a trarre egli stesso, sinteticamente, conclusioni a carattere storico, stabilendo un raccordo tra economia, politica, classi sociali.
Tuttavia il libro ha perfettamente raggiunto gli scopi che s'era proposto: fornire la base per nuove ricerche.
GIANFRANCO E. DE PAOLI
JUAN SISINIO PEREZ GARZÓN, Milicia naciontd y revolution burguesa - EU prototipo -madrileno 1808-1874; Madrid, Conseyo Superior de Investigaciones Cientificas Inslituto Jeronimo Zurita , 1978, in 8, pp. XXXII-636. S.p.
Con la sola avvertenza che la trattazione, malgrado l'indicazione del titolo, si arresta pogtwTi*ialTmTitp. alla metà degli anni trenta, allorché la guardia nazionale garantisce la realizzazione della politica desamortizadora di Mandizabal, c'è da precisare che la trattazione medesima è quanto di più intelligente, originale e documentato si possa leggere in proposito di un argomento che è conosciutissimo nelle sue grandi linee (il binomio enunciato nel titolo è quasi banale nella sua ovvietà) ma per nulla approfondito nelle sue dimensioni sociologiche che, in una città considerevole come Madrid, diventano anche latamente sociali, con risvolti economici ed urbanistici di primissimo ordine.
La guerra nazionale del 1794 contro la Convenzione getta le basi di una difesa di massa della patria prima ancora che della monarchia, della quale peraltro quest'ultima intende di non poter fare a meno, tanto nella sua versione amministrativa bonapartista quanto in quella costituzionale che le si contrappone da Cadice.
Questa massa deve fare i conti da un lato con la borghesia rivoluzionaria e dall'altro con l'esercizio permanente, i due protagonisti difficilmente separabili, più o meno dialetticamente, dei pronunciamientos , in mezzo ai quali la milizia introduce un elemento più decisamente e schiettamente popolare.
Esso era stato presente ed attentamente considerato già nel 1794, allorché ci si era preoccupati che la guerra non gravasse sui ceti più umili, salvo a subordinarli a Madrid a quelli della speculazione fiinanziaria, che articolavano la propria egemonia attraverso il controllo dei servizi pubblici.
Col 1808 l'intento di organizzare i cittadini proprietari per la difesa dei loro specifici interessi era apparso assai più scoperto mediante il concetto dell'obbligatorietà della milìzia, estesa agli artigiani indipendenti ed agli impiegati statali, ma sulla base di un esame dei requisiti dei candidati che aveva condotto all'esclusione del 59 di essi a causa della loro condizione economica e sociale giudicata insufficiente o comunque inadeguata.
Più accentuata l'ispirazione liberale dei miliziani di Cadice, dove erano vietate le sostituzioni, era prescritta l'elezione dei graduati e degli ufficiali, e lo stesso giuramento determinava una gerarchia nel seno della quale il re era appena al quarto posto, dopo la