Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <233>
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nella repressione della rivolta di Napoli dei 1820. I rapporti presero invece a raffreddarsi quando l'intervento del cancelliere austriaco iniziò a dilatarsi sconfinando nelle questioni di carattere spirituale, in quelle di politica interna, dell'amministrazione pontificia e più in generale nel controllo delle vicende italiane dopo la repressione dei moti liberali. È suffi­cientemente nota del resto l'attività del cardinale Consalvi in merito alla riforma ammini­strativa dello Stato pontificio. Il Motu proprio, promulgato da Pio VII il 6 luglio 1816, doveva infatti rispondere a questa esigenza. Riconosciuta l'imposssibilità di ritornare all'antico stato di cose, giacché erano sorte in Europa nuove idee, nuove abitudini e nuovi interessi. Tatto di Pio VII ai proponeva infatti di uniformare lo Stato della Chiesa agli altri d'Europa.
Dal 1821 al 1823 si ebbe quella fase che VA. definisce di conflitto tra le due parti, manifestatosi soprattutto durante il Congresso di Verona (settembre-dicembre 1822) dove la Francia venne incaricata di intervenire in Spagna contro il regime costituzionale e restituire a Ferdinando VII la primitiva autorità. Mettermeli, che pure vide trionfare il proprio programma, non fu più Punico arbitro della situazione.
Le relazioni rimasero cosi senza il primitivo spirito durante il pontificato di Leone XII (1823-1829) caratterizzato dal trionfo degli zelanti, di quella corrente cioè di cardinali contrari ad ogni e qualsiasi innovazione all'interno dello Stato pontificio che doveva, a loro giudizio, essere retto da principi teocratici. A questi, in precedenza, si era oppostto lo stesso cardinale Consalvi il quale aveva patrocinato, senza successo, l'idea di un governo retto da laici. La riaffermazione dell'assoluta autonomia della Chiesa cattolica dal potere politico e la superiorità della prima sul secondo, non facilitarono questi rapporti che subirono una revisione solo con l'elezione al soglio pontificio dell'austrofilo Pio Vili e, soprattutto, per il manifestarsi di nuovi pericoli rivoluzionari all'interno dello Stato della Chiesa. Il rinnovato spirito di cooperazione non impedì i moti del 1831, ma la loro repressione ad opera del Mettermeli aprì una nuova fase nei rapporti austro-vaticani.
ANTONELLO BIACINI
Carteggi di Bettino Ricasoli, a cura di SERGIO CAMF.HA.NI, voi. XXVII: 1 gennaio 1870-31 dicembre 1872 (Fonti per la Storia d'Italia, 129); Roma, Istituto storico italiano per Peta moderna e contemporanea, 1974, in 8, pp. 605. L. 10.000.
Vorrei qui segnalare, seppur con tanto ritardo, l'importanza dell'ultimo volume curato dal compianto, e carissimo a coloro che l'hanno conosciuto, Sergio Camerani, che con amore e competenza ha portato avanti per molti anni la grossa e utile impresa della pubblicazione dei carteggi ricasoliani. II volume è presentato da Armando Saitta, che ricorda il valore scientifico di tutta l'opera di Camerani, continuata, già nell'iter tipografico di questo XXVII volume, da Giulia Camerani Mairi e Clementina Rotondi.
Non mi riferirò a tutti gli aspetti dello sviluppo storico che possono ricevere luce dal carteggio del 1870-72, anche perché, almeno in parte, sono quelli che già emergevano dal volume precedente (il XXVI relativo agli anni 1867-69) e che ho indicato nella recen­sione pubblicata in questa Rassegna, ottobre-dicembre 1975, pp. 518-521: qui limiterò la segnalazione quasi esclusivamente ai temi) che mi sembrano prevalenti in questo volume, relativi al riformismo religioso di Ricasoli.
Circa il piano politico generale noterei soltanto che lo stato d'animo di R. non sem­bra mutato rispetto a quello che appariva dal carteggio del 1867-69 (a troppo è il disgusto dell'animo che io ne ho provato in questi ultimi 4 o 5 anni, e troppo profondamente porto scolpita nell'animo la memoria tristissima della vita parlamentare dal 64 in qua ; a In me veramente si è formato un vero e proprio aborrimento del Governo di una na­zione costituzionale come oggi è ridotta l'Italia [...] oh! Dio... quanti presuntuosi che si credono e sono fatti grandi dal volgo degli ambiziosi, dei corrotti, e degli inetti, e sono pigmei! ), anche se la polemica nei confronti del governo Lonza-Sella ha caratteri parzial­mente diversi da quella già indirizzata contro i ministeri di Rat tozzi o di Menabrea. Si può aggiungere che 1 disgusto già manifestato per le tendenze prevalenti nella stampa italiana