Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <236>
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Libri e periodici
La seconda persona alla quale Ricasoli preferibilmente si rivolge in ciò che riguarda questioni di politica ecclesiastica è don Giacomo Cassani (studiato da Berselli), antico ispiratore del barone di ferro (a Ella ricorda scrive Ricasoli a Celestino Bianchi il 4 febbraio 1870 circa la proposta di legge del 1867 sulla libertà della Chiesa che prin­cipale ispiratore di quella legge fu il prof. Cassani ) nonché compaesano e amico di Bor-gatti. Qui sono confermati gli stretti rapporti che intercorsero fra Ricasoli ed il periodico II Rinnovamento Cattolico, pubblicato a partire dal 1 gennaio 1871 e diretto da Cas­sani. Questi prende ancora posizione, sia circa la riforma della Chiesa sia circa la politica ecclesiastica dello Stato italiano, nel senso auspicato dallo statista toscano, che il 16 agosto 1872 scrive a Borgatti: Ho letto le lettere del prof. Cassani [...] Dopo maturo esame io non esito a dirle essere io d'accordo nella parola, nel punto e nella virgola con lui .
H nome di Cassani congiunge quindi con evidenza il problema della politica ecclesia­stica italiana a quello del riformismo cattolico. Questo si era espresso negli anni Sessanta anche attraverso una voce molto legata alla ispirazione rìcasoliana. quella deìVEsamina-tore diretto da Stanislao Bianciardi. La morte di quest'ultimo aveva portato ad una situazione paradossale, restando praticamente il giornale, che si proclamava cattolico, nelle mani del xev. w. Chauncy Langdon della chiesa anglicana d'America. Di qui una condi­zione di disagio dalla quale si tenta di uscire attraverso rapporto di una direzione di sacerdoti dotti e schiettamente cattolici onde l'Esaminatore si mantenga nel suo primo programma, cioè di ottenere la depurazione, la purificazione della Chiesa cattolica da tutto ciò che il tempo, gli abusi, la cornitela, e soprattutto quel dominio temporale e quell'infelice alleanza per tanti secoli con. lo Stato, v'inocularon d'impuro, e ricondurla ad essere una istituzione benefica ed accetta perché rispondente ai bisogni e agli affetti dell'anima (Ricasoli a Langdon, 27 ottobre 1870). E Langdon il 12 novembre potrà scrivere al barone che la proposta conferenza dei collaboratori dell'Esaminatore è riuscita pochi giorni fa in Verona [...] È stata stabilita una direzione permanente dei ecclesiastici, tutti in regola, cioè non colpiti di qualunque censura ecclesiastica, e il prof, cav. Cassani, prof, di istituzioni canoniche nell'università di Bologna, era eletto direttore in. capo [..J L'Esaminatore passerà dalle mie mani nelle di lui al cominciamento dell'anno nuovo (quando in realtà il periodico sarebbe risorto, ma come II Rinnovamento Catto­lico)* A Lei tornerà particolarmente grato così concludeva il pastore Langdon il sapere che il giornale non dipenderà più su nessun qualunque sussidio o aiuto pecuniario dell'estero .
Certo è che Langdon non aveva soltanto assicurato, con l'operosità sua e con denaro proveniente dalla sua chiesa, la continuità organizzativa del riformismo ricasoliano, ma aveva anche curato i rapporti fra quest'ultimo e le tendenze riformatrici di cattolici fran­cesi e tedeschi (nel clima particolarmente teso delle discussioni conciliari e postconcili ari). Ed in proposito va soprattutto rilevato quanto qui appare circa l'atteggiamento dei rifor­misti italiani (e di Ricasoli in particolare) nei confronti di Giacinto Loyson e d'Ignazio von Doellinger.
Mi sembra che costante sia una certa diffidenza di Ricasoli nei confronti dell'ex-car­melitano francese, che pur si presenta come uno dei più attivi e impegnati fautori del riformismo cattolico. Ma il 26 giugno 1871 Langdon gli scrive: Pieno il mio cuore dei di Lei dubbii in riguardo al padre Giacinto, determinai di andare a Roma [...] Là trattai due giorni, parlai a lungo con lui quattro volte, e sono costretto di dire che non ho mai conosciuto nessuno del quale formai una stima più profonda e più affezionata in un tempo cosi breve. Ha la semplicità di un fanciullo, la purità, la lealtà, la schiettezza d'un'anima consacrata solamente a Dio con quell'eri fimasmo di fede, la cui mancanza Ella si ha lagnato fra i cleri italiani. Mi vuole perdonare se dico che non ho mai trovato fra i cleii della Chiesa italiana un ecclesiastico al quale sentivo che potrei aprire il mio cuore in riguardo alle cose religiose con una tal sicurezza d'essere perfettamente capito? Si fidi di me, sig. Barone, quest'uomo è uno che porta in faccia l'assicuranza della sua sincerità; la prova che sia egli uno che Dio ha preparato e consacrato dello suo Santo Spirito per una sua opera. Il p. G. non ha agito che sotto la inspirazione e secondo la guidanza di coscienza*, e che afflizioni ha provato quell'anima sensitiva ed affettuosa nel farlo! . Se delle speranze Ricasoli può avere allora nutrito nell'opera del francese, sarà