Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
anno <1981>   pagina <237>
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soprattutto la notizia del matrimonio dell'ex-carmelitano a convincerlo dell'impossiJbflJtà che questi possa conquistare o mantenere il ruolo di capo carismatico del movimento rifor­matore. Credo scrìve 1*8 settembre 1872 che il p. G. abbia molto più pensato a se che ella missione che egli, pareva, avea a sé assegnato di riformatore della Chiesa cattolica [...] A' tempi che corrono, credo che neppur Lutero riescirebbe alla desiata Riforma cominciando col proprio matrimonio .
E comunque padre Giacinto a sollecitare dagli italiani una presa di posizione a favore di Doellinger ( II padre Giacinto scrive Langdon mi fece vedere una lettera del dr. Dollinger, nella quale il grande teologo esprimeva una speranza che egli troverebbe una disposizione anche qui in Italia di cooperare con lui e di sostenerlo ). Ed è proprio sul problema dell'adesione alla dichiarazione di Doellinger che si sviluppa una vivace discussione fra Ricasoli e Landgon sul ruolo del laicato nella Chiesa e nell'opera di riforma, discussione che sembra particolarmente significativa, illuminando sugli effetti che potevano derivare dal confronto, suscitato dai rapporti internazionali e interconfessionali, tra la situazione religioso-ecclesiastica italiana e quella di altri paesi e di altre chiese cristiane. Quando infatti, il 29 giugno 1871, Ricasoli, ripetendo e accentuando motivi che appaiono in una lettera già edita a Borgatti, scrive a Langdon: Ho letto con molta soddisfazione la lettera nella quale il p. Giacinto fa adesione alla dichiarazione del Dollinger [...] Che si fa dai nostri sacerdoti, dai nostri ecclesiastici italiani al dirimpetto della Dichiarazione del Dollinger ed altri sacerdoti tedeschi? Non è più tempo di silenzio e di mezzi termini per parte di quelli ecclesiastici, in specie, che incoraggiano l'Esaminatore o sostengono il Rinnovamento cattolico. 0 adesione, o confutazione. H silenzio è vigliacco. La laicità ita­liana illuminata e credente aspetta dal maestrato della Chiesa il suo indirizzo , il pastore americano ribatte confessando di non aver mai compreso l'assenza dei laici dalla vita ecclesiale in Italia e di aver sempre considerato cosa nocevolissima tanto allo Stato quanto alla Chiesa una così grande separazione fra le due come si trova in Italia . Egli può comprendere la forzata inerzia degli ecclesiastici (oc trovandosi fra le due mole d'absolutismo gerarchico e d'indifferenza laica ), ma non la passività dei laici credenti, che in altri paesi cristiani sono di conforto e di stimolo al clero. Così nella Germania, dove lo stesso Doellinger ha ottenuto il concorso e la cooperazione ce dei laici distinti ; così nell'America protestante, nella quale ha visto eminenti uomini politici e intellettuali partecipare atti­vamente alla vita delle loro chiese. Ricasoli, che pur vuole la partecipazione dei laici all'am­ministrazione delle temporalità ecclesiastiche ed alla elezione di parroci e vescovi, si affretta a disilludere il reverendo anglicano circa le possibilità d'impegno, in materia reli­giosa, del laicato italiano, ch'egli pienamente giustifica: Come si può pretendere che i laici si associno agli ecclesiastici nelle dichiarazioni teologiche quando fin qui si è riguar­dato quale un intruso ogni laico che non piegasse la testa ed il cuore al pronunziato del prete in materia di religione? [...] Sono gli ecclesiastici che debbono svelare a faccia scoperta gli abusi che contaminarono e perderono la fede, egli è da essi che la fede dee ricevere la vita nuova, la vita rigeneratrice. Se eglino hanno bisogno del conforto dei laici, non v'è più nulla a sperare per ora, e per gli uomini. Dio provvedere quando crederà! Ella non può fare il paragone tra i fedeli delle due Chiese. II cattolicesimo romano ha tatto fatto per abbrutire la comunione religiosa, onde poterla avere ciecamente obbediente; coloro che hanno scosso il giogo hanno finito per perdere ogni sentimento di religione .
La discussione pare concludersi quindi con la disperazione di chi sembra rendersi conto che un circolo vizioso paralizza clero e laicato cosicché mai, senza l'intervento divino, potrà svilupparsi in Italia un vigoroso movimento di vitalità religiosa e di riforma. L'opera di scristianizzazione denunciata in una sua lettera da Lanmruschini non potrà che prose­guire, trovando come pendant e come argomento giustificativo, secondo Ricasoli, l'atteg­giamento, nel mondo cattolico, di laici privi di una seria conoscenza delle cose di fede e passivamente soggetti ad un clero autoritario e dedito al cullo di un papato accentratoro.
FAUSTO FONZI