Rassegna storica del Risorgimento

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anno <1981>   pagina <238>
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Libri e periodici
LETTERIO BRIGUGLIO, Benoit Malon e il socialismo in Italia (Centro per la storia del movi­mento operaio nel Veneto diretto da L. Briguglio); Padova, Tip. Antoniana, 1979, in 8, pp. 79. S.p.
Nel continuare a scavare nei filoni da lui studiati in precedenza circa il movimento operaio e socialista, il Briguglio porta un ulteriore contributo intorno a tali argomenti, sulla scia dei saggio edito in questa riivstn: Benoit Malon e le origini del socialismo in Italia (Rassegna storica del Risorgimento. 1978, pp. 425-441). Prendendo in esame gli arti­coli pubblicati ne La Plebe tra il 1874 e il 1883 ed altri scritti del periodo, il Briguglio illustra l'influenza esercitata dal Malon sul socialismo italiano fino alla nascita del Partito operaio * milanese *, l'importanza del * malonismo ' tra la tendenza anarchica e marxista, delle quali stigmatizzava la visione utopica e l'essenza autoritaria: ce li socialismo di Malon fu tutt'altro che un espediente storico privo di autonomia politica e culturale: si rivelò una dottrina positiva, evolutiva e aliena da cristallizzazioni ideologiche. Era sperimental­mente, e cioè Socialismo inteso come globalità di metodi e di dottrine e non come ' scuola ' egemonizzante o come dogma indiscutibile. In questo senso, e solo in questo senso, Malon non creò alcun sistema, ma fornì ' un orientamento teorico e pratico ' (pp. 5-6).
Parlando del passato, presente e futuro del socialismo, presenziando al congresso degli economisti (Milano, gennaio 1875), pubblicando vari opuscoli di propaganda socialista, rintuzzando le accuse contro le idee socialiste, il Malon prendeva posizione su temi discussi a livello pubblicistico e politico in quegli anni (dalla proprietà alla famiglia, dalla religione allo Stato ecc.), definendo ad es. la proprietà il diritto e la facoltà inerente ad ogni uomo di disporre liberamente (previo soddisfacimento dei pesi sociali) del maggior valore recato col suo lavoro personale al capitale sociale . Ogni forma di proprietà era quindi transi­toria, una categoria storica, e quando non corrispondeva più all'ideale di giustizia che l'umanità si era formata, avrebbe dovuto essere sostituita da un'altra forma ritenuta migliore, anche attraverso la rivoluzione. La * forma attuale ' non appagava il nuovo ideale di giustizia e di eguaglianza, e pertanto andava cambiata. Da qui la necessità del colletti­vismo che, proclamando la collettività del capitale e il possesso individuale dei frutti del lavoro, era capace di assicurare la solidarietà umana e l'indipendenza di tutti i lavora­tori (pp. 36-37). Punto d'arrivo importante in sede storiografica dell'attività pubblici­stica del Malon, è la sua Histoire du socialisme che ebbe a determinare consensi, tradu­zioni ed in particolare due articoli elogiativi de La Plebe (1879) da parte di Gnocchi Viani, il quale lo definisce storico dei vinti e ne delinea la figura morale e politica con una immagine di uno storico * vinto ' e tuttavia imparziale nei limiti del possibile, di uno storico cioè in cui * l'imparzialità dei giudizi ' andava di pari passo con le convinzioni dei principri ' (p. 56). E proprio per diffondere tali principi e il pensiero collettivista di Malon veniva costituita una biblioteca socialista, ed erano pubbleati gli opuscoli socialisti, mentre continuava la collaborazione a La Plebe da parte dell'articolista francese su temi relativi alla religione, al socialismo, alla morale, al concetto medesimo di rivoluzione, alla eman­cipazione degli operai dalla borghesia per mezzo di un nuovo partito di classe.
RENATO GIUSTI
JULES DKSTIIÉE, Souvenir* dea temps de guerre. Édition annotée par MICHEL DUMOULIN (Université de Louvain, ftecueil de travaux d'histoire et de philologie. 6e Serie, fase. 19); Louvain, Éditions Nauwelaerts, in 8, pp. XVI-312. Fr. belgi 600.
Il volume, spiega nella scorrevole introduzione il curatore Michel Dumoulin, attento conoscitore anche della realtà storica italiana, ha come scopo primo quello di ricostruire la situazione e lo stato d'animo provocati dalle straordinarie vicende dell'estate 1914. Du­moulin precisa subito che il titolo del libro è improprio, perché esso fu dato dall'autore ad un manoscritto redatto nel 1929, mentre vengono ora presentate le note originali, recentemente rinvenuto, che coprono un periodo dall'agosto 1914 al novembre 1915.