Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA ARCHIVIO FINZI; FINZI GIUSEPPE CART
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1981
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Libri e periodici
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I Souvenirs sono, per il nostro ambito nazionale, utili perché documentano della partecipazione e dell'interessamento italiani alle vicende del Belgio, invaso e soffocato.
La rilevanza della capillarità del lavoro di Dumoulin si ricava, a mio avviso, con indubbia evidenza, dall'attenzione con cui ripercorre Vhistoire compliquée dei manoscritti dell opera del deputato di Charlcroi e dalla precisione con cui indica le tre versioni del libro e i principi filologici e pratici dell'edizione.
Destrée fu impegnato largamente e intensamente nel nostro paese quale propagandiste au cas Belgique e Dumoulin si preoccupa di analizzare tanto l'organizzazione della propaganda belga in generale quanto, in maniera esauriente e dettagliata, in Italia, gli effetti e le ripercussioni sugli uomini politici e sull'opinione pubblica.
Le pagine di Destrée, perchè stese in forma di diario, sono innanzitutto di agevole e facile lettura e possono, quindi, servire specie per uno sguardo e una verifica degli ambienti politici italiani nei mesi della neutralità, alla vigilia della decisione e nella fase di avvio della partecipazione al conflitto e ciò nonostante l'autore appaia in alcuni momenti teso per la situazione della sua nazione e quindi osservatore non sereno.
Proprio, riflettendo sulla condizione morale di Destrée, è nata un'altra riflessione favorevole al curatore. Bene ha fatto Dumoulin, a mio parere, ad utilizzare principalmente gli appunti originali del 1914-1915, che hanno un pregio, essenziale nelle note diari-stiche, quello dell'immediatezza lucida e decisa.
VINCENZO G. PACIFICI
MARTA GARBARI, La storiografia dell'irredentismo apparsa in Italia dalla fine della prima guerra mondiale ai giorni nostri Trento, Temi, 1979, in 8, pp. 129. S.p.
Distinto in due ampi capitoli divisi in tre sezioni (storiografia trentina, giuliana e nazionale), il presente contributo, la cui utilità è da sottolineare per la quantità delle indicazioni bibliografiche e le osservazioni critiche, prospetta il problema dell'irredentismo e ripercorre le tappe della discussione storiografica con qualche opportuno riferimento anche a contributi stranieri, a convegni storici, a rassegne bibliografiche particolari. Se risulta senz'altro privilegiata la parte relativa al a momento trentino, mentre si insiste sul carattere spesso pubblicistico di lavori concernenti la Venezia Giulia (avremmo visto volentieri la citazione di un nostro lavoro. Scritti sul problema veneto e il confine orientale. 1859-1871, Venezia, 1971), interessa l'attenzione posta sull'irredentismo come fenomeno europeo nell'ambito dei conflitti tra gli Stati (e con il nascere del sentimento di nazionalità), delle contese diplomatiche e dei riflessi sulla pubblicistica di parte, oc Non si tratta tanto di descrivere le manifestazioni esteriori dell'irredentismo per le quali la letteratura esistente non è stata avara di particolari, anche minimi, né di ricostruire l'attività delle associazioni irredentiste, fatta salva quella di stampo esclusivamente trentino, troppo poco rumorosa per essere stata notata dalla storiografia accesamente nazionalista. Anche delle radici ideologiche e partitiche dell'irredentismo di partenza e di arrivo si è parlato, e del suo ruolo di opposizione fuori e dentro il Parlamento italiano, magari in modo frammentario ed in chiave più ideologica che storica, ma in maniera abbastanza esauriente (p. 114). In tal senso il lavoro di ricerca comprato nel presente volume conferma che l'irredentismo (anche nel periodo delle origini) costituiva un problema europeo tanto in vista dell'Europa delle nazioni, quanto in relazione all'equilibrio tra gli Stati o albi nascita di programmi imperialistici.
RENATO GIUSTI