Rassegna storica del Risorgimento

LECHI GIUSEPPE; MASSONERIA TERRA D'OTRANTO 1804-1805
anno <1981>   pagina <261>
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La Massonerìa in Terra d'Otranto
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Dimessosi nel 1793 dall'esercito imperiale,15) il Lechi rientrò a Brescia e hi tra i promotori del circolo i Buoni Cugini ,16) i cui aderenti condivide­vano le perniciose massime d'insubordinazione, illimitata libertà e di assurda eguaglianza 17) provenienti d'Oltrealpe.
Né l'arresto subito il 4 maggio del 1794,1S) né l'opposizione paterna impe­dirono al Lechi di intensificare la sua attività rivoluzionaria e di diventare nel 1797 la mente e l'anima della repubblica bresciana.19)
Dopo la caduta della Repubblica Cisalpina, il Lechi riparò in Francia e fra l'autunno del 1799 e la primavera del 1800 organizzò la Legione Italica, al cui comando partecipò alla seconda campagna di Napoleone in Italia.2,)
La pace di Lunéville costrinse anche Lechi ad abbandonare i campi di battaglia.22 Inoltre, eletto rappresentante dei possidenti del dipartimento del Mella, partecipò ai Comizi di Lione e fu componente del corpo legislativo della Repubblica Italiana.
Riapertesi le ostilità fra la Francia e l'Inghilterra, nel 1803 Giuseppe Lechi riprese le anni anche perché Gioacchino Murat lo aveva destinato al comando
Cfr. Storia di Brescia cit., voi. IV, p. 7, n. 3.
M) Cfr. DA COMO, La Repubblica cit., p. 4. Una breve descrizione di questo circolo è stata fornita daQo stesso Giuseppe Lechi ed è stata pubblicata in DA COMO, La Repub­blica cit., pp. 312-313.
3H AUGUSTO BAZZONI, Le annotazioni degli Inquisitori di Stato di Venezia, in Ar­chivio Storico Italiano, XI (1870), parte II, pp. 3-72, pp. 58-60.
18> Cfr. DA COMO, La Repubblica cit., p. 4.
*9) Cfr. Ivi, pp. 58 sgg.; Storia di Brescia cit., voi. IV, pp. 18 sgg.
2) Su Giuseppe Lechi in Francia in questo periodo, oltre ALBERT PINGAUO, Les hommes d'état de la RépubUque Italienne (1802-1805). Notices et documenta biographi-ques, Paris, Champion, 1914, p. 158, cfr. GIUSEPPE MANACORDA, I rifugiati italiani in Francia negli anni 1799-1800 sulla scorta del diario di Vincenzo Lancetti e di documenti inediti degli archivi d'Italia e di Francia, in Memorie della R. Accademia delle Scienze di Torino, serie H, LVII (1907), pp. 75-226, p. 112 sgg. e soprattutto p. 147.
3) Sulla Legione Italica ed il ruolo avuto dal Lechi nella sua costituzione, cfr. MA­NACORDA, / rifugiati cit., pp. 110-116 e 190 sgg.; Storia di Breschia cit., voi. IV, p. 39 sgg.
22) Il ritomo delle truppe francesi a Milano nel 1800 consentì ai massoni della log­gia La Concordia di riprendere i lavori interrotti durante l'occupazione austriaca (cfr. ED STOLPEB, Contributo allo studio della massoneria italiana neU*era napoleonica. II. Il Regno d'Italia, in Rivista Massonica, LXVIII-XII n.s, (1977), pp. 215-237, p. 215). Non sappiamo se Giuseppe Lechi abbia fatto parte di tale loggia. Sappiamo però che nel novem­bre del 1801 la sua fama di e patriota e libero muratore da Milano si era diffusa anche a Teramo, dove venne annotata da Giovanni Battista Rodio (cfr. B. C, La fine di Mam­mone in Archivio Storico per le Province Napoletane, XXX (1905), pp. 468-480, p. 472). Quasi certamente Lechi nel dicembre dello stesso anno aderì alla loggia L'Heureuse Rencontre di Milano, alla quale molti italiani furono ammessi (ALESSANDRO LUZIO, La Massoneria sotto U Regno Italico e la restaurazione austrìaca, in Archivio Storico Lom­bardo, XLIV (1917), pp. 241-352, p. 306). Per altre notizie sulla Massoneria a Milano fra il 1800 ed il 1801, cfr. STOLPEB, Contributo cit., pp. 215-217.
23) Cfr. / Comizi nazionali di Lione per la Costituzione della Repubblica Italiana, a cura di UGO DA COMO, Bologna, Zanichelli, 1935, voi. IV, p. 9 sgg.; voi. V, p* 3 sgg.