Rassegna storica del Risorgimento
LECHI GIUSEPPE; MASSONERIA TERRA D'OTRANTO 1804-1805
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1981
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Fulvio Bramato
del Terzo Ripartimento24) della seconda Armée d'observation du midi > stanziata in Puglia.251
L'arrivo di Lechi nella regione segnò una data molto importante per la Massoneria nel Regno di Napoli poiché ne determinò la ripresa dopo oil 1789.
I primi segni di tale ripresa si manifestarono a Lecce, dove nel 1804, con l'avallo del generale Gouvion de Saint-Cyr, il Lechi promosse la costituzione di una loggia massonica nel palazzo del duca di Scorrano, ponendola sotto la guida di Francesco d'Onofrio.28*
La repentina partenza dal capoluogo di Terra d'Otranto delle truppe gesarpine **> indusse i massoni leccesi a sospendere i lavori iniziativi e chiudere la loggia appena costituita.
Nonostante ciò la ripresa massonica in Terra d'Otranto non si interruppe. Infatti, fra la fine del 1804 e gli inizi del 1805 sorsero a Taranto due logge: quella Della Filantropia e L'Amica delVXJomo, le cui vicende si possono oggi ricostruire attraverso alcune lettere dell'inedito carteggio massonico di Giuseppe Lechi.3
Costituita dal generale bresciano nell'ambito della quinta mezza brigata di linea,32* la loggia Della Filantropia ancora prima di essere riconosciuta da
3*) Le truppe del Terzo ripartimento erano stanziate a Taranto, Grottaglie e Massafra (cfr. LUCARELLI, La Puglia nel Risorgimento cit., voi. ILI, p. 62). Lechi, giunto in Puglia, prese dimora a Bari nella notte dell'I 1 luglio del 1803 con una colonna di Polacchi. (Cfr. Ivi, p. 73, n. 2).
25) Per alcune notizie su questo corpo di spedizione, cfr. G. C. SPEZIALE, Storia militare di Taranto negli ultimi cinque secoli, Bari, Laterza, 1930, pp. 159-160.
L'11 novembre del 1789, infatti, Ferdinando IV di Borbone aveva promulgato un editto con il quale si bandiva definitivamente dal Regno di Napoli la Massoneria. Sulle cause e gli effetti di tale editto cfr. BRAMATO, Napoli massonica cit., pp. 62-65.
2T) Sul sostegno dato dal generale Gouvion de Saint-Cyr all'attività massonica di Lechi in Terra d'Otranto, cfr. VINCENZINA ZARA, La Carboneria in Terra d'Otranto (1820-1830), Milano-Torino-Roma, FJli Bocca, 1913, p. 2.
28) Cfr. Le cronache leccesi di Emanuele M. BuccarélU (1711-1807), a cura di NICOLA VACCA, Lecce, Rinascenza Salentina , 1934, p. 113; VACCA, Memorie cit., p. 96. Oltre la loggia di palazzo Scarrano, sembra che nel 1804 i massoni leccesi si riunissero anche in una cascina che i baroni di S. Donato possedevano nei pressi della città (cfr. VACCA, Memorie cit., p. 96). Sulla presenza a Lecce di Giuseppe Lechi nel 1804, cfr. PALUMBO, Risorgimento cit., p. 119.
2?) Le cronache leccesi cit., pp. 111-113. Giunte a Lecce nei dicembre del 1803, le truppe cisalpine si allontanarono dal capoluogo di Terra d'Otranto il 5 ottobre del 1804 per essere dislocate a Taranto, Bari e Barletta (cfr. PALUMBO, Risorgimento cit., p. 119).
3) Alcuni giorni dopo la partenza delle truppe cisalpine da Lecce nel palazzo del duca di Scarrano si rinvennero a tante figure oscene e orrende e tra le altre una camera tutta vestita di lutto, o di nero, una testa d'uomo colla barba lunga, e colle corna ed una tavoletta tutta piena di lunghi chiodi tutti in quelle ficcanti l'uno dopo l'altro a linea retta, ed altre sceleraggini ed iniquità che si raccontano (Le cronache leccesi cit,T p. 118). if-lfHl
3*) Scoperto nel 1939 dal Conte Antonio Lechi nel palazzo di famiglia di Montirone, il carteggio massonico di Giuseppe Lechi à oggi conservato a Brescia nell'Archivio dei Conti Lechi. Tale carteggio, del quale ho potuto prendere visione per la cortese sensibilità di studioso del Conte Giacomo Lechi, è stato raccolto nel fascio IX, cart. 8 ter del suddetto archivio*
32) Cfr, Brescia. Archivio dei Conti Lechi, fascio IX, cart. 8 ter, e. 39.