Rassegna storica del Risorgimento
BACINETTI MARIANNA
anno
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1981
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pagina
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273
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MARIANNA FLORENZI WADDINGTON E IL RISORGIMENTO ITALIANO
Sia negli scrìtti dedicati nel secolo scorso a Marianna Florenzi Waddington (1802-1870), sia negli studi del nostro secolo, la marchesa perugina è ricordata per la sua attività in cose filosofiche, nonché per la sua lunga amicizia con il re Ludovico I di Baviera.11
E noto, anche, il suo atteggiamento di opposizione, ora aperto ora più cauto, nei confronti del governo pontificio. Ma soltanto lo studio delle sue carte inedite, conservate nell'archivio privato del conte Silvestri a S. Martino Delfico (Perugia), permette una ricostruzione più precisa della sua partecipazione alle vicende del Risorgimento italiano. Non si ritroverà né un pensiero rigorosamente originale, né un impegno politico univoco e diretto; tanto più che gli stimoli di origine intellettuale l'aspirazione ad un governo nel quale la nobiltà colta e la borghesia intellettuale prendessero il posto del ceto ecclesiastico, e addirittura le velleità di riforma religiosa erano tenuti a freno dalla preoccupazione di non tagliare i ponti con lo status che il suo rango e le sue relazioni continuavano a garantirle anche sotto il governo pontificio. Ma le vaste letture della Florenzi, i suoi rapporti con ambienti tedeschi e francesi, la sua ansia di contribuire ad un rinnovamento del pensiero italiano rendono il personaggio degno di qualche interesse, abbastanza rappresentativo di quel movimento di opinione che, attraverso vari ondeggiamenti, confluì nell'accettazione dello Stato unitario costituzionale.2)
È inutile dare notizie sulla situazione dello Stato pontificio, e delFUmbria in particolare, nei primi anni della Restaurazione;3) è troppo noto che con le dimissioni del Consalvi e l'elezione al pontificato, nel 1823, di Leone XII, l'atmosfera di reazione si fece più oppressiva. In questo ambiente ben si comprende come la Florenzi venisse guardata con diffidenza per il tipo di vita che
1) Per la bibliografia generale, riguardante la Florenzi, mi permetto di rimandare al mio articolo: Marianna Florenzi Waddington: lo svolgimento del suo pensiero filosofico, in Annali dell'Istituto di Filosofia, Firenze, Olschki, 1980. pp. 311-350. Per un riferimento più specifico alla sua attività e ai suoi orientamenti politici, cfr. in particolare, F. FIORENTINO, Scritti varii di letteratura filosofica e critica, Napoli, Morano, 1876, pp. 415-419;
F. GENTILI, All'ombra di uno stemma reale, in Nuova Antologia, agosto 1915, pp. 416-432;
G. GENTILE, Le origini della filosofia contemporanea in Italia, III, Firenze, Sansoni, 1957, pp. 41-42; A. ZUCCONI, Lodovico innamorato, Milano, Rizzoli, 1944, pp. 311, 385 sgg.; ID., Appunti su Luigi I di Baviera e l'Italia, in Studi germanici, a. Ili, 1938, pp. 467-476; U. RANIERI DI SORBELLO, Perugia della bell'epoca, Perugia, Volumnia, 1969, p. 31; L. PAREYSON, Minima schellinghiana, in Kant-Studien, voi. 66. 1975, n. 2, pp. 231-233.
2) Anche per la concezione filosofica della Florenzi, rimando al mio articolo sopracitato.
3) per le condizioni dello Stato pontificio nell'età della Restaurazione, cfx. A.M. GHISALBEBTI, Uomini e cose del Risorgimento, Roma, Cremonese, 1936, p. 103 sgg.; i volumi di M. PETROCCHI, La Restaurazione. Il Cardinale Consalvi e la riforma del 1816 (Firenze, 1941) e La Restaurazione romana, 1815-1823 (Firenze, 1943); C. GHIS ALBERTI, Lo Stato pontificio dal 1849 al 1870, in Studi in occasione del centenario, I, Milano, Giuf-frè, 1970, cui rimandiamo anche per i riferimenti bibliografici.