Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <274>
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274 Maria Alessandra Degl'Innocenti Venturini
conduceva e per le amicizie che frequentava- Erano soprattutto le visite del re di Baviera che mettevano tanto in allarme i prelati che governavano Perugia, sia per timore di uno scandalo, sia per la preoccupazione che una personalità di tale rango potesse fare da paravento ad altri tipi di attività di casa Florenzi.41 La marchesa, d'altronde, dimostrava interesse alla buona amministrazione della città, talvolta associandosi alle rimostranze di altri esponenti della nobiltà peru­gina che cercava di contrastare il dominio dell'oligarchia prelatizia sulla cosa pubblica; 5) e quando addirittura, fu fatto apporre, sulla facciata del palazzo Florenzi, il primo marzo 1829, lo stemma del re di Baviera, il delegato aposto­lico della provincia nions. G. Cherubini, si preoccupò ulteriormente che quella casa diventasse un centro di opposizione attiva al governo pontificio; 6) mentre, a quanto sappiamo, in un primo tempo il salotto di casa Florenzi era soltanto un centro di discussioni di carattere culturale.
Solo a partire dal 1831 si hanno le prime timide notizie di una presa di posizione della Florenzi di carattere politico. Dalla corrispondenza, relativa a questo periodo, con il re di Baviera, si può constatare un certo entusiasmo sca­turito dall'incalzare degli avvenimenti :8) essi la inducono ad esprimere giudizi negativi sullo Stato pontificio, considerato intollerabile, e a rifiutare il potere temporale del papato; nonché ad esprimere una timida speranza di vedere un'Italia diventare nazione o di renderla almeno potenza federativa .9) Le notizie degli eventi della dura reazione, che tenne dietro la breve rivoluzione, le conseguenze personali subite,10) sono anche attestate dall'epistolario con il
*) La lunga ed affettuosa amicizia della Florenzi con il re di Baviera iniziò, nel corso del carnevale romano del 1821, in casa Appony. Cfr., in proposito, A. ZUCCONI, op. di.. p. 107 sgg.; F. GENTILI, op. ct., pp. 416-418 (dove I'A. da una versione diversa del luogo in cui la Florenzi ed il Re si conobbero); da ricordare inoltre la casa della zia della Fiorenza, la contessa Martinetti, che costituì prima a Roma e poi a Bologna un altro salotto culturale notevole per gli incontri che vi avvenivano, e che era frequentata anche dal re di Baviera (cfr. A. ZUCCONI, op. di., pp. 82-83).
5i Eminenza reverendissima scrive la Florenzi presumibilmente al segretario di Stato A. Rivarola, intorno al '28-'29 è troppo tempo che Perugia reclama un provve­dimento ai disordini che tutto il giorno gli derivano principalmente per la soverchia bontà d'animo del prelato che la governa; che, fornito forse di tutte le ottime qualità di privato, manca affatto di tutto ciò che conviene immancabilmente ad uomo pubblico e di governo. Quali siano i disordini che qui si avverano può conoscerli l'Eminenza vostra quando si piaccia richiamare a sé la relativa posizione alla quale saranno anche tenuti i reclami di tutti i ceti di persone e della stessa magistratura che dimanda da tanto tempo un miglior governante e l'allontanamento di tutti coloro che abusano della debolezza del prelato, hanno compromesso più volte la tranquillità pubblica e privata e ad un tempo la dignità del governo ... (cfr. lettera inedita, Carte Florenzi, b. 1, f. 4, A.S., Perugia).
6> Cfr. F. GENTILI, op. di., pp. 419-421.
7) Per la funzione culturale che inizia ad assumere casa Florenzi a Perugia, cfr. A. ZUCCONI, op. dt. pp. 144-145; alla stessa fonte facciamo riferimento per le notizie riguar­danti le numerose visite del re di Baviera.
8> Cfr. A. ZUCCONI, op. di., p. 266.
9) Ivi, p. 267 sgg.
10) Ristabilito l'ordine a Perugia, i Florenzi si trovarono tra i compromessi: Ettore Florenzi doveva infatti giustificare l'incauta oblazione fatta a favore della Guardia Nazio­nale. Tale fatto costò loro l'amicizia del cardinale Rivarola ed inoltre, furono tolti al mar­chese i due incarichi òhe ricopriva (l'amministrazione del lago Trasimeno e la soprainten-denza dei Sali e Tabacchi) per i quali si solleciterà, in seguito, l'interessamento del Re (cfr. A. ZUCCONI, op. dt., pp. 274-279).