Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <275>
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Marianna Florenzi Waddington
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re di BavieraU) che al tempo dei moti del '31, aveva ormai abbandonato le sue simpatie liberali per spostarsi decisamente verso l'ala reazionaria. "J E la continuità di questa amicizia contribuiva, senza dubbio, a garantire particolari riguardi del governo papale nei confronti della marchesa anche se la sua fama di liberale si diffondeva ormai fuori della sua città.13) La Florenzi, dal canto suo, non sembrava preoccuparsi troppo del mutamento di indirizzo politico del suo interlocutore al quale continuava a chiedere interventi e favori. w*
A causa del suo secondo matrimonio con l'inglese Evelino Waddington, cui non furono estranei i vincoli della Florenzi con il circolo tedesco di Romaw (che esercitò un peso notevole sulla sua formazione culturale),16' la Florenzi fu spinta ad un'aperta rottura con il governo ecclesiastico che voleva impedirle l'unione con un protestante in territorio pontificio. Ci fu un breve esilio;,7) e i Waddington poterono tornare a Perugia solo in seguito alla abiura di Eve­lino. 18) Negli anni immediatamente successivi, la Florenzi non ha, che si sappia, alcun impegno politico; legge opere come La storia della caduta del basso im­pero del Sismondi e VEmilio di Rousseau, che non furono prive di peso per la sua formazione teorica.19) Solo dopo il '46, ricompaiono nella corrispondenza della Florenzi con il re di Baviera accenni politici che, sebbene si facciano più dettagliati e corredati di opinioni meno generiche, rientrano, assieme ai con­tenuti degli articoli da lei scritti nel '48, nel quadro ancora un po' vago delle
"' A. ZUCCONI, op. cit., pp. 300-302. A Perugia la reazione era impersonata dal Dele­gato Apostolico mons. Cagiano de Azevedo e dal capitano della guardia Giorgio Guadagnini che instaurarono, nella città, un pesante clima poliziesco, culminalo nella perquisizione della farmacia di Bernardino Tei considerata il covo tradizionale della Carboneria e della Giovine Italia; fra gli incriminati comparivano G. Guardabassi, amico della Florenzi e Giovanni Piazza, suo nipote.
12) Ivi, pp. 271-272.
) Della marchesa si parlava ormai anche fuori dell'Umbria: il suo nome compare in un rapporto di una spia alla polizia austriaca di Milano che la segnala come amica dì un fazioso : cfr. il documento pubblicato da A. D'ANCONA, Memorie e documenti di sto­ria italiana nel secolo XVIIJ e XIX, Firenze, Sansoni, 1906, p. 353 nota.
*4) V, nota 10 n.t.; per le altre intercessioni del Re, l'allontanamento del capitano Guadagnini e l'assoluzione di Francesco Donini e Giovanni Piazza, cfr. À, ZUCCONI, op. cct., pp. 306-315; F. GENTILI, op. cit., p. 421.
15) Evelino Waddington era infatti fratello di Fanny che, dal 1827 era moglie di Ch. J. Bunsen (1795-1860) al quale la Florenzi fu legata da stretti rapporti di amicizia (cfr. la lettera filosofica indirizzata dalla marchesa al Bunsen pubbl. in MARIANNA FLORENZI WAO-BINCTON. Scritti inediti sul panteismo, Napoli, Bibliopolis. 1978, pp. 23-32).
16) per il ruolo svolto dal circolo tedesco di Roma nell'età della Restaurazione, in cui operano attivamente Niebuhr e Bunsen nel senso di una politica di un moderato riformi­smo che si muoveva in opposizione sia all'attività cospiratoria della Carboneria e della Gio­vine Italia, sia all'insorgenza austriaca ed alla reazione italiana, cfr. G. SPINI, Risorgimento e protestanti, Napoli, Ediz. Scient. It., 1956, p. 108 sgg. Per i rapporti avuti dal Bunsen con lo Schelling, cfr. M. LOSACCO, Schelling, Palermo, Sandron, 1915, p. 37. Per la vita cul­turale di Roma cfr. inoltre A M. GHISALBEBTI, op. cit., p. 106 sgg.; A. ZUCCONI, op. cit.,
p. 90 sgg.
17> Non avendo ottenuto la dispensa papale, il matrimonio fu celebrato a Firenze il 7 maggio 1836; cfr. in proposito e per l'esilio, A. ZUCCONI, op. cit., p. 340 sgg.
,8> Il ritorno a Perugia risale al maggio del '37; Cfr. A. ZUCCONI, op. cit., pp. 350*351.
W Anche queste notiize le traiamo dalla sua corrispondenza con il Re: cfr. A. ZUC­CONI, op. cit., pp. 362-363.