Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <276>
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Maria Alessandra Degl'Innocenti Venturini
speranze e delusioni comuni a tanti patrioti di quel periodo.20' Se il bisogno di innovazione, di un rinnovamento J> ritenuto necessario sia per lo Stato pon­tificio, sia per l'Italia, si concretizza attualmente per la Florenzi nella figura di Pio IX, il rigeneratore d'Italia , potenza attiva del vero bene presente ... e cagione delle nostre future speranze,20 esso è riconducibile al clima di entusiasmo che si era creato intorno al mito neo-guelfo del papa liberale. Altri accenni politici invece, emersi dalla scarna attività pubblicistica del '48, risai' tano più indicativi di certi orientamenti futuri della Florenzi e dell'atmosfera politica che caratterizza il moderatismo quarantottesco. Compare qui, per la prima volta, il rifiuto dell'assolutismo ed il concetto di monarchia costituzionale, runica forma di governo in cui si attua uno stato di temperata libertà con­forme all'ideale di progresso voluto da Dio; si esaltano le idee divine di libertà e nazionalità che vengono strettamente connesse a quella di indipen­denza; a) questa ultima, infine, viene auspicata in nome della validità universale del principio liberale ed umano .a) Se, a titolo di confronto, ricordiamo quanto un altro intellettuale nutrito di cultura germanica, Silvio Spaventa, ve­niva annotando sul Nazionale di Napoli, nel periodo che va dal marzo al mag­gio del '48, non ci possono sfuggire certe consonanze che riguardano, in parti­colare, i temi della libertà, dell'indipendenza e della presenza austriaca in Italia, l'ostacolo più grave da abbattere, il simbolo della croce su cui spirò la libertà d'Italia. Anche la rivoluzione, infatti, non si giustifica se non come espressione di un ideale comune che vada oltre gli interessi partico­lari e che si prefìgga come risultato la conquista della libertà; di quella libertà
Per tutte le lettere a sfondo politico di questo periodo, cfr. A. ZUCCONI, op. cit., p. 427 sgg.
2t> M. FLORENZI WADDINCTON, Sulle cose tatuali d'Italia, in Osservatore del Trasi­meno, n. 14, a. XXIII, 18 febbraio 1848, pp. 3-4.
22) Quanto allo straniero, il nemico principale rimane, per la Florenzi, l'austriaco. Se nell'epistolario la marchesa manifesta qualche simpatia per i tedeschi, ciò è da attribuirsi ad un riguardo dovuto al destinatario. Nel '49 la Florenzi scrive ad Ariodante Fabretti, segretario dell'Assemblea Costituente romana: Considerate che sotto ai tedeschi si starà peggio di tutti, tranne del papa, in quanto a progresso. I francesi hanno meno stabilità, quindi meno carattere e perciò più miti più trattabili e da potercisi togliere con più facilità. Considerate tutto e per pietà non fate inoltrare nell'Umbria i tedeschi; trattate coi francesi in caso disperato... ed ancora nella lettera seguente: a Siamo in una terribile posizione bisogna scegliere o i tedeschi o i francesi... i tedeschi e il papa sono un orribile flagello, coi francesi sarà minore la disgrazia e poi come ho già detto con il tempo la fratellanza francese potrà ridurci a migliori condizioni e scuoteremo il giogo temporale del Papa. Ma ripeto con gli austriaci avremo sempre un laccio mortale al collo e noi soccomberemo, senza che ci resti neppure la speranza di un ritorno di Bene futuro... (lettere del Fondo Fabretti pubbL da M. GUAKDABASSI, La marchesa Marianna Florenzi W additinoti e Ario-dante Fabretti. 1849, Perugia, Tip. Donni ni, 1950, p. 6 sgg.).
23) M. FLORENZI WADDINCTON, Sulle cose attuali d'Italia, eh., p. 4; gli altri articoli e fogli volanti a carattere politico sono: L'Austria in relazione all'Italia, in Osservatore del Trasimeno, n. 22, a. XXIII, 17 marzo 1848; Del sentimento nazionale, nel Contemporaneo di Roma, 29 febbraio 1848. Dei fogli volanti, uno solo ha un titolo, Sullo stato attuale della Francia, e sono senza indicazione di data e di tipografia, ma possono essere collocati agli inizi del "48. Si ricorda inoltre che il primo numero del Contemporaneo, esce a Roma il 2 gennaio 1847 presentandosi con un programma moderato; tra i collabora lori figuravano amici della Florenzi e suoi corrispondenti come Federico Torre e Luigi Masi; nonostante il tono cauto che ebbe nei primi mesi, nel '48, sotto la direzione dello Stcrbini, divenne l'organo del movimento democratico romano.