Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <277>
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Marianna Florenzi Waddington 277
che e vuota parola se non si innesta concretamente nel 1 "indipendenza nazio­nale. 24>
In sostanza, ciò che permette l'accostamento della Florenzi ad uno Spa­venta, e l'insistenza su certe idee che, seppure con intonazione diversa, sono largamente diffuse. Esse più tardi, in ambiente liberal-moderato, saranno utiliz­zate anche nella polemica contro ogni forma di radicalismo rivoluzionario o repubblicano. Il pensiero della Florenzi, che 6no a questo momento risultava piuttosto confuso sia per la pressione di avvenimenti estemi, sia per il contagio di entusiasmi momentanei non pienamente condivisi,2 sembra trovare ora, nel-1 idea di una temperata monarchia e nel rifiuto di ogni eccessivo rivolgimento politico, la sua prima coerente formulazione. Negli scrìtti di questo periodo e già riconoscibile l'eco di suggestioni recepite nell'ambito di quelle ideologie genericamente riformistiche e laiche, legale al tipo di moderatismo che, diffu­sosi tra il *21 e il '30 specialmente fra gli emigrati politici in Francia e in In­ghilterra, si ispirava agli ordinamenti costituzionali di tipo francese e inglese e si contrapponeva all'orientamento repubblicano dei democratici. Occorre ricordare come nella Francia di Luigi Filippo si fossero costituiti salotti filo­italiani: grazie ad essi, gli esuli ebbero la opportunità di venire in contatto con il pensiero e la realtà politico-sociale della Francia. Ad assumere una posi­zione di rilievo furono principalmente i salotti della principessa Belgiojoso e
24) S. SPAVENTA, Dal 1848 al 1861. Lettere scrìtti documenti, pubbl. da B. CROCE, Bari, Laterza, 1923, p. 33 sgg. Come per Spaventa la rivoluzione costituisce una sorta di 4 extrema ratio ', l'ultima carta da giocare nella imposssibilità di perseguire pacificamente gli obbiettivi di libertà e di indipendenza, così la Florenzi parla di guerra come ultimo rimedio per rendere alle nazioni giunte agli estremi ed ai cittadini i diritti che Dio e la natura hanno concesso anche se sarebbe preferibile l'ottenere libertà, nazionalità, ed in fine ogni maniera di progresso colla sola potenza del volere e del voler legalmente, addiman-dando con giustizia, dignità e fermezza ... senza spargere nemmeno una stilla di sangue cittadino (M. FLORENZI "WADDINGTON, Sulle cose attuali d'Italia, cit.). Per l'importanza, all'interno del pensiero di Silvio Spaventa e di tutta l'ideologia liberale, che assume l'idea della coscienza nazionale che si concretizza in quella di Stato nazionale negli anni poste­riori al '48, cfr. C. CESA, Hegel in Italien. Positionen im Streit um die Interpretation der Hegelschen Rechtsphilosophie, in Allgemeine Zeitschrift fiir Philosophie, fase. 2, 3, 1978,
P- 7 sgg-
25) Ci riferiamo qui all'ideologia neoguelfa che, nei primi mesi del *48 diventa l'ideo­logia predominante del partito moderato. Ma si capisce come la Florenzi, che aveva sempre avuto dei contrasti col clero, si lasciasse attrarre solo momentaneamente dalle speranze di una conciliazione tra papato e movimento nazionale incarnata dalla figura di Pio IX. Per la testimonianza di un contemporaneo, cfr. S. SPAVENTA, op, cit., p. 27; cfr. inoltre,, più in generale, G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, 4* ed., II, Milano, Feltrinelli, 1966, p. 363 sgg.; 421; Io., Il movimento cattolico in Italia, Roma, Rinascila, 1953, p. SI; C MORANDI, / partiti politici netta storia d'Italia, Firenze, Le Mounier, 1968, pp. 13-16.
26) La Florenzi ribadisce certe formulazioni, imperniate sulla prudenza, già espresse nelle lettere aJ Re (cfr. A. ZUCCONI, op. cip*, pp. 433-434): Quella libertà a noi tanto cara diventa licenza se non è mantenuta coi mezzi della temperanza e del giusto , TA. scrive in uno dei sopracitati fogli volanti e porta come esempio la Francia che ora è un caos . Ed ancora a se la monarchia è fondata sopra le leggi liberali del giusto, non solo può essere un soddisfacente, facile e benigno governo, ma ancora il più magnifico per la nazione ... La difiìcoltà della repubblica è quella di essere un governo debole, vacillante e interamente infermo .