Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <278>
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278 Maria Alessandra Degl'Innocenti Venturini
del principe Della Cisternanì e non è da escludere che anche la Florenzi, che nel 1842 aveva soggiornato a Parigi, vi sia stata introdotta* essendo cosi in grado di stringere legami con quel mondo culturale il cui riflesso si coglie negli scritti da lei pubblicati a Parigi, densi di temi cousiniani.28) Era in sostanza un per­sonaggio come Cousin ad esercitare la funzione più efficace di mediazione tra i liberali italiani e l'ambiente intellettuale liberale francese. Il moderatismo ita-liano, infatti, di orientamento monarchico-costituzionale e di tendenza laica, disposto a concedere alla Chiesa, riguardo alla formazione delle classi popolari, un'opera di pura catechesi, ha la sua origine immediata in Francia e la sua teorizzazione filosofica nelTecclettismo cousiniano cui corrisponde un vero e proprio ' eclettismo politico - che si diffuse largamente in Italia; e nonostante gli venissero opposti ' numi ' nazionali, Vico in filosofia e Gioberti in politica, esso finì con il mostrare la propria validità quando ricomparve ancora, dopo il '48, nel contesto ideologico moderato che dette un sostegno determinante alla azione del Cavour.
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Se la corrispondenza con il re di Baviera continua ad essere, negli anni posteriori al '48, uno dei principali veicoli di informazione in merito alla vi­sione che la Florenzi viene assumendo degli avvenimenti contemporanei,291 del '48-'49 sono, inoltre, le prime pubbliche prese di posizione della marchesa sul terreno politico. Accanto agli articoli, merita un'attenzione particolare l'opuscolo dalla Florenzi pubblicato a Roma, a cura di Àriodante Fabretti, nel 1849: Vn*altra arme contro la restaurazione del papato.30) Il sostrato teorico su cui si fonda il breve scritto è già intuibile dal titolo; il discorso ruota intorno alla necessità di separazione dei due poteri, spirituale e temporale la cui riunione non sarebbe conforme alla natura. Si presentò precisa la marchesa ad un tratto una delle migliori circostanze per tentare di spezzare la riunione non
27) Nel salotto della principessa Belgio j oso, a T. M amia ni e a F. Orioli si univano anche V. Gioberti e P. Rossi ed il Tommaseo, mentre quello del principe Della Cisterna era frequentato, prevalentemente, dai patrioti piemontesi; Cousin, naturalmente, era pre­sente a queste riunioni (cfr. in proposito S. MASTELLONE, Victor Cousin e il Risorgimento italiano, Firenze, Le Mounier, 1955, p. 102 sgg. cui rimandiamo anche per la bibliografia). Riguardo alla Florenzi è da notare che la Belgiojoso risulta come sua corrispondente (v., a titolo di es., le Carte Fiorentino, B* 3 C90, Bibl. Naz., Napoli).
2*) Ci riferiamo ai Taluni pensieri, Parigi, De Lacombe, 1843 e alle Lettere filosofiche, Parigi, 1848.
29) Cfr. A. ZUCCONI, op. cit., p. 453 sgg., dove l'A. mette in luce come l'animo della Florenzi sia pronto a mutare in fretta nei confronti del papato.
30) L'opuscolo doveva essere già rarissimo all'inizio del secolo; la famiglia, infatti, ne fece fare, ad opera del conte Domenico Silvestri, una trascrizione, a una copia della quale, gentilmente concessami, mi riferisco nel testo. L'opuscolo (di cui dà notizia M. Guardabassi nell'art, cit. del 1950), non figura, però, attualmente nei cataloghi della Biblioteca comunale di Perugia né in quelli delle maggiori biblioteche italiane. A tale opuscolo si accennava in una lettera del perugino Giovanni Pennacchi, del 20 maggio 1849: L'opuscolo dell'egregia penna è accolto con favore e giustamente. Io aggiungo i miei per quanto poverissimi, però sinceri, agli elogi altrui... ; queste parole concludevano un ealdo incitamento del patriota a non cedere le armi neppure in un frangente cosi drammatico, che si univa alla vana speranza, se pure in lui viva, per la missione Lesseps, del ritiro delle truppe francesi (lettera inedita facente parte delle Carte Florenzi, b. 2, f. 3 A.S., Perugia). Sulla vicenda riguardante l'opuscolo cfr. inoltre, le lettere I e II del Fondo Fabretti pubbl. da M. GUAR­DABASSI, op. cit., pp. 4-7.