Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <281>
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Marianna Florenzi Waddington
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negli avvenimenti risorgimentali italiani, in linea con le posizioni più radicali emerse dopo il fallimento drammatico del progetto neoguelfo. In siffatto conte sto le formulazioni di carattere teorico-politico della Florenzi di questo momento, assumono un rilevante significato pur senza identificarsi del tutto né con il maz-zinianesimo, né con l'evangelismo protestante. Il tono generale dello scritto è ni scetticismo quanto alla possibilità della Repubblica mazziniana di vincere una potenza che, nel corso dei secoli, aveva sempre trionfato su ben altri ten­tativi di ribellione; la Florenzi, è disposta tutt'al più a considerare l'esperienza repubblicana come fase intermedia per raggiungere quell'obbiettivo di pacifica­zione spirituale della Chiesa e di riscatto nazionale dell'Italia che le appare rea­lizzabile soltanto ad opera di uno scisma religioso.35* È nel tono e nelle sfuma­ture di questa conclusione che è possibile chiarire gli elementi che, ad una attenta lettura, risultano indicativi di una differenziazione nei confronti dei principi protestanti che la Florenzi, soprattutto per quanto riguarda l'aspirazione all'indipendenza religiosa dai vincoli statali, pienamente condivideva. Il Risor­gimento italiano, d'altra parte, finiva con l'essere visto dal movimento protestante come una rivoluzione anticuriale e, su questa linea, l'allontanamento del papa dall'Italia diventava atto preliminare al compimento di uno scisma e, quindi, alla rigenerazione spirituale e politica italiana.36*
Nella Florenzi la polemica non è radicalmente diretta a contestare l'auto­rità religiosa del pontefice; quello che si denuncia è piuttosto la prevaricazione temporalistica di tale autorità che, nel decantarsi del mito neoguelfo, si mani-festava, una volta di più, con i caratteri espliciti dell'ambizione di potere; H protestantesimo, peraltro idealmente giustificato per i suoi aspetti di intrinseca razionalità e di semplicità evangelica, avrebbe potuto, a questo punto, farsi con­dizione politicamente concreta di un'alternativa alla restaurazione curiale. Tale condizione, secondo la Florenzi, si sarebbe realizzata qualora, diffusasi sponta­neamente nel contesto sociale dello Stato pontificio una tendenza alla riforma religiosa in senso evangelico, le potenze straniere, al momento arbitre del futuro
3S) Io non parlerò del presente governo repubblicano sostiene la Florenzi nel­l'opuscolo sopra citato ma qualunque forma di governo ci si presenti, conviene riguar­darla attualmente come uno stato intermedio tra la potenza temporale del papa e la spiri­tuale l'elemento primo di separazione, anzi di annullamento dell'una parte. Ma come so­stenere questo principio importante se da ogni lato si sono mossi contro di essi ed in prò dell'immobile e rìdevole corte di Gaeta? Dodicimila francesi a Civitavecchia con forze a lor talento sempre crescenti, quindicimila napoletani che marciano contro i loro fratelli romani, altri diciannovemila tedeschi in Toscana. Che resta a noi miseri di fare in tal momento... ogni buon volere potrebbe riuscire inutile... ma se non vale la forma marziale né alcun altra forza materiale, e quando ogni gaglinrdia, ogni valore tornasse vano, è d'uopo ricorrere ad una forza puramente morale, ad uno scisma di religione separandoci dalla comunione cattolica... Un'altra arme contro la restaurazione... cit.); cfr. in merito, la sopra citata lettera al Pestalozza; quanto alle contraddizioni, che caratterizzano il pensiero della Florenzi nel pervenire a formulazioni di questo tipo, che costituiscono, del resto, la punta più avanzata della sua posizione politica, cfr. A. ZUCCONI, op. cit., pp. 446-448.
36> Un'altra arme contro la restaurazione..., cit. Per il confronto con le tendenze evangeliche, cfr. G. SPINI, op. cit., p. 267 sgg. È noto, all'interno di questo contesto culturale, il rilievo dato alla mancata riforma protestante in Italia ed il peso che ha as­sunto, anche in seguito, il rapporto tra religione e politica; riguardo a questo problema ed agli sviluppi avuti nella dibattuta questione dei rapporti fra Stato e Chiesa, cfr. R. MARIANO, Il problema religioso in Italia, Roma, stab. Ci velli, 1872, p. 154 sgg.; G. OLDBINI, La cultura filosofica napoletana deU*800, Bari Laterza, 1973, p. 554 sgg.; In., Gli hegeliani di Napoli. Augusto Vera e la corrente ortodossa, Milano, Feltrinelli, 1964, p. 252 sgg.