Rassegna storica del Risorgimento

1848-1859 ; LOMBARDO-VENETO
anno <1920>   pagina <572>
immagine non disponibile

ÒAftCO PAU.VNM
In ogni governo dispotico, la jpfeija è il mezzo iridJsppqsalJIlB eli Governo, ma sotto il governo austrìaco ora essa quanto si puri Immaginare di più. arbitrario ; le sue leggi, i Mt mozzi, gran parte dei suoi agenti erano segreti. La lorza pubblica era a sua completa disposizione e il cittadino non aveva protezione alcuna contro quel­l'autorità che poteva incarcerare, tona eia-tee una persona e qualche volta rilasciarla' senza che questa1 sapesse neanche al motivo per il quale era stata carcerata e tormentata, r più. una volta imprigio-nati per cause politiche non uscivano così t'acilmente anche se ri­conosciuti innocenti. So spiega l'aborrimento universale che mitri Miisi afiora contro tutti gli unici e gl'impiegati dulia polizìa.
La stessa tta. organizzazione indicava come/ vi fosse nella poli­zia qualche cosa di andramalc ette rivelava il continuo sospetto (Itelo stesso, governo contro i propri impiegai
A Vienna era il dicastero dici Indizia che stendeva* la sua tCoto-rità su tutto l'impero, Jfait5ordine gtsmèMàoRelitto, la Luogotenenza generale di iL:mdÌaT doveva carteggiare coni uel dicastero, ijjper' che il direttoregenerale di Polizia ih JVfilanó le j-ubdrdinatò; ma in re-alta, questi, conie, già- vedemmo,..GòiiaiiFuiitóiìaiv-a '4ìk?Ma*nente con Vienna talché diventava cosi subalterno uà controllore ti ella Luogo­tenenza. A lui erano .oggetti si può dire esclusivamente le guardie di pubblica sicurezza é ancha-gendarmi benché, quós facessero parte integrale dell'annata--. p6ica. Dal canto: loro; 1 .lìrettori di polizia dello Provincie, i quali* idipendevano: iM 'delegatij; icoipspon-devano direttamente 'col Darepte geme ni Milano,. iControNando così i delegati loro sUperleri in g.eraveMa> TftnalmìeMfeei delegati di polizia subalterni' erano i commissari dfetrèttiiaii. il depurati peli-ticfldèi comuni eeriii 'impiegati, eemunafe tuitti sorvegliati safjg loro volta dai gendarmi,: aMoj tóeugfe M omniipotenza e di
'Mmdenz'
A- repev a strozzare .il peUsìerp nazionale *rj àusi-
- lo prezioso m ii cénsnA JJ si nojji :dhe. Eiffel* ;a'taeo* dojpo
i-l:8i aveva ostentèÉO' sempre li WteìNfi libera ia fcampa: meufèe,
ilei ÌaÌ( se censura iÉwentLV:aì!àj 4U e laute Molestie in-
eappavaio i:ia: puMlicazioue di' qualSibsi ScSitfy,' G aufo : scapite
anche Ì'Jndrifó "Utograttcà e libraritóM PTi 0stampatori
Ute furono sul puntoMiqnianiaifiùiIlÉnentof j5ró-
plice della censura li Censore -eia in mw, stato. fPgptip di ostilità
contro Wsfieiti-o : <mm iàppena mmmossm wWmùàa** dalla
penna wtéìmMmnvm, nazionale, mtro/iittti'laud lo scritto