Rassegna storica del Risorgimento
BACINETTI MARIANNA
anno
<
1981
>
pagina
<
285
>
Marianna Florenzi Waddington 285
riformistiche della borghesia, assumeva ora, anche per il contraccolpo degli avvenimenti francesi la forma di una vera e propria paura ' del rosso ', di ' uno spettro [ che si aggirava per l'Europa, E soprattutto dopo il *48 sono diffusissime le discussioni contro il socialismo e il comunismo dalle polemiche contro i san-simoniani a quelle contro Blanc in coi riecheggiano le critiche in nome di idee e principi filosofici generali contro utopisti e riformatori sociali.
In questo dibattito si inseriscono anche gli scritti della Florenzi contro il socialismo e il comunismo.42) Possiamo citare, in merito, anche il brano di una sua lettera inedita indirizzata a Francesco Francesconi nel gennaio del '50; al di là dell'indicazione che può essere considerata forma stabile di governo solo una potente e paterna monarchia la sola che può dare felicità e libertà ai popoli, la Florenzi ammonisce: Se il potere è in mano dei più, rutti tendono a renderselo suo particolarmente, e sono eccitate le passioni di molti le quali passioni impediscano la felicità dello Stato ma con esse neppure si ferma lo Stato imperciocché non si può dire esistere uno Stato, una unità quando da tutti i lati sono tirati e strappati i filamenti per cui non vi sono che delle membra sparse di un corpo che non può tenersi in piedi. Così si genera l'anarchia e il disordine il più completo... .43)
Gli argomenti cui la Florenzi ricorre, nella sua opera di confutazione dei due sistemi ritenuti incapaci di risolvere i mali della società, fanno capo all'eliminazione di qualsiasi tipo di connttuaiità all'interno dell'ordinamento sociale e politico. Non manca, da parte della Florenzi, il riconoscimento di questi mali reali della società, quali l'ignoranza, la miseria, la mancanza di strumenti adeguati d'istruzione. Ma, per attenuarli, giacché come vedremo, non è bene eliminarli del tutto, in luogo del socialismo in qualità di male organizzato e del comunismo capace solo di ridurre universale la miseria ,44) sarà preferibile
42) Per un confronto con altri scritti, che rivelano analogie di contenuto per il motivo ricorrente della critica al socialismo e al comunismo, accusati di negare libertà e vita morale, cfr. Il saggio sul comunismo e sul socialismo di A. ROSMINI, del '47 ma pubblicato per la prima volta a Napoli nel '49 (ci riferiamo qui alla ristampa a cura di A. CANALETTI GAUDENTI, Roma, A. Signorelli, 1930, p. 29 sgg.) e la serie di articoli scritti dal Cavour nel 1848 su // Risorgimento dal titolo La rivoluzione di febbraio (a. I, n. 59, 6 marzo; n. 63, 10 marzo; n. 64, 11 marzo; n. 69, 17 marzo; n. 125, 23 maggio), che toccano tutti gli argomenti presi in esame dalla Florenzi (citiamo qui direttamente dalla ristampa. Tutti gli scritti di Camillo Cavour raccolti e curati da C. PISCHEDDA e G. TALAMO, IH, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1976, pp. 1111, 1119-1126); cr. inoltre G. MAZZINI, Pensieri sulla democrazia in Europa, in Scritti politici dell'800. Giuseppe Mazzini e i democratici, a cura di FRANCO DELLA PERUTA, I, Milano-Napoli,, Ricciardi, 1969, p. 548 sgg.; V. GIOBERTI, Del rinnovamento civile d'Italia, I, Napoli, Morano, 1864, p. 92 sgg. Per l'argomento più in generale, cfr. K. MARX e F. ENGELS, op. cit., p. 62; G. SPINI, op. cit., p. 158; e per le conseguenze che la a paura dei rossi ebbero sullo sviluppo dell'ideologia moderata dal '48 in poi, nell'ambito del moderatismo toscano, cfr. P. ALATRI, / moderati toscani, il richiamo del Gran' duca e il decennio di preparazione, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XXXIX, fase. IV, 1952, p. 355 sgg.
43J Lettera inedita facente parte delle Carte Florenzi, b. 2, f. 4, A.S., Perugia.
**) Alcune riflessioni sopra il socialismo,.., cit., pp. 15, 16; Tutti gli scritti di Camillo Cavour, cit., p. 1119. Il comunismo che suppone una spartizione generale ed esalta di tutti i beni reali ed uno stato perfetto di uguaglianza... , applicato allo Stato romano, provocherebbe degli effetti disastrosi che sono riassunti dalla Florenzi in sei punti:
La parte agricola, ossia la metà della popolazione, resterebbe in statu-quo, qualora non peggiorasse di condizione.