Rassegna storica del Risorgimento
BACINETTI MARIANNA
anno
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1981
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pagina
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287
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Marianna Florenzi Waddington
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differenza è sommamente necessaria anzi è l'ordine, l'armonia e la perfezione non solo dell'universale, ma del particolare altresì e nella varietà delle cose si spiega la potenza e la bellezza umana, potendo ciascheduno a suo talento e in vari modi rappresentare il bello il buono e l'utile.46* Da qui si compie poi un passo ulteriore: ad essere ratificata è la distinzione vera e propria di povertà e ricchezza, è quella dualità civile che è quasi immagine o riflesso di quella cosmica che si manifesta sotto forma di tenebre di luce di produzione di distinzione, sotto forma di antagonistico processo di analisi e di sintesi, di polarità positiva e negativa, di reale ed ideale... .47) Un ideale di ordine filosofico, la teoria dell'antagonismo e dell'armonia, viene assunto a giustificare un principio di prassi moderata all'interno della quale, per evitare pericoli di disgregazione, non è ammesso alcun tentativo di separazione dall'intero.
L'allegorìa di Menenio Agrippa, già universalmente nota, e utilizzata anche nella Filosofia del diritto di Hegel, viene qui introdotta ad avvalorare la necessità, all'interno dell'organismo sociale paragonato all'organismo umano, dell'interdipendenza delle parti a ciascuna delle quali spetta una funzione ed un ruolo specifici nella struttura sociale;48* funzione e ruolo che sono, però, per la Florenzi, difficilmente interscambiabili ma sempre più fissi perché il contrario significherebbe modificazione e sovvertimento di un ordine retto e giusto . Si ribadisce in questo contesto il ruolo che spetta al popolo, perché il voler credere che il volgo inesperto sia fattore del bene sociale è come dichiarare che i piedi facciano la testa e mutandone le veci adempierne le funzioni , 49> mentre, maestri e duci dei popoli potranno diventare solo coloro che sanno distinguersi dalla massa per doti intellettuali.50*
La critica puntuale del socialismo e del comunismo, viene estesa, nell'opuscolo inedito, ad una disamina delle dottrine di Louis Blanc ed Eugene Sue: la Florenzi sintetizza il progetto del primo nel proponimento di radunare in grandi opifici tutti i rami d'industria e così togliere gli artieri dalla miseria che deriva dall'incertezza del lavoro nelle stagioni morte e ne fa rilevare le difficoltà nel campo pratico. Innanzi tutto essa sostiene l'impossibilità di radunare a Parigi o in altre città di provincia, tutti i rami d'industria, ne rileva poi le difficoltà economiche in quanto, essendoci già un utile molto basso nelle industrie,
46) Cenni dell'attuale bisogno di ricondurre gli studi..., ras. cit.; Alcune riflessioni sopra il socialismo.... cit., pp. 11-12; e nell'opuscolo posteriore la Florenzi ribadisce: Il comunismo vorrebbe vedere tutti gli uomini uguali ed in ciò forse riuscirebbe da prima inducendoli all'uguaglianza della miseria, ma niente può durare che è contro natura, giacché essa si è compiaciuta di non fare due cose perfettamente simili e di fatto non vi sono due astri, due montagne, due alberi, due spighe di grano, due semi né tampoco due grani di sabbia o due capelli che siano perfettamente uguali, molto meno si troveranno due uomini consimili sotto tutti i rapporti ... . (Osservazioni sul socialismo ..., ms. cit.). Cfr., inoltre, nota 42 n.t.
47> Alcune riflessioni sopra il socialismo .... cit., pp. 15-16.
W Ivi, p. 8.
4> Ibidem.
5) Cfr. Del sentimento nazionale, art. cit., dove la Florenzi auspica che l'Italia sia tolta dall'umile servaggio... imperata solo dai saggi che sentono per lei con vantaggio ed alterezza . Per la funzione degli intellettuali, cui resterà il compito di far da guida a tutti gli altri, cfr. le Lettere filosofiche, Parigi, 1848, p. 13. Per il ruolo dei * savi ' e dei " legislatori ', io qualità di artefici del processo di incivilimento e per la sua matrice speculativa, cfr. C. CESA, La filosofia politica di Schelling, Bari, Laterza, 1969, p. 53. Per la funzione delle élites nel liberalismo classico, cfr. R. ROMEO, Cavour, cit., p. 537 sgg. Riguardo al concetto di ' genio *, nel pensiero mazziniano, cfr. Scrittori politici dell'800, cit., p. 282.