Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <295>
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Marianna Fiorenti Waddington
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nazionale.70) In questo senso, la soluzione che prevalse nel 1861 fa l'esito coe­rente ai una dinamica storica svoltasi come costante e progressivo superamento di quegli interessi municipalistici che si erano chiaramente manifestati. Giova ripetere puntualizza la Florenzi quanto sia necessario lasciare a parte ogni pretensione perché quelle città che volessero assorbire in loro privilegi non contentandosi di stare sottoposte a quel regime che solo può darci un ordina­mento uniforme e duraturo, sarebbero ogni dire dannose al buon successo che esso solo conta, a costo di qualsiasi sacrificio, per la marchesa causa imme­diata e condizione necessaria di rigenerazione .71) L'analisi della Florenzi sì focalizza, peraltro, sulla situazione locale che aveva sott'occhio rivolgendosi ora contro quel municipalismo sovrabbondante di città umbre come Spoleto, Gubbio, Città di Castello, che distinguendosi in una gara invidiosa... si sono mostrate avverse a Perugia loro amica ed alleata anziché riconoscerne la sua pur modesta superiorità. la Florenzi si riferisce a superiorità in fatto di arte, di istituzioni, di cultura sostenendo, a proposito di quest'ultima, la necessità di un centro unico in cui i più importanti mezzi di studio, come biblioteche e pina­coteche, potessero essere a portata di mano e più facilmente accessibili.72* In questo ambito, si colloca l'interesse della Florenzi per il riordinamento dell'Uni­versità di Perugia di cui si discute anche nella sua corrispondenza con il Fabretti, da lei sollecitato a ricoprire la carica di Rettore e con il dott. Bufai ini dolendosi e della mancanza di mezzi e dei troppi indugi.73)
" Gli avvenimenti politici del '31 avevano chiarito tali carenze nel momento in cui la politica dei governi padani e quella del Governo delle provinole unite si erano svolte su binari spesso contrastanti o diversi e comunque tali da impedire ogni forma di collegamento tra i patrioti destinati a soccombere, prima che sotto il peso della reazione austriaca, sotto il peso della divisione politica tra i governi costituiti. Per i moti del '31, cfr. G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, cit., II, p. 173 sgg., cui si rimanda per i riferimenti bibliografici.
71) E la Florenzi consiglia oc alle città le quali non vogliono abdicare a quella parte di potenza e di municipalismo che da secoli resta inerente non ai loro bisogni, ma bensì alle loro ambizioni... di fare sforzi magnanimi per la conquista del bene reale ed universale della nazione (Contro il municipalismo, ms. cit.). Per gli altri passi sopra citati, cfr. lo scritto citato Sull'unità.
72) Per i passi sopra citati, cfr. Contro il municipalismo, ms. cit. Per la limitata auto­nomia che, d'altra parte, la Florenzi non vuole sacrificare completamente, questo è un mo­mento eccezionale essa ribadisce tempo di eroica virtù, di conciliazione e di unità... non è in questo idea di municipalismo, ma piuttosto una vista di universalità, perché l'Italia quantunque una, dovrà essere divisa in province e in regioni ed avere perciò centri di istru­zione artistica e scientifica. In vista di questo scopo, sostiene la Florenzi nell'articolo pre­cedente Sull'unità, essa è ottima cosa che ogni municipio cerchi di ammigliorare ma non di sovrastare gli altri. La brama di supremazia turba la concordia che è la base fondamentale del benessere sociale (ms. cit.). La Florenzi, tuttavia, in una lettera indirizzata ad A. Fa­bretti non si peritava di aggiungere come post scriptum: spero che Perugia sarà un centro Regionario come merita e pretende. Fate udire la vostra voce anche per questo (Iett. 24 facente parte del carteggio Florenzi-Fabretti, ms. 2165, Bibl. Augusta, Perugia).
73> Il 10 ottobre (?) 1860, la Florenzi, dopo aver pregato il Fabretti di darle al più presto una risposta riguardo alla carica che gli veniva offerta, aggiungeva: ce Non potete credere la mia amorosa attività per il nostro Ateneo. Ho scritto e parlato fino che ho avuto mano e fiato e non senza prò perché in molto ho bene cooperato. Tuttavia resta ancora a far o piuttosto a far fare appo il ministero... lettera inedita (11 lett. del carteggio Florenzi-Fabretti, ms. 2165, Bibl. Augusta, Perugia). Il Fabretti, da parte sua, esprimerà un suo giu­dizio sull'istruzione lamentando la caduta del ministro Mamiani come un danno per gli studi del Regno in quanto maturando i suoi progetti di legge avrebbe migliorato la condì-.