Rassegna storica del Risorgimento
BACINETTI MARIANNA
anno
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1981
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pagina
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Marianna Florenzi Waddinglon
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In ultima analisi, nell'intransigenza con cui, a livello locale, veniva attuata l'unificazione politico-amministrativa nel Regno sabaudo,8,) la Florenzi rileva atteggiamenti incompatibili con quella visione informata al principio del juste milieu, cai si era costantemente ispirata: è rintracciabile, infatti, nn nesso esistente fra juste milieu politico e cristianesimo, un nesso che, ancora una volta, e riconducibile agli ideali comuni di quella corrente liberale e umanitaria che, nel ricorso alla ' buona morale *, trovava la sua immediata concretizzazione ed x cui influssi sono stati largamente rinvenuti negli scrìtti precedenti.
E non è neppure sorprendente il fatto che, a distanza di dieci anni, certe argomentazioni di carattere sociale vengano riproposte con un linguaggio quasi immutato.82* Ciò che emerge è l'ulteriore tentativo di realizzare una sai-
in cui questi si trovano. Quindi distingue negli uomini la probità delle loro intenzioni ed azioni, ne assegna il valore intrinseco che hanno e non le giudica superficialmente secondo le impressioni e le apparenze (Sulla tolleranza, ms. cit.). Sulla matrice storico-ideologica del principio di tolleranza, cfr. E. PASSERIN D'ENTRÈVES, La religione liberale del Sismondi e l'ambiente culturale ginevrino nei primi anni della Restaurazione 1814-1825. Atti del XXXIII congresso di Storia del Risorgimento italiano, Roma, Ist. per la storia del Risorgimento italiano, 1958, pp. 263-271.
8n A questo riguardo, possiamo riferirei, ancora una volta, alla testimonianza di Giuseppe Fabretti. Egli, pur non condividendo pienamente il giudizio della Florenzi sul marchese Gualterio (cfr. Ricordi di Perugia nella pubblicazione, che arriva fino all'anno 1862, di G. DEGLI AZZI, Perugia, Unione Tip. Goop., 1908, pp. 87-88), per la questione degli ordini religiosi è molto vicino alle posizioni della marchesa e ritiene impopolari e pericolose le misure prese dal governo: ce Io non niego egli sostiene che taluni frati, preti, non abbiano brigato per favorire la diserzione di giovani coscritti... ma ogniuno sa che tutte le classi, tutti i partiti hanno individui buoni e cattivi, che neppure il governo può stirpare... un saggio governo deve avere di mira il beneficare i popoli, altrimenti facendo precipita... Ed allora la plebe lusingata con migliorie va incontro a peggiori mali nell'avvenire e macchina contro quel governo che l'ha ingannata ... . E le critiche al governo si estendono ad altri punti: i liberali malignavano del cattivo modo che il cessato governo praticava verso i carcerati. Oggi fanno silenzio del barbaro trattamento che si usa dal governo costituzionale specialmente al S. Domenico dove continuamente ne moiono perché mal tenuti o mal nutriti... . E a proposito della reintroduzione, nel marzo 1864, del dazio di entratura in città delle farine macinate e delle paste lavorate : e Avrei piacere di sbagliare i prognostici che taluni fanno, ma se le cose camminano nel modo attuale, certo che non si può preludiare diversamente di questo governo costituzionale, che anzi si considera dispotico, tendente a spogliare, o almeno impoverire le proprietà individuali; e quando il giunge a questo scopo tutto precipita sempre con pregiudizio della società e causa di nuovi mali. I primi si accomodano perché saliti al dominio, ed alle circostanze luttuose si pongono al sicuro, lasciando i non colpevoli nell'abisso ... (ms. 2030 cit., voi. IV, sotto l'anno 1964).
K) Se non si provvede a tempo, si ecciteranno le reazioni e ad evitarle è d'uopo dar lavoro alla classe povera a cui sono cessate le mal intese elemosine dei monasteri da provvide leggi soppresse: è d'uopo supplire alla sua sussistenza, toglierla dall'ozio o meglio dal vizio, affezionandola ed abituandola all'occupazione, duplice beneficio che va poi a ridondare in prò alla nazione. Ed aggiunge Se i comuni specialmente di talune città povere già per se stesse, non possono far fronte a questi bisogni, finché questa classe fremente si mostra ostile e minacciosa, vi vorrebbero ora dei momentanei compensi per frenare gli impulsi frenetici di un popolo che soffre la fame. La fame non ha ragione, non ascolta e non si sazia con parole, con promesse e con sermoni che facciano conoscere il bene futuro e la necessità presente di soffrire, quelle genti sono più governate dai loro bisogni fisiologici che dalla virtù e dal dovere morale... Sarebbe dunque assolutamente necessario che una legge