Rassegna storica del Risorgimento

BACINETTI MARIANNA
anno <1981>   pagina <300>
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300 Maria Alessandra Degl'Innocenti Venturini
datura fra umanitarismo e liberalismo, da cui scaturisca finalmente che la grande idea liberale deve fondarsi sul ' generale ' ed essere connessa alle idee di umanità e fraternità: perché conclude la Florenzi se si vuole costruire il grande organismo nazionale, bisogna tenere riunita, legata insieme ogni sua parte, e questo organismo non può essere tenuto insieme che dallo spirito universale della nazionale.83* Se sul piano ideologico questa formula­zione si fonda sui canoni di un certo ottimismo romantico, sintesi di razionalità e perfezione, essa, nella situazione politica italiana, si traduce nell'idea di un patriottismo nazionale prevalentemente intessuto di istanze etico-religiose.
Negli anni successivi al '60, assistiamo ad un progressivo accostamento della Florenzi al pensiero hegeliano e, nello stesso tempo, ad una serie di con­tatti, nutriti di scambi epistolari, con i posi detti Sj hegeliani di Napoli ' i quali ebbero del resto un peso notevole sul suo itinerario filosofico.*4* Ma, a questa nuova fase speculativa, non corrisponde un parallelo allargamento dei suoi oriz­zonti politici. Essa si limita a dare un'esposizione di Hegel in senso liberale soffer­mandosi sulla formulazione del valore positivo della guerra e sulla definizione
idonea con provvedimenti idonei togliesse di mezzo questo stato calamitoso e tumultuoso e che le esigenze attuali fossero con effetto considerate cosicché venisse la calma in questi esseri disperati e che insieme al nome di libertà e nazionalità echeggiasse ancora il nome di umanità (Sulla tolleranza, ms. cit.); v. nota 56 n.t.
83> Ivi. ms. cit. Precisa, infatti la Florenzi: La politica serve allo Stato, questo all'uma­nità ... Soltanto per compiere l'idea umanitaria di una nazione su cui v'è l'opera dei secoli, v'è lo spirito universale, lo spirito nazionale che la compenetra. Questa idea realizzata sarà quella che farà godere ai popoli i loro essenziali diritti e la loro maggiore felicità che solo riposa nel diritto delle genti, diritto al tutto razionale di cui il principio generale è il bene di ogniuno... La lotta fra il bene generale ed il particolare, fra l'armonia e ciò che tenta di turbarla è terribile e quando l'armonia è contrariata ed impedita dall'egoismo e dalla intol­leranza ne viene la rovina degli stati, ond'è che l'intollerantismo si oppone alla libera volontà... (Ivi, ms. cit.); quanto all'idea liberale nei già citati fogli volanti, la Florenzi aveva sostenuto a ... che l'essenza del liberalismo è posta nella schietta Fratellanza degli uomini, nell'unione del volere, nel desiderare la giustizia eguale per tutti, e nello studiarsi di fare il maggior bene a suoi simili . pochi anni prima, in una lettera, rimasta inedita, ad ignoto destinatario, collocabile intorno al "40: ...il gran male è che il liberalismo sta meramente nelle parole per cui gli effetti di ogni miglior volere non potranno mai essere grandi quanto esso è. Io certo non professo idee repubblicane, anzi ne sono ben lungi, ma pure quegli uomini repubblicani che soffrono, per l'umanità stessa hanno diritto alla nostra compassione, ai nostri benefici. Le opinioni varie che si manifestano sugli individui non possono che essere rispettate quando non si oppongano all'utile generale e non urtino il senso comune. Ma osservo universalmente che le credenze politiche sono quasi tutte attac­cate o dipendenti dagli stessi principi e che in tutto possono esservi quegli elementi da apprezzarsi se degli intelletti confusi non li divergessero stranamente per quelle vie che non lasciano della bontà loro e della loro eccellenza neppure ima traccia. Fino che in Italia dureranno quelle faville viziose che tengono i cuori accesi non vi sarà mai possibilità di alcun cambiamento, anzi neppure di ammiglioramento (Carle Florenzi, b. 10, f. 2, A.S., Perugia).
84> Sugli hegeliani di Napoli, cfr. L. Russo, F. De Sanctis e la cultura napoletana, Bari, Laterza, 1943; G. OLDRINI, Gli hegeliani di Napoli cit.; F. TESSITORE, La cultura filosofica fra due rivoluzioni (1799-1860), in Storia di Napoli, IX, Napoli, Soc. Ed. Storia di Napoli, 1972, pp. 225-293; e per comprendere il passaggio dall'eclettismo all'hegelismo, cfr. S. MASTELLONE, Dall'eclettismo all'hegelismo in Italia, in II pensiero politico, a. HI, n. 2, 1970, pp. 271-277.