Rassegna storica del Risorgimento
BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
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Brasile e Stato Pontificio 309
e dagli abusi da lui commessi con il richiedere indebitamente esose tangenti a coloro che egli nominava viceconsoli.
Alla morte delTInterminzio Fabbrini, poi, come abbiamo sopra detto, il Dias si autoproclamò rappresentante diplomatico della S. Sede presso l'Impero del Brasile; ma, prima ancora che potesse essere sconfessato dalla Segreteria di Stato, lasciò l'incarico, perché nominato, nel giugno 1841, Incaricato d'Affari del Brasile a Montevideo. Non abbandonò però la carica di console generale pontificio in Brasile nonostante che essa fosse incoinpabile con il suo incarico diplomatico brasiliano ed affidò anzi la reggenza del consolato generale, con il titolo di viceconsole, ad un tal Marcellino Denoix.51)
Di diverso avviso fu però il Camerlengo, il quale, non appena ricevuta, nel novembre 1841, la comunicazione del Dias del precedente giugno sulla sua nomina ad Incaricato d'Affari brasiliano in Montevideo, scrisse alTInternunzio apostolico presso l'Impero del Brasile che il Console generale, avendo accettato un incarico diplomatico brasiliano, era automaticamente decaduto dall'incarico consolare pontificio.52*
Come non era ammissibile che il Dias fosse considerato rappresentante diplomatico della S. Sede (da qui l'azione comune di tutti i rappresentanti diplomatici stranieri a Rio de Janeiro per sigillare le carte della Nunziatura), così era egualmente impossibile che il Denoix ne fosse considerato rappresentante consolare, in quanto questi come precisò il Campodonico al Camerlengo in una lettera del 22 marzo 1842, giunta a Roma un anno dopo la partenza del Dias per Montevideo53) era il cancelliere del consolato francese.
Quanto al Dias, l'opinione espressa dal Redini nella citata lettera da Vienna del 30 luglio 1841 al Segretario di Stato è analoga a quella formulata dal Campodonico nel dispaccio del 22 marzo 1842 da Rio de Janeiro al Camerlengo. Rilevando l'ibrida posizione del Dias, titolare del consolato generale pontificio in Brasile e della rappresentanza diplomatica brasiliana a Montevideo,54) aggiungeva difatti l'Internunzio Campodonico : Quand'anche [il Dias] tornasse qui, spogliato dall'attuale sua qualifica (il che so sta per accadergli) non converrebbe più ammetterlo al servizio della S. Sede, tante sono le irregolarità da lui commesse, voglio credere per imperizia anziché per mala volontà .
Qnasi contemporaneamente, il Campodonico scriveva al Segretario di Stato, in data 10 marzo 1842, sempre a proposito del Dias: È un intrigante, un factotum attivo e irrequieto, che a qualunque costo ama far parlare di sé, un accatta-brighe di prim'ordine purché quindi ne speri una qualche scintilla di gloria e di riputazione .56) Qualche mese dopo, avendolo conosciuto di persona,
51) Lettera del Console generale pontificio in Brasile, José Dias da Cruz Lima, al Camerlengo, datata Rio, 24 ghigno 1841, in AS Roma, CamerL, parte II, b. 324, fase. 666 cit.
52) Lettera del Camerlengo alTInternunzio datata Roma, 16 novembre 1841, ìbidem.
53) Lettera dell'Internunzio al Camerlengo, datata Rio, 22 marzo 1842, e giunta al Camerlengato il 15 giugno 1842, n. 2330, Ibidem.
54) A, Montevideo fu il Dias, quale rappresentante brasiliano, a ricevere nel settembre 1841 la richiesta di amnistia per Garibaldi ohe iniziava la propria azione a Montevideo dopo aver concluso il periodo al servizio della Repubblica del Rio Grande del Sud. Cfr. SALVATORE CANDIDO, Giuseppa Garibaldi nel Rio della Piata 1841-1848, Firenze, 1972,
pp. 46-48.
55) Lettera del 22 marzo 1842, cit.
56) Lettera deirinternunzio datata Rio, 10 marzo 1842, n. 32, in ASV, SS, rubr. 251, b. 452, anni 1838-1843, fase. 8, <t Nunziatura del Brasile . 1842 .