Rassegna storica del Risorgimento

BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
anno <1981>   pagina <310>
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Elio Lodolini
il giudìzio era alquanto mitigato: il Dias era descritto come piuttosto igno­rante che malizioso e meritevole di compassione anzi che [di] biasimo o vituperio >. **>
Poiché il Dias chiedeva il rimborso delle spese sostenute in occasione delle cerimonie per l'incoronazione dell'Imperatore del Brasile e, d'altra parte, trat­teneva ancora i 688 scudi ricavati quattro anni prima dalla vendita dei beni del defunto capitano Remoletti, il Campodonico proponeva di compensare le due partite, in quanto riteneva impresa difficile trarre la somma dalle mani del Dias per rimetterla agli eredi del Remoletti.M)
3. Successore del Dias fu un italiano, Carlo Bernardo Sammicheli, da Ancona. Questi era figlio di Bernardo Sam micheli, da Lavagna, che nel 1819, dopo aver dimorato per venti anni nella città dorica dove era nato appunto Carlo Bernardo era stato nominato viceconsole pontificio per Lavagna, Sestri, Chiavari, Rapallo, Portovenere, Lerici e Portofino, con residenza in Lavagna. *>
Carlo Bernardo Sammicheli, che risiedeva a Bahia ove svolgeva un'attività commerciale, nel 1837 si era prodigato a favore della spedizione degli emigrati romani guidata dal Cialdi, ed era suo merito se la spedizione non si era risolta in un disastro. Abbiamo già ricordato altrove l'attestazione di gratitudine rivoltagli un anno più tardi dal Cialdi in una sorta di lettera aperta che venne largamente diffusa a stampa. W
Nell'agosto 1837 il Sammicheli si recò in Italia e senza dubbio a Roma ottenne la promessa, o quanto meno un sicuro affidamento, per la nomina a console pontificio a Bahia, quale riconoscimento della disinteressata collabora-zione prestata alle autorità pontificie. Tornato in Brasile, indirizzo un'istanza in tal senso al pontefice.62) La domanda, calorosamente appoggiata dal Cialdi, fu trasmessa dal Segretario di Stato, card. Lambruschini, al Camerlengo, card. Giustiniani, con una illustrazione delle benemerenze del Sammicheli e la pro­posta di conferirgli la nomina, sempre che si fossero ottenute positive informa­zioni su di lui da parte dell'Arcivescovo di Bahia, il cui attaccamento alla S. Sede e le cui virtù sono qui notissime : M) in effetti, il comportamento del­l'Arcivescovo in occasione dell'arrivo della spedizione dei coloni romani non sembra brillare per virtù.
Alla lettera del Segretario di Stato, il Camerlengo rispose facendo presente che esisteva già un console generale pontificio a Rio de Janeiro, con giurisdi­zione su tutte le coste del Brasile: a Bahia avrebbe potuto quindi essere nomi­nato soltanto un vice console, alle dipendenze del console generale di Rio, e la
5?) Lettera deirinternunzio al Camerlengo, da Rio, 7 agosto 1842, n. 60. ivi.
s Ibidem.
> AS Roma, CamerL, parte I, 1816-1823, tit. V, b. 48, fase. 18, Consolato di Genova .
E. LODOLINI, L'esilio in Brasile, ecc., cit., pp. 157-160.
*tt Ibidem. La lettera, del 30 giugno 1838, precisa l'opera del Sammicheli e l'aiuto morale e materiale da lui generosamente offerto allo stesso Cialdi ed ai singoli emigrati romani.
62) Istanza a Gregorio XVI, senza data, giunta al Camerlengo il 13 gennaio 1838, n. 1094, AS Roma, CamerL, parte II, tit. V, b. 324, fase. 666 citato.
63) Lettera del Segretario di Stato datata Roma, 21 febbraio 1838, giunta il 7 marzo, ivi.