Rassegna storica del Risorgimento

BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
anno <1981>   pagina <311>
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Brasile e Stato Pontificio 311
nomina stessa del viceconsole era di competenza del medesimo console generale, salva la preventiva approvazione del Camerlengo. Quest'ultimo, comunque, assi­curava che avrebbe interposto i propri autorevoli officii presso il Dias, tra­mite il Fabbrini, per la nomina del Sammicheli a viceconsole pontificio in Bahia.M) Il Segretario di Stato si dichiarò d'accordo con questa formula di compromesso. *3
Frattanto, però, giungeva al Camerlengato, il 24 marzo 1838, una lettera del Fabbrini del 17 dicembre dell'anno precedente, nella quale l'Incaricato d Affari pontificio informava che il console generale aveva proposto la nomina a Bahia di un viceconsole, nella persona di José de Lima Nobre, ricco nego­ziante e proprietario. Il Fabbrini appoggiava la proposta, avendo avuto sul Lima Nobre favorevoli informazioni dal Ministro brasiliano delle Finanze, Miguel Calmon dn Più e Almeida, ancor egli di Bahia ed uomo attaccatissimo alla S. Sede >; anzi, dichiarava addirittura di aver già autorizzato il Lima Nobre ad esercitare le funzioni consolari in Bahia,
essendo urgente che in quella città esista qualche autorità pontificia, atteso l'arrivo segui­tovi in aprile di cento e tanti coloni sudditi pontifici ivi rimasti in qualche modo alla ventura e molto bisognosi di assistenza.
Di fronte al fatto compiuto, il Camerlengo fu costretto a ratificare l'opera del Fabbrini, siccome gli sembrerebbe molto duro scriveva al Segretario di Stato il disapprovare la condotta tenuta sul proposito da quell'Incaricato d'Affari >.67) Il card. Giustiniani rispondeva quindi al Fabbrini, approvando la nomina del Lima Nobre. Nello stesso tempo, però, lo informava della precedente proposta relativa al Sammicheli, e chiedeva informazioni su quest'ultimo.6 Per averle, il Fabbrini si rivolse... proprio al Lima Nobre.
La relazione del viceconsole pontificio a Bahia sul Sammicheli non potè ignorare l'aiuto che l'anconitano aveva dato alla spedizione comandata dal Cialdi, ma si limitò ad indicarlo in forma dubitativa e, soprattutto, negò che il Sammicheli fosse conosciuto a Bahia come cittadino dello Stato pontificio.
Il Sammicheli, venuto a conoscenza della richiesta di informazioni sul suo conto, ritenne che essa fosse motivata dalla sua domanda di ottenere il promes­sogli incarico di console pontificio. Ne scrisse perciò al Fabbrini, indicando per referenze proprio il Ministro delle Finanze Miguel Calmon du Pin e Almeida. Credendo anzi di aver già ottenuto la nomina, come mi assicura il sig. Agostino
64) Lettera del Camerlengo, datata Roma, 9 marzo 1838, ivi.
65) Lettera del Segretario di Stato, datata Roma, 17 marzo 1838, ivi.
66) Lettera del Fabbrini, datata Rio, 17 dicembre 1837, ivi.
67) Lettera del Camerlengo al Segretario di Stato, datata Roma, 28 mazzo 1838, n. 2234, Ivi.
68) Lettera del Camerlengo all'Incaricato d'Affari pontificio in Brasile, datata Roma, 2 giugno 1838, n. 2235, Ivi.
69) Copia di lettera del Viceconsole pontificio in Bahia all'Incaricato d'Affari ponti­ficio in Rio de Janeiro, datata Bahia, 10 novembre 1838 (in risposta a lettera del 23 set­tembre 1838), ivi. B Lima Nobre indicava che il Sammicheli era giunto per la prima volta a Bahia panni nel 1829, da Lisbona, al comando di un brigantino. Dopo vari viaggi fra Lisbona e Bahia, si era stabilito in quest'ultima città, con casa di commercio e che girava colla firma di C. B. Sammiguel e C, essendo suo socio un negoziante di Li­sbona . Non risultava suddito pontificio, ma naturalizzato brasiliano.