Rassegna storica del Risorgimento

BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
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Brasile e Stato Pontificio
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La questione fu quindi chiusa con l'esclusione del Sammicheli da ogni incarico consolare, nonostante il suo disinteressato e decisivo intervento a favore della spedizione romana del 1837, le proposte e gli inviti ufficiali del comandante della spedizione, capitano Cialdi, e le assicurazioni che indubbiamente gli erano state date nel suo successivo soggiorno in Roma e che gli erano state reiterate da un personaggio di primo piano nel mondo commerciale e bancario romano dell'Ottocento quale Agostino Feoli.
4. Due anni più tardi, il Camerlengato apprendeva, quasi casualmente, che a seguito della rinuncia del Lima Nobre proprio il Sammicheli era stato nominato console pontificio a Bahia, ad insaputa delle autorità dello Stato pontificio del quale era divenuto rappresentante, e che, per ottenere la nomina, aveva dovuto sborsare una cospicua tangente al Console generale pontificio in Rio de Janeiro, José Dias da Cruz Lima: cinquecentomila reis, pari ad oltre millecinquecento franchi.
Le prime notizie sull'awenuta nomina del Sammicheli furono date dallo stesso Dias da Cruz Lima nella citata lettera del 24 giugno 1841, nella quale riferiva, fra altre notizie, che il Fabbrini, prima di morire, aveva nominato Carlos Baptista Sanmiguel alla carica di console pontificio in Bahia, in sosti­tuzione di José de Lima Nobre, dimessosi, ed Antonio da Cunha Sobrinho a quella di viceconsole in Para.
Il Camerlengo dichiarò, contemporaneamente alla decadenza del Dias da Cruz Lima dalla carica di Console generale pontificio, la nullità di tutte le nomine conferite dall'Incaricato d'Affari, essendoché a me solo si appartiene di provvedere ai consolati, vice consolati ed agenzie consolari pontificie:79 ciò che, per la verità, contrastava in parte con quanto indicato dallo stesso Camerlengo alla Segreteria di Stato nel 1838, quando aveva affermato di non poter nominare il Sammicheli viceconsole a Bahia, in quanto tale nomina era di competenza del Console generale a Rio, cioè del medesimo Dias da Cruz Lima, sia pure con l'approvazione preventiva del Camerlengo. Contemporanea­mente, il Camerlengo chiedeva all'Internnnzio Campodonico la designazione di persone che sieno superiori ad ogni eccezione in fatto di qualità morali, reli­giose e politiche > per le cariche consolari.
Frattanto, il 16 gennaio 1842 l'Internunzio che non aveva ancora rice­vuto la lettera del Camerlengo del precedente 16 novembre 1841, relativa alla decadenza del Dias ed alla nullità delle nomine effettuate dal Fabbrini comu­nicava al Camerlengo (cui la lettera giunse cinque mesi più tardi, il 10 giugno), la notizia della vacanza del Consolato generale pontificio in Brasile e proponeva di nominarne titolare il Sammicheli, che da Bahia stava per trasferirsi a Rio de Janeiro. *" Anzi, secondo quella che sembrava ormai una prassi, il Campodo-
79 Lettera del Camerlengo all'Internnnzio apostolico presso l'Imperatore del Brasile, datata Roma, 16 novembre 1841, Ivi.
80) Lettera dell'In termmzio al Camerlengo, datata Rio de Janeiro, 16 gennaio 1842, giunta al Camerlengato il 10 giugno 1842, Ivi,
II Campodonico informava inoltre di aver ricevuto in precedenza altre richieste di nomina a console generale pontificio, con forti commendatizie , da parte di cittadini bra­siliani, ma di non averle avanzate al Camerlengo proprio in attesa di poter proporre il Sammicheli.
Anche al Camerlengato era pervenuta una domanda di nomina a console generale pontificio in Brasile da parte di un cittadino brasiliano, Giuseppe Pietro de Motta Seyao.