Rassegna storica del Risorgimento

BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
anno <1981>   pagina <315>
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Brasile e Stato Pontificio
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Il povero Cialdi, non. sapendo a che Santo raccomandarsi, ebbe ricorso al Sanmichele, cui egli forse già conosceva, perché è cugino del Colonnello Castagnola, w> Capitano del Porto dì Civitavecchia. Da lui ebbe in grazioso prestito una somma di circa 300 scudi, che furono impiegati nei più urgenti bisogni di quella turba affamata.
So che il Sanmichele è stato poi rimborsato, ma pure è degna di ricordanza la solle­citudine sua nel soccorrere i sudditi del suo Sovrano.
Fu appunto in quella occasione che dal medesimo Cialdi fu a lui suggerito il pen­siero di chiedere il vice-consolato di Bahia, richiesta ch'egli per ignoranza diresse al defunto Monsig/ Fabbrini, o piuttosto al già Console generale:84) questi, forse ugualmente per igno­ranza, si credette autorizzato di nominarlo, e per diritti di patente gli fece pagare cinque-centomila reis, che equivalgono a meglio di 1.500 franchi.
Ora è certo, che nei due anni, o poco meno, che il Sanmichele ha ritenuto quel posto, non solo non ha lucrato nulla, ma è stato sempre pronto a soccorrere i sudditi pon­tifici, che in quella città e provincia si sono, con varie vicende di fortuna, stabiliti dopo la loro emigrazione spontanea o comandata...
Pochi giorni più tardi, ai primi del 1843 era trascorso un anno dalla proposta del Campodonico il Camerlengo inviava all'In ternunzio le lettere patenti di nomina del Sammicheli a console pontificio a Rio de Janeiro che però non gli danno diritto alla nomina dei viceconsoli >, ad evitare gli inconve­nienti verificatisi con il suo predecessore. Il Camerlengo invitava inoltre Flnter-nunzio a richiedere al Sammicheli il versamento di undici scudi
per tassa e competenze di Segreteria e per il decimo a favore della Commissione dei pub­blici sussidj.
Conoscerà il Sanmichele aggiungeva il Camerlengo - la differenza che passa fra il pagamento di questa tenne propina, da quella che apprendo con meraviglia essere stata da lui pagata in franchi 1.500 quando ne fu investito, non so come, sotto il di Lei ante­cessore mons. Fabbrini.
L'exequatur al nuovo console pontificio fu concesso dal Governo brasiliano senza difficoltà; ma il Camponico fece osservare85* che la nomina di un sem­plice console , anziché di un console generale > a Rio de Janeiro aveva suscitato qualche meraviglia e che anche il Brasile preferiva avere un consolato generale, anziché un semplice consolato, dello Stato pontificio nella propria capitale. Inoltre, aggiungeva rinternunzio, era opportuno che il rango del rap­presentante consolare dello Stato romano non fosse inferiore a quello dei consoli generali del Belgio, del Regno di Sardegna e di altri Stati, ad evitare che il console pontifìcio fosse posposto agli altri quando il corpo consolare veniva rice­vuto dalla Corte brasiliana.
83) Giovanni Castagnola, di famiglia originaria di Lavagna in Liguria, capitano del porto di Civitavecchia, capitano onorario della marina militare pontificia, nel 1831 consi­gliere comunale (AS Roma, Camerl., parte II, tit. IX, Marina, b. 625, fase. 4078), nel 1833 ricevette il grado, pure oc onorario (cioè non retribuito), di tenente colonnello di marina (AS Roma, Camerl., parte II, tit. IX, b. 635, fase. 4529).
8*) La circostanza, come abbiamo visto, non è esatta: il Sammicheli aveva avanzato domanda di nomina al Pontefice, ed era stato proprio il Camerlengo a dichiarare che le nomine dei viceconsoli erano di competenza del console generale. La nomina, allora rifiu­tata, gli venne conferita più tardi dal console generale.
85) Lettera delPInternunzio al Camerlengo, datata Rio de Janeiro, 27 maggio 1843, n. 5, giunta al Camerlengato il 3 settembre 1843, n. 3618, in AS Roma, Camerl., parte II, lit. V, b. 324, fase. 666 citato.